Un lungo corteo di furgoni dall'Allianz Stadium fino a piazza Vittorio Veneto. Questo pomeriggio il mondo degli ambulanti e delle partite IVA ha deciso di dare il via ad una grande manifestazione, promossa dal GOIA FENAPI GROUP, al grido di: “Se muoiono i mercati e le botteghe, muoiono le città”.
Il corteo
Un'iniziativa per accendere i riflettori sulla profonda crisi che sta colpendo duramente i mercatari e i piccoli commercianti, "colonna portante dell'economia locale e del tessuto sociale cittadino". E così dopo essersi ritrovati in via Scirea alle 15, decine di mezzi commerciali hanno attraversato le strade di Torino, arrivando poi tra clacson, cori e fumogeni in piazza Vittorio al grido di "Il mercato non si tocca".
L'obiettivo è di terminarela protesta in piazza Castello ed incontrare il Prefetto.
Le richieste
Numerose le richieste al tavolo: misure urgenti a tutela del lavoro autonomo e dei banchi dei mercati; aiuti urgenti e sostegni contro il caro carburante; contrasto decisivo al caro vita; riduzione della pressione fiscale e delle tasse locali; rinnovi e garanzie per le concessioni dei posti di mercato.
Cantiere piazza Bengasi
A partecipare alla protesta anche Mario Pascale, dell'associazione Bengasi in Vetrina. Martedì 27 ottobre, alle 18, i negozianti di questa parte del Lingotto hanno organizzato un incontro pubblico nel salone polivalente della scuola Enrico Fermi per avere risposte certe sul cantiere che da 14 anni paralizza piazza Bengasi.
In una lettera aperta indirizzata al sindaco Stefano Lo Russo chiedono "risposte sui tempi effettivi per la conclusione dei lavori, misure concrete per sostenere le attività commerciali colpite ed interventi per restituire decoro e sicurezza" all'area. "Dopo anni di attesa, chiediamo che le risposte prendano il posto delle promesse" conclude l'Associazione Bengasi in Vetrina, pronta anche a chiedere i danni a chi si occupa dei lavori attualmente in ritardo.