Nichelino-Stupinigi-Vinovo - 16 ottobre 2026, 09:31

Ambiente, Nichelino vara il Piano di Resilienza Climatica

L'assessore Azzolina: "In cinque anni abbiamo intercettato risorse e avviato grandi progetti per costruire la città del futuro"

L'assessore all'Ecologia integrale Alessandro Azzolina

La Città di Nichelino compie un nuovo passo nel proprio percorso di transizione ecologica e adattamento ai cambiamenti climatici. Nei giorni scorsi, nella cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi, l’assessore all’Ecologia Integrale Alessandro Azzolina ha presentato in anteprima il Piano di Resilienza Climatica, uno strumento di pianificazione ambientale avanzata che colloca la città tra le realtà italiane impegnate nello sviluppo di strategie climatiche territoriali dettagliate e fondate sull’analisi scientifica.

Il Piano rappresenta una nuova tappa di un percorso costruito negli ultimi cinque anni attraverso investimenti, progettazione europea, riqualificazione degli spazi pubblici, forestazione urbana, ricerca scientifica e partecipazione della cittadinanza. Dopo l’approvazione, nel febbraio 2026, del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), con l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni di CO₂ entro il 2030, Nichelino si dota ora di un ulteriore strumento per affrontare le conseguenze di una crisi climatica già in corso.

"Una realtà con cui fare i conti tutti i giorni"

«La crisi climatica non è uno scenario lontano, ma una realtà che attraversa quotidianamente le nostre città, le nostre case e i nostri quartieri – dichiara Alessandro Azzolina –. Le ondate di calore, le precipitazioni sempre più intense, la perdita di biodiversità e l’impermeabilizzazione del suolo incidono concretamente sulla qualità della vita. Con questo Piano compiamo un salto di qualità: non ci limitiamo a riconoscere i problemi, ma costruiamo le conoscenze e gli strumenti necessari per affrontarli, individuando le vulnerabilità di ogni quartiere e orientando le risorse pubbliche verso gli interventi più efficaci».

Dal PAESC al Piano di Resilienza

Il nuovo Piano si inserisce in una strategia complessiva di contrasto e adattamento alla crisi climatica. Il PAESC definisce gli obiettivi generali della città sul fronte della riduzione delle emissioni, dell’efficienza energetica e dell’adattamento climatico. Il Piano di Resilienza ne approfondisce invece la dimensione territoriale e operativa, analizzando le vulnerabilità specifiche delle diverse aree urbane.

La principale innovazione consiste proprio nella scala dell’analisi: non più soltanto una valutazione complessiva del territorio comunale, ma un’indagine dettagliata sui sette quartieri residenziali di Nichelino.

«Il PAESC e il Piano di Resilienza rappresentano due facce della stessa strategia – spiega Azzolina –. Da una parte dobbiamo contribuire a ridurre le cause della crisi climatica, abbattendo le emissioni. Dall’altra dobbiamo prepararci ad affrontarne gli effetti, che sono già evidenti. Il PAESC ci dice quale direzione intraprendere. Il Piano di Resilienza ci aiuta a capire dove, come e con quali priorità intervenire. È il passaggio da una visione generale a una pianificazione estremamente concreta».

L’obiettivo è mettere a disposizione dell’Amministrazione uno strumento capace di supportare le scelte urbanistiche, ambientali e infrastrutturali, migliorando la capacità di programmare investimenti, intercettare finanziamenti e misurare nel tempo l’efficacia degli interventi.

Caldo, allagamenti, biodiversità ed ecologia urbana

Il Piano, sviluppato con il contributo tecnico di AzzeroCO2 e nell’ambito di un percorso che coinvolge anche il Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino, LAMORO e Fondazione LINKS, si fonda su un’approfondita analisi territoriale realizzata attraverso sistemi informativi geografici (GIS), dati satellitari e informazioni urbanistiche, ambientali e sociali.

Tre i principali ambiti di analisi:

* Isole di calore urbane: individuazione delle superfici maggiormente esposte alle alte temperature, disponibilità di ombreggiamento, caratteristiche energetiche degli edifici e vulnerabilità sociale.
* Rischio idraulico: esposizione ai fenomeni alluvionali, impermeabilizzazione del suolo, gestione delle precipitazioni e capacità di drenaggio delle acque meteoriche.
* Biodiversità ed ecologia urbana: quantità, qualità e accessibilità del verde, continuità delle reti ecologiche e pressione esercitata dall’urbanizzazione sugli ecosistemi.

I quartieri di Nichelino analizzati

Attraverso nove parametri di valutazione è stato costruito un sistema di indicatori che permette di confrontare le criticità dei sette quartieri analizzati: Bengasi, Boschetto, Castello, Juvarra, Kennedy, Oltre Stazione e Sangone.

Il risultato è una mappatura multi-rischio che consente di riconoscere le zone maggiormente vulnerabili e di distinguere la natura delle criticità, così da individuare le tipologie di intervento più appropriate. I primi risultati: Sangone, Bengasi e Juvarra tra i quartieri con maggiori priorità di intervento

I risultati preliminari dell’analisi evidenziano differenze significative all’interno del territorio cittadino. Il quartiere Sangone presenta il valore complessivo di priorità più elevato, pari a 4,29 su una scala da 1 a 5, soprattutto per la combinazione tra esposizione idraulica e criticità legate alle isole di calore.

Segue Bengasi, con un indice di 4,07, caratterizzato da un tessuto urbano particolarmente denso, elevate temperature superficiali e una disponibilità limitata di verde pubblico. Anche Juvarra, con un indice di 3,85, presenta criticità rilevanti, in particolare rispetto alla vulnerabilità energetica degli edifici, all’impermeabilizzazione e ad alcuni fattori di rischio idraulico.

Kennedy e Oltre Stazione evidenziano invece importanti necessità di rafforzamento della biodiversità e della qualità ecologica degli spazi urbani. Castello e Boschetto registrano valori complessivi inferiori, pur presentando vulnerabilità specifiche da considerare nella futura programmazione.

Particolarmente significativi i dati relativi alla disponibilità di verde pubblico accessibile nelle categorie considerate dall’analisi: nel quartiere Kennedy si registrano appena 0,79 metri quadrati per abitante, mentre a Sangone il valore è di 1,23 metri quadrati. Nel Boschetto, grazie alla presenza del grande parco, si raggiungono invece circa 159 metri quadrati per abitante. Si tratta di differenze che mostrano quanto la distribuzione del verde e delle infrastrutture ecologiche possa incidere sulla qualità della vita e sulla capacità dei quartieri di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.

Azzolina: " Vulnerabilità e necessità differenti"

«Questi dati ci consegnano un messaggio molto chiaro: non esiste una sola Nichelino dal punto di vista climatico, ma una città composta da quartieri con vulnerabilità e necessità differenti – sottolinea Azzolina –. Non basta sapere quanti alberi abbiamo complessivamente o quanti metri quadrati di verde possiede la città. Dobbiamo conoscere come sono distribuiti, dove mancano, quali persone vivono nelle zone più esposte e come intervenire per ridurre le disuguaglianze ambientali».

L’indice elaborato dal Piano non costituisce una previsione di eventi calamitosi, ma uno strumento di supporto alla definizione delle priorità. La sua lettura dovrà essere integrata con gli approfondimenti tecnici sui singoli rischi e con il confronto con il territorio.

Crisi climatica e giustizia sociale

Uno degli elementi qualificanti del Piano è l’integrazione, accanto alle variabili ambientali, di indicatori relativi alla vulnerabilità energetica degli edifici e ad alcune condizioni di fragilità sociale. L’analisi considera, tra gli altri fattori, la presenza di edilizia residenziale pubblica, l’epoca di costruzione degli edifici, le loro prestazioni energetiche e la disponibilità di luoghi pubblici di prossimità.

«Ho sempre sostenuto che l’ecologia non possa essere separata dalla giustizia sociale – afferma Azzolina –. Un’anziana che vive sola in un appartamento poco isolato, una famiglia che abita in un quartiere privo di alberi, un bambino che frequenta una scuola circondata dall’asfalto affrontano gli effetti della crisi climatica in condizioni differenti rispetto ad altre persone. La domanda non è soltanto dove faccia più caldo, ma anche chi abbia meno strumenti per proteggersi da quel caldo. Per questo la transizione ecologica deve essere anche una politica di redistribuzione delle opportunità, della salute e della qualità della vita».

Un approccio che amplia il significato stesso delle politiche ambientali: non soltanto ridurre le emissioni e proteggere gli ecosistemi, ma contribuire a rendere la città più equa, accessibile e vivibile.

5 anni di investimenti e progetti ambientali

Il Piano di Resilienza non nasce da zero. Si inserisce in un percorso amministrativo che negli ultimi cinque anni ha visto Nichelino sviluppare una serie di progettualità ambientali, intercettando finanziamenti regionali ed europei e costruendo collaborazioni con università, enti di ricerca e soggetti del territorio.

Tra gli interventi più significativi figura CICADA4CE, il progetto europeo di cooperazione territoriale, dal valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, che ha visto Nichelino protagonista di sperimentazioni per l’adattamento climatico. Il Parco del Boschetto è diventato uno dei principali luoghi di applicazione di queste politiche, attraverso interventi di rinaturalizzazione, nuove piantumazioni, sperimentazioni scientifiche e il coinvolgimento del DISAFA dell’Università di Torino.

Un percorso che si affianca al finanziamento regionale di circa 1,3 milioni di euro per il progetto “Parco Miraflores: natura, comunità e resilienza”, destinato a rafforzare ulteriormente le funzioni ambientali e sociali di quest’area. Altro intervento strategico è la depavimentazione e riqualificazione del piazzale dell’ASL di via Debouchè, sostenuta da un finanziamento regionale di circa 1,2 milioni di euro.

Il progetto, accompagnato da un percorso di progettazione partecipata, intende trasformare un’ampia superficie oggi fortemente impermeabilizzata, restituendo spazio alla vegetazione, migliorando la capacità di assorbimento delle acque meteoriche e contribuendo a contrastare le isole di calore.

«Per decenni abbiamo identificato lo sviluppo urbano con la costruzione di nuove superfici asfaltate e cementificate. Oggi dobbiamo avere il coraggio di invertire questa tendenza – evidenzia Azzolina –. Depavimentare significa restituire spazio alla natura, ma anche restituire qualità della vita alle persone. Significa progettare piazze più fresche, spazi pubblici più vivibili e città capaci di gestire meglio le precipitazioni intense».

Conoscenze e programmazione per il futuro della città

Accanto alle opere realizzate e ai finanziamenti ottenuti, l’Amministrazione rivendica il valore della pianificazione come parte integrante dell’eredità amministrativa di questo mandato. Il PAESC e il Piano di Resilienza costituiscono infatti una base conoscitiva e programmatoria utilizzabile anche negli anni a venire, indipendentemente dagli avvicendamenti amministrativi.

«In questi cinque anni abbiamo lavorato per intercettare risorse, vincere bandi, costruire progetti e avviare trasformazioni importanti per Nichelino. Sono risultati concreti, visibili, destinati a incidere sulla città – dichiara Azzolina –. Ma c’è un altro risultato al quale tengo particolarmente e che considero altrettanto importante: lasciare a Nichelino una pianificazione seria, solida, scientificamente fondata, che possa orientare le scelte di chi verrà dopo di noi».

«Amministrare non significa soltanto inaugurare opere o portare a termine interventi durante il proprio mandato. Significa anche costruire le condizioni perché la città possa continuare a migliorare nei dieci, venti o trent’anni successivi. Una buona amministrazione deve essere capace di guardare oltre la propria durata. Il PAESC e il Piano di Resilienza rappresentano anche questo: un patrimonio pubblico di conoscenze, strumenti e prospettive che rimarrà a disposizione della comunità».

Le prossime tappe: Piano d’azione, monitoraggio e partecipazione

La presentazione pubblica dei risultati dell’analisi multi-rischio rappresenta una tappa fondamentale del percorso, che proseguirà con il completamento del Piano d’azione e del sistema di monitoraggio. Il lavoro prevede il coinvolgimento della popolazione e degli stakeholder, anche attraverso strumenti partecipativi come questionari e Urban Living Lab, per integrare i dati scientifici con la conoscenza diretta di chi vive quotidianamente i quartieri.

Le analisi elaborate dovranno progressivamente tradursi in indirizzi operativi per la riqualificazione degli spazi pubblici, il miglioramento della permeabilità urbana, l’incremento dell’ombreggiamento, la tutela della biodiversità e la riduzione delle vulnerabilità sociali e ambientali.

Un percorso di incontri con la cittadinanza

La presentazione di Stupinigi sarà seguita da un percorso di divulgazione e confronto pubblico. L’assessore Azzolina annuncia infatti l’intenzione di portare il Piano di Resilienza e il PAESC direttamente nei quartieri di Nichelino, attraverso incontri dedicati alla lettura delle analisi territoriali, alle principali vulnerabilità climatiche e alle prospettive di intervento.

«Dopo aver portato il PAESC tra le persone, voglio continuare questo percorso raccontando anche il Piano di Resilienza nei quartieri. Voglio che i cittadini possano conoscere le caratteristiche ambientali del luogo in cui vivono, comprendere quali siano i principali rischi e contribuire a immaginare le trasformazioni necessarie. Questo è il futuro che vogliamo continuare a progettare per Nichelino. Un futuro nel quale prendersi cura dell’ambiente significa, prima di tutto, prendersi cura delle persone», ha concluso Azzolina.