Cultura e spettacoli - 11 ottobre 2026, 20:02

Job Film Days: tutti i vincitori dell'edizione 2026

Miglior pellicola Bulakna di Leonor Noivo

Bulakna di Leonor Noivo vincitore dei Job Film Days 2026

Si è chiusa con la Cerimonia di Premiazione al Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema la settima edizione di Job Film Days, festival diretto da Annalisa Lantermo, che si è tenuto dal 6 all’11 ottobre 2026 a Torino.

Premio Cinematografico Internazionale “Lavoro 2026” JFD – INAIL Piemonte

La Giuria, presieduta da Irene Dionisio e composta da Giovanna Maina, Ilaria Feole, Perla Sadella e Alessandro Lanza, assegna il premio come Miglior Film (4.000 euro) a

Bulakna di Leonor Noivo (Portogallo/Francia, 2025, 93’)

Con la seguente motivazione: Per la radicalità con cui interroga le eredità del colonialismo e le forme contemporanee dello sfruttamento del lavoro di cura femminile;

Per uno stile di regia intimo ma collettivo che è capace di rendere visibili le strutture economiche e politiche che attraversano i corpi delle donne, mostrando come il lavoro di cura, spesso invisibile e sottopagato, sia al centro di un sistema globale fondato sulla disuguaglianza e sulla separazione dagli affetti. A un’opera che rende il cinema uno spazio di riappropriazione della storia, capace di raccontare la diaspora delle donne filippine concentrandosi sulle gerarchie che regolano le migrazioni, che decidono chi può restare e chi invece deve sostenere con il proprio lavoro la vita degli altri diventando assente dalla propria.

Il Gran Premio della Giuria (2.000 euro) è assegnato a

2m2 di Volkan Üce (Belgio/Germania/Turchia, 2026, 83’) 

Con la seguente motivazione: Per la sensibilità con cui si avvicina al suo soggetto e alle complesse implicazioni del business legato alla morte, infrangendo tabù con ironia ma conservando sempre un grande rispetto per le pratiche delle onoranze funebri e per le tradizioni e culture su cui si fondano; per la capacità di pennellare, con un'osservazione documentaristica che sa accogliere nel suo tessuto imprevisti momenti di commozione e di commedia, il ritratto di una comunità di immigrati; e per l'intelligenza con cui illumina, senza pregiudizi, contraddizioni e complessità di un mestiere che ci mette di fronte alla nostra finitezza.

Il Premio speciale al Miglior Film sulle tematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro (1.000 €) va a

The Employed di Tommaso Cotronei (Italia, 2026, 60’)

Con la seguente motivazione: Per la forza espressiva di una narrazione, a tratti cruda, che accompagna gli operai edili nella loro quotidianità,

per il senso di vicinanza ai personaggi, ritratti nel tempo di lavoro e di riposo che si avvicenda in modo sempre uguale ed alienante, senza prospettive di miglioramento, 

per la lucida rappresentazione di un mestiere che troppo spesso è svolto in condizioni di estrema vulnerabilità ed esposizione a gravi rischi lavorativi, 

La giuria assegna inoltre una Menzione Speciale a

Fordlândia Panacea di Susana de Sousa Dias (Portogallo, Brasile, 2025, 66')

Con la seguente motivazione: Per il coraggioso approccio artistico con cui il film trasforma materiali documentali in un dispositivo cinematografico capace di evocare la complessità storica e le tensioni culturali che attraversano un luogo sospeso tra utopia e realtà, per la capacità di rendere le inquadrature superfici di meditazione e il montaggio misura poetica, accompagnando lo spettatore in un'esperienza cinematografica ipnotica al contempo intima e collettiva.

Premio “Job for the Future” JFD – Camera di Commercio di Torino

La Giuria, presieduta da Giulia Cosentino e composta da Stefano Cravero, Antonio D’Aquila, Tonino De Pace e Nicola Scarlatelli assegna il premio come Miglior Cortometraggio (3.500 euro) a

Their Eyes di Nicolas Gourault (Francia, 2025, 22’)

Con la seguente motivazione: Un film che ci ha colpiti fin dalle prime immagini per la capacità di affrontare, con una complessità rara in un formato breve, le contraddizioni del lavoro contemporaneo. Nicolas Gourault ha costruito una messa in scena unica e profondamente personale, viaggiando con le voci dei testimoni da un paese all’altro mentre le immagini ci mostrano in maniera quasi ipnotica la ripetitività di un lavoro sempre uguale e destinato, paradossalmente, a scomparire molto in fretta. Il suo è uno stile di racconto innovativo, in cui ogni scelta estetica è parte integrante del racconto complessivo. Ma ciò che ci ha maggiormente conquistati è la sorprendente forza emotiva con cui il film si sviluppa, fino ad arrivare a metterci di fronte a una realtà che non possiamo più ignorare e a un futuro molto vicino sul quale non possiamo fare a meno di interrogarci.

Il premio al Miglior Soggetto in relazione alle tematiche del bando di concorso (2.500 euro) va a

Mother Company di Alexander Raptotasios e Konstantinos Thomaidis (Grecia, 2025, 17’)

Con la seguente motivazione: Per la forza della rappresentazione di una tragedia sul lavoro che non può essere dimenticata, per il senso della memoria dell’evento che resta radicata e si tramanda nella vita dei bambini che partecipano alla rievocazione, per il senso di collettività che il film trasmette nel suo rimando ai protagonisti di quella tragedia e per la sua capacità di inventare con la semplicità della messa in scena uno spazio nel quale ricordare quel doloroso passato, con l’effetto di restituire il senso di quanto è accaduto, affinché sia compreso da tutti in quel linguaggio universale delle immagini e grazie alle giovanissime vite che animano la composta coreografia di quella memoria.

Il premio al Miglior Regista che abbia sviluppato temi di interesse per il Piemonte (1.500 euro) va a

Un giorno, un uovo di Vincenzo Pezone (Italia, 2026, 10’)

Con la seguente motivazione: Parlare della precarietà di una generazione che si trova in bilico tra scelte di vita privata e possibilità di riconoscimento lavorativo, è una scelta coraggiosa. Lo stigma del dover partire e lasciare la casa, l’amore e la famiglia, che una volta apparteneva solo alle regioni del sud Italia purtroppo oggi è un fenomeno che abita anche le regioni che erano una volta meta di migrazione. In questo dialogo tra storie simili, moderne eppure antiche, si riconosce, con pena, una trasposizione che il tempo fa dei luoghi della memoria che diventano protagonisti di una denuncia di un disagio generazionale. Per la lucidità e la cura con cui questo film arriva a livello immaginifico e la potenza trasversale della sua storia.

La giuria assegna inoltre una Menzione Speciale a

Beneath the Night di Maximilian Karakatsanis (Germania, 2026, 13’) 

per questi motivi: Beneath the Night cattura all’unanimità l’attenzione della giuria per la capacità di affrontare con estrema efficacia il tema dell’identità personale in rapporto al mondo del lavoro.

Un merito particolare va alla regia di Maximilian Karakatsanis e all’interpretazione di Peter Schneider nei panni del protagonista Kerl, capace di restituire un personaggio ipnotico, sfaccettato e profondamente umano. Attraverso la sua presenza magnetica, il film accompagna lo spettatore dentro la solitudine di un uomo che sembra identificarsi sempre più con il proprio ruolo professionale, fino a mettere in discussione il confine tra la persona e la funzione che ricopre.

Una scelta registica audace porta così lo spettatore direttamente nella cabina di guida della metropolitana, trasformando quello spazio di lavoro in un luogo intimo, quasi esistenziale.

Memorabile, in questo senso, la scena liberatoria del ballo nell’appartamento di Kerl: un momento di rara intensità, che diventa un autentico inno alla libertà, all’identità e alla dignità della persona.

Laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto Job Film Days”

La Giuria, presieduta da Elena Viola e composta da Piero Bodrato e Fabrizio Bontempo, assegna il premio per il Miglior Soggetto a

Cipollotti di Alina Petronella

Con la seguente motivazione: Per la sensibilità e la concretezza con cui racconta il lavoro di cura, attraverso uno sguardo personale e consapevole, nutrito dall’esperienza dell’autrice come assistente sociale. Intrecciando responsabilità professionali, pressioni istituzionali e relazioni familiari, il soggetto restituisce il valore dell’ascolto e la complessità di una professione spesso rappresentata attraverso stereotipi.

Log-line: Ana, una giovane assistente sociale, lavora in un piccolo comune della provincia piemontese, tra persone e richieste che si susseguono e pretendono risposte immediate. L’incontro con Sandro, un anziano che sta perdendo la memoria, l’aiuterà a comprendere che a volte la risposta più importante è semplicemente fermarsi e ascoltare. Anche con la propria madre.

Il secondo premio va a

Pec-man va in pensione di Bruno Brunelli e Stefano Magionesi

Con la seguente motivazione: Per l’originalità di un racconto che, animando oggetti e macchine, costruisce un universo visivo capace di unire ironia e tenerezza.

Attraverso il desiderio di riposo di un computer, il soggetto dà forma a un bisogno profondamente umano e propone una riflessione sul lavoro, sull’identità e sulla possibilità di fermarsi.

Log-line: Un vecchio impiegato disilluso, costretto a scrivere lettere di congratulazioni e di congedo in un ufficio decrepito, scopre che uno dei suoi computer ha espresso il desiderio di andare in pensione, l’insolita confessione muove in lui autocoscienza sul suo ruolo ed una sepolta tenerezza.

Il terzo premio è assegnato a

Le suonerie di mio padre, di Sara De Silvestri

Per la qualità di una scrittura intima e coinvolgente, capace di restituire attraverso una memoria familiare il rapporto tra lavoro e vita privata.

Il contrasto tra l’allegria delle suonerie e le continue interruzioni del tempo condiviso in famiglia delinea un ritratto vivido e affettuoso, nel quale si riconosce il potenziale di un futuro sviluppo documentario.

Log-line: Mio padre fa l’idraulico e non può scegliere quando il lavoro lo chiama, ma può scegliere con quale musica rispondere. Ogni volta che una suoneria lo stanca, ne sceglie un’altra, sempre allegra. Io sono cresciuta ascoltando quelle musiche interrompere la nostra vita. Adesso voglio capire cosa succede quando, per un giorno, quella suoneria non può chiamarlo.

comunicato stampa