Altro che comici e stand-up comedians: se volete trascorrere una serata tutta da ridere, non c'è niente di più divertente di un testo di Plauto, o di una commedia di Aristofane. Ma i classici, greci e latini, offrono anche spunti di riflessioni modernissimi, raccontano storie universali e che, nonostante i loro duemila e passa anni, non sono affatto vecchie.
Tutto questo lo sapevano benissimo Germana Erba, Gian e Irene Mesturino quando, trent'anni fa, hanno deciso, insieme ad Adriana Innocenti e Piero Nuti, di rispolverare i testi antichi e creare, all'interno della stagione di Torino Spettacoli, il Festival di Cultura Classica, che quest'anno giunge alla sua 28esima edizione. La scelta è inevitabilmente caduta sulle commedie e in particolare su Plauto, ma non soltanto: Cicerone, Seneca e addirittura Molière, che ha riscritto un suo "Anfitrione".
In scena, nel corso degli anni, si sono alternati testi divertentissimi e più impegnati, che hanno conquistato il pubblico: gli spettatori hanno risposto con una serie di sold out e ormai attendono l'appuntamento di ottobre come uno dei momenti da non perdere nella stagione teatrale torinese.
Il segreto? Un gruppo di attori affiatati, i beniamini di Torino Spettacoli, e di giovani promesse come i Germana Erba's talents. Tutti sapientemente trascinati da Elia Tedesco, ormai vero mattatore di ogni testo classico rappresentato al teatro Erba. Ma anche da una regia - con lo zampino di Girolamo Angione - che, proprio come previsto dagli stessi autori classici, si è permessa di aggiungere battute e riferimenti contemporanei per attirare e far ridere anche il pubblico di oggi. Così avviene per le commedie plautine, marchio di fabbrica di Torino Spettacoli, ma anche per le produzioni che di anno in anno si aggiungono al repertorio.
Per questo 2026, il Festival inizierà subito con una grossa novità: mercoledì 14 ottobre andrà infatti in scena CITOFONARE SENECA di Paolo Accossato, con regia di Elia Tedesco. Ironia ed emozione sono al servizio di un testo che farà riscoprire le riflessioni del grande filosofo sulla ricerca della felicità. A quasi duemila anni dalla sua morte, infatti, Seneca continua a parlare all’uomo contemporaneo con una sorprendente lucidità. Le sue riflessioni sul tempo, sulla paura, sul dolore e sulla ricerca della felicità sembrano scritte per una società dominata dall’ansia, dalla fretta e dall’incertezza.
A seguire, una festosa Maratona Plauto-Molière con 3 commedie: le celeberrime IL SOLDATO FANFARONE, commedia-manifesto tra quelle plautine, e ANFITRIONE, folgorante riscrittura molieriana dell’omonimo titolo del Sarsinate. Infine TRINUMMUS, ovvero LA COMMEDIA DELLE 3 DRACME, una produzione che ha conquistato il cuore di tutti i pubblici, consacrandosi come fenomeno comico delle ultime tre stagioni.
Lunedì 26 ottobre, un altra data da cerchiare in rosso sul calendario: in scena andrà infatti lo spettacolo sui GRANDI PROCESSI DELL’ANTICHITÀ: una "folle" idea di Piero Nuti, con la regia di Gian Mesturino ed Elia Tedesco, per ripercorrere e gustarsi le migliori orazioni di Cicerone. Un coinvolgente medley di prosa che dà vita allo spettacolo della giustizia per antonomasia, con "in cattedra" il più geniale avvocato di tutti i tempi.
Sarà ospitato in una doppia sede, il teatro Erba e poi il teatro Gioiello, invece, l'ultimo titolo in cartellone: L’IMBROGLIONE, a cura di Gian Mesturino e Girolamo Angione dallo Pseudolus di Plauto. E' questa la nuova produzione plautina della Compagnia Torino Spettacoli ed è forse la più comica in assoluto, grazie alla scoppiettante ricchezza del linguaggio, ai ritmi serrati di un meccanismo narrativo che sfocia allegramente nell’inverosimile.
INFO: www.torinospettacoli.com