Economia e lavoro - 16 ottobre 2026, 07:00

Aprire una SRL a Torino: costi, tempi e adempimenti dal notaio fino al primo dipendente

La decisione di solito matura in un momento preciso. La partita IVA individuale comincia a stare stretta, il fatturato cresce, entra un socio, oppure il commercialista fa notare per la terza volta che con quei numeri, tra IRPEF e contributi, il regime da persona fisica sta diventando caro. A quel punto la domanda diventa concreta, e quasi sempre si traduce in tre parole: quanto costa, quanto ci vuole. Le risposte cambiano parecchio a seconda di come si imposta la società, e i numeri che girano online sono spesso parziali, perché si fermano al giorno della firma e dimenticano tutto quello che viene dopo.

Costituzione della SRL: atto notarile, capitale sociale e costi iniziali

La società a responsabilità limitata si costituisce con atto pubblico davanti al notaio. Non ci sono scorciatoie. Dal 2021, per le SRL con conferimenti in denaro, è possibile farlo anche in videoconferenza, il che evita ai soci che abitano lontano di venire a Torino apposta, ma il notaio resta. Il capitale sociale minimo, dal 2013, è di un euro; nella pratica, però, una società con mille o duemila euro di capitale ha un’affidabilità bassa agli occhi di banche e fornitori, e sotto i diecimila euro i conferimenti vanno versati per intero subito. Esiste poi la SRL semplificata, con statuto standard fissato per decreto e onorari notarili azzerati: conviene a chi ha un progetto lineare e pochi soci, molto meno a chi ha bisogno di clausole su recesso, prelazione o gestione delle quote.

Per una SRL ordinaria, tra parcella del notaio, imposta di registro (200 euro), bolli e diritti di segreteria, la spesa di costituzione si colloca in genere tra i 2.000 e i 3.500 euro, con forti differenze legate alla complessità dello statuto. Nel primo anno vanno aggiunti la tassa di vidimazione dei libri sociali, il diritto annuale della Camera di commercio e una casella PEC, che per le società è obbligatoria. Chi cerca un primo orientamento trova checklist pubblicate dalla Camera di commercio di Torino, dagli ordini professionali e da studi come Iustax.it, ma ogni caso ha le sue variabili e un confronto preventivo con chi segue la parte fiscale e quella societaria evita di scrivere uno statuto che fra tre anni andrà rifatto.

Tempi e adempimenti: Registro delle imprese, partita IVA e Comunica

Firmato l’atto, il notaio ha venti giorni per depositarlo al Registro delle imprese. L’iscrizione, che fa nascere la società come soggetto giuridico, arriva di norma entro pochi giorni dal deposito. Poi parte la Comunicazione Unica, la pratica telematica che in un solo invio apre la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e porta i dati a INPS e INAIL; se l’attività richiede una segnalazione di inizio, la SCIA passa dallo sportello SUAP del Comune.

Tutto sommato, se non ci sono intoppi, tra la prima riunione con il notaio e il giorno in cui la società può fatturare passano due o tre settimane. Si allungano quando servono autorizzazioni specifiche, quando i soci non hanno chiaro chi farà l’amministratore e con quale compenso, o quando ci si accorge tardi che il socio che lavora in azienda va iscritto alla gestione commercianti o artigiani dell’INPS, con contributi minimi dovuti anche in assenza di utili. Da quel momento la società tiene la contabilità ordinaria, deposita il bilancio ogni anno e paga IRES al 24% e IRAP, voci che chi arriva dal forfettario tende a sottostimare.

Assumere il primo dipendente: comunicazioni obbligatorie, INPS e INAIL

Il passaggio successivo, per molte nuove SRL, è il primo contratto di lavoro. Qui gli obblighi si moltiplicano e i tempi sono stretti. La comunicazione obbligatoria di assunzione va inviata al Centro per l’impiego almeno il giorno prima dell’inizio del rapporto, non il lunedì mattina mentre il nuovo assunto aspetta all’ingresso. Prima ancora serve aprire la posizione contributiva presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL, scegliere il contratto collettivo da applicare e istituire il libro unico del lavoro, dove finiscono presenze e retribuzioni.

Contemporaneamente scattano gli obblighi sulla sicurezza: documento di valutazione dei rischi, nomina del responsabile del servizio di prevenzione, formazione del lavoratore e, se la mansione lo prevede, visita del medico competente. Sono adempimenti che nella costituzione non compaiono e che il preventivo del notaio, giustamente, non comprende. Per il costo del lavoro, la stima più prudente resta quella di considerare, oltre alla retribuzione lorda, contributi, TFR, ratei di tredicesima ed eventuale quattordicesima: a seconda del contratto applicato, la spesa annua per l’azienda supera di gran lunga il lordo scritto sulla lettera di assunzione, e capita che il primo dipendente arrivi proprio nell’anno in cui la società comincia anche a pagare le imposte sul primo bilancio chiuso, quando la cassa, di solito, è la più sottile.



 

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