Il carcere di Torino ha raggiunto ieri la presenza di 1.608 detenuti, una situazione che il sindacato Osapp definisce ormai "esplosiva" e che "sta mettendo a dura prova la tenuta dell’istituto penitenziario".
Secondo i rappresentanti dei lavoratori presso la struttura, il sovraffollamento, la presenza di detenuti appartenenti a molteplici etnie, la carenza di spazi e le condizioni di degrado degli ambienti contribuiscono ad alimentare una crescente conflittualità e una successione di eventi critici, determinando una situazione di grave pericolo sia per il personale di Polizia Penitenziaria sia per la stessa popolazione detenuta.
"Ormai siamo totalmente alla deriva - dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp -. Tutto questo avviene nel silenzio più assordante della politica e delle istituzioni".
Alcune settimane fa, l’Osapp aveva rivolto un appello ai rappresentanti politici di ogni schieramento del Comune di Torino e della Regione Piemonte, chiedendo loro di visitare l’istituto e incontrare direttamente le lavoratrici e i lavoratori che vi operano quotidianamente. "A parte qualche eccezione, gli altri sono rimasti totalmente immobili e inerti. Un’inerzia che riscontriamo anche a livello dell’amministrazione regionale e di quella centrale, mentre la situazione all’interno del carcere continua a peggiorare", prosegue Beneduci.
A Torino, dicono i sindacati di categoria, mancano oltre 100 unità nel ruolo degli agenti e assistenti di Polizia Penitenziaria. Una carenza che costringe il personale a sostenere turnazioni estremamente gravose e difficilmente compatibili con condizioni di lavoro dignitose e sicure. "Il personale è sottoposto ogni giorno a turni disumani e a uno stress psicofisico continuo. Una condizione che mette seriamente a rischio la salute degli operatori e la sicurezza dell’intero istituto. Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre maggiori a lavoratrici e lavoratori senza garantire organici adeguati e condizioni operative sostenibili", conclude il segretario generale dell’Osapp.
Da qui la richiesta di interventi urgenti e concreti per affrontare il sovraffollamento, colmare le gravi carenze di organico e ripristinare condizioni di sicurezza, igiene e vivibilità all’interno della casa circondariale di Torino. "Non è più possibile ignorare una situazione che coinvolge quotidianamente il personale penitenziario e le persone detenute. Servono risposte immediate da parte delle istituzioni, prima che il susseguirsi degli eventi critici produca conseguenze ancora più gravi".