Un cambio d'appalto che mette a rischio 19 posti di lavoro. Succede al Lingotto, per le attività di manutenzione degli impianti. In ballo ci sono i lavoratori attualmente impiegati nell'appalto del Consorzio Lingotto, gestito da CBRE, che rischiano di trovarsi senza lavoro alla scadenza dell'attuale contratto, prevista per il 31 dicembre 2026, perché il nuovo soggetto che gestirà l’appalto non intende attivare la clausola di salvaguardia (non avendone l'obbligo).
"L'appalto, avviato il 1° ottobre 2024, vede oggi impegnati 3 impiegati e 16 operai: professionalità che da anni garantiscono quotidianamente la regolare manutenzione degli impianti del Lingotto", dicono dalla UIl. "L’azienda che vince la gara non ha l’obbligo di attivare la clausola sociale di salvaguardare i 19 lavoratori a riscio. Nel frattempo, domani 9 ottobre 2026 è fissato il termine per la presentazione delle offerte relative alla nuova gara. La situazione desta forte preoccupazione tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali: la conclusione dell'attuale appalto non può tradursi nella perdita di 19 posti di lavoro".
"Chiediamo pertanto che, nell'ambito della nuova procedura di affidamento - proseguono i sindacati -, venga assicurata la massima attenzione alla continuità occupazionale e alla salvaguardia delle professionalità attualmente impiegate, attraverso l'applicazione delle clausole sociali e degli strumenti previsti dalla normativa e dalla contrattazione collettiva".
“Non si tratta soltanto di numeri - conclude il funzionario UILM Torino, Ciro Di Dato -: dietro questi 19 lavoratori ci sono altrettante famiglie, oltre a competenze ed esperienza maturate nella gestione dell'appalto. Riteniamo quindi indispensabile aprire con la massima urgenza un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti, affinché la transizione verso il nuovo affidamento avvenga senza ricadute occupazionali. Chiediamo a Consorzio Lingotto e a CBRE GWS di assumere ogni iniziativa necessaria per garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti e di fornire tempestivamente garanzie sul futuro dell'appalto e delle persone che vi operano. La scadenza del 31 dicembre non può diventare una scadenza per il lavoro. Il lavoro va tutelato, le professionalità vanno salvaguardate e nessun lavoratore deve essere lasciato indietro”.