Da settimane le scuole torinesi sono attraversate da una nuova ondata di proteste, tra occupazioni, blocchi e assemblee. Un fermento che va avanti a ondate, con modalità diverse da istituto a istituto. A ridimensionare il fenomeno è il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, che parla di casi limitati a pochi istituti e non di un movimento di massa.
La mobilitazione è partita dal Regina Margherita, dal Carlo Ignazio Giulio e dal Gobetti, per poi estendersi al Lagrange, all'Einstein, al Primo Liceo Artistico, al Majorana, all'Alfieri, al Gioberti e al Maxwell di Nichelino. Alla base, rivendicazioni che mettono insieme edilizia scolastica, critica alle politiche del Governo sull'istruzione e rifiuto di una scuola giudicata troppo repressiva, con uno sguardo anche alle mobilitazioni francesi indicate come modello per allargare la protesta.
La replica del vicepresidente Marrone
Sul caso interviene il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone. E ridimensiona subito la portata del fenomeno: "Fortunatamente, per adesso, a Torino non è un fenomeno di massa. Riguarda pochi istituti e gli episodi di danneggiamento riguardano soggetti esterni, verosimilmente associati a centri sociali antagonisti. Credo non sia un fenomeno a campo ampio come in Francia, dove le tensioni sociali ed etniche sono fuori controllo".
"Con eventi come IOLAVORO, cerchiamo di offrire a tutti i giovani del nostro territorio, qualunque sia la loro origine e cittadinanza, le medesime opportunità di integrazione regolare ed occupazione lavorativa, per questo credo che non vedremo il clima incendiato che si osserva in Francia", commenta Marrone.
Poi il vicepresidente risponde sui casi di vandalismo negli istituti: "Sicuramente, però, gli studenti che protestano per avere maggiori interventi di manutenzione nelle scuole e poi però le distruggono dimostrano una contraddizione ideologica che respingiamo".
Il confronto con la Città Metropolitana
Nei giorni scorsi circa un centinaio di studenti si è ritrovato davanti alla sede della Città Metropolitana, in corso Inghilterra. Una delegazione è stata ricevuta dalla consigliera con delega all'Istruzione Caterina Greco: sul tavolo gli interventi già fatti negli edifici, quelli in corso e la richiesta di evitare danneggiamenti alle strutture.
Tentativo di occupazione, oggi, anche all'Itc Sommelier di corso Duca degli Abruzzi. Non è andato a buon fine. Al momento la scuola è chiusa, dentro ci sono solo i docenti. Ai ragazzi sarebbe stato vietato di entrare senza la presenza dei genitori.
Le rivendicazioni degli studenti
Dietro i blocchi ci sono rivendicazioni che mettono insieme edilizia scolastica, critica alle politiche del Governo sull'istruzione, rifiuto di una scuola giudicata troppo repressiva e no al riarmo. I collettivi guardano anche alla Francia, indicata come modello per allargare la protesta.