Cronaca - 18 ottobre 2026, 15:24

Scontri e disordini a Torino: alla fine sono 11 le persone nei guai, 60 identificati. E non si placano le polemiche

"La Polizia non è interlocutore di chi protesta, ma garanzia per chi manifesta", dicono i funzionari. Sul tema torna anche il presidente del Senato, La Russa: "Inaccettabili gli episodi di ieri". Begamini (Fi): "Sconcerta che la sinistra non condanni"

La manifestazione di ieri contro il carovita

Il giorno dopo non si spengono le polemiche per i disordini che hanno interessato Torino e altre grandi città italiane in occasione delle manifestazioni contro il carovita organizzate nel pomeriggio di sabato. Cortei che sono sfociati in scontri con le forze dell'ordine e devastazioni. Nel capoluogo piemontese a farne le spese sono state Porta Nuova (e in particolare la libreria Feltrinelli al suo interno), via Po e piazza Castello, con danni anche ai negozi e ai loro dehors.

Il bilancio finale

Anche perché, nel frattempo, è arrivato il bilancio complessivo di quanto successo ieri. A Torino, con circa 3mila manifestanti, dopo le azioni violente presso la libreria Feltrinelli di Porta Nuova (circa 30 le persone coinvolte) gli agenti hanno fermato e identificato quattro giovani: tra questi due soggetti uno di 19 e uno di 17 anni sono stati indagati per il reato di travisamento.  

​​L'attività di prevenzione e di contrasto svolta nel corso della manifestazione ha consentito agli operatori della Polizia di Stato della Questura di Torino di arrestare tre minorenni di età compresa fra i 15 e 17 anni, per il reato di fabbricazione di arma da guerra, individuati e bloccati nei pressi del monumento al Duca D’Aosta, intenti a fabbricare delle bottiglie incendiarie. Una circostanza confermata dal fatto di aver trovato nei loro zaini di un ordigno già pronto all’uso, benzina, bottiglie di vetro e stoppini di carta. Un altro giovane di 22 anni è stato arrestato per il reato di violenza a pubblico ufficiale, riconosciuto tra i soggetti che hanno preso parte attiva ai violenti scontri con le forze dell'ordine in piazza Castello. Sono stati inoltre fermati altri tre minorenni di età compresa fra i 16 e i 17 anni, denunciati a vario titolo per travisamento e porto di oggetti atti ad offendere perché trovati in possesso di sampietrini, petardi e martelletti frangivetro.

Contestualmente, sono stati identificati 60 soggetti di età compresa fra i 15 e 35 anni, le cui posizioni sono attualmente al vaglio per gli opportuni approfondimenti investigativi. Non si registrano feriti tra gli operatori delle forze dell'ordine.  

Sul tema, solidarietà alle forze dell'ordine è arrivata anche dal fronte sindacale. "Il Silp Cgil della Provincia di Torino esprime piena vicinanza e solidarietà a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato – dei Reparti Mobili e degli Uffici operativi – che in questi giorni hanno garantito l’ordine pubblico con professionalità, equilibrio e senso del dovere. Il diritto di manifestare pacificamente è un pilastro della democrazia e deve essere sempre tutelato. Chi sceglie di esercitare questo diritto in modo pacifico merita rispetto e protezione.
Allo stesso tempo, condanniamo senza riserve le frange violente che, sfruttando le manifestazioni, hanno scelto la strada dello scontro, mettendo a rischio l’incolumità delle persone, dei colleghi e dei cittadini".

"Non interlocutore, ma garanzia per chi manifesta"

"Gli episodi di violenza che hanno accompagnato le manifestazioni svoltesi venerdì e sabato in diverse città italiane destano preoccupazione e richiedono una riflessione che sappia distinguere il legittimo esercizio del diritto di protesta dalle condotte di quanti ricercano deliberatamente lo scontro. Venerdì, durante le mobilitazioni studentesche, si sono registrate aggressioni alle Forze dell'ordine e momenti di tensione, in particolare a Roma, Torino e Bologna. Sabato, nel corso delle manifestazioni contro il carovita, nuovi e distinti episodi di violenza hanno interessato Milano, Torino, Bologna e Bergamo, con lanci di pietre e altri oggetti contro gli agenti, danneggiamenti e gravi disagi per i cittadini e le attività commerciali", dice Enzo Letizia segretario dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia. "La Polizia non è la controparte di chi protesta, ma la garanzia che il diritto di manifestare possa essere esercitato liberamente e in sicurezza. La tutela delle libertà democratiche e della sicurezza collettiva costituisce un patrimonio comune, che non può essere affidato esclusivamente alle Forze dell'ordine, ma richiede il rispetto delle regole e la responsabilità di tutti".

"La misura è colma. La piazza per i poliziotti non è più un luogo di lavoro né l’ambito in cui esercitare un servizio a tutela dei cittadini, ma è diventata un luogo di tortura dove subire violenze e sofferenze del tutto ingiustificate e ingiustificabili", sottolinea Eugenio Bravo, Segretario Generale Provinciale del Siulp di Torino.

"Episodi inaccettabili"

Sul tema è tornato anche Ignazio La Russa, presidente del Senato. "Ieri a Milano, Torino e Bologna abbiamo assistito all’ennesima giornata di violenze, con devastazioni, assalti ai negozi e aggressioni alle Forze dell’ordine. Episodi inaccettabili, che meritano una ferma condanna da parte di tutti. La violenza non può mai essere uno strumento di protesta, né trovare giustificazione in alcuna motivazione politica o sociale. Agli agenti rimasti feriti rivolgo la mia piena e convinta solidarietà, insieme alla gratitudine per il lavoro che svolgono quotidianamente al servizio della sicurezza di tutti. Un pensiero di sincera vicinanza va anche ai cittadini, ai commercianti e a quanti hanno subito danni e disagi a causa di comportamenti criminali che colpiscono l’intera comunità. Manifestare è un diritto fondamentale, ma non può diventare un pretesto per aggredire, distruggere e mettere a rischio l’incolumità delle persone. Le piazze devono essere luoghi in cui esprimere liberamente il proprio dissenso, non scenari di violenza, scontro e intimidazione". 

"Sconcerta la sinistra"

"Non è accettabile quanto accaduto nelle manifestazioni a Milano, Torino, Bologna - dichiara la deputata Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia -. La guerriglia urbana non c’entra nulla con il dissenso e con la libertà di mobilitarsi per proporre istanze. In questi giorni sta montando un clima che non fa bene all’Italia ed è altrettanto palese che, a sinistra, c’è chi confida nelle tensioni di piazza come ‘scorciatoia’ nella contrapposizione contro il governo, visto che il blocco progressista non è in grado di costruire una proposta politica. Le derive violente e le aggressioni alle Forze dell’Ordine, cui va la nostra solidarietà, vanno condannate da tutto il quadro politico. Sconcerta che la sinistra, sempre zelante nell’auto ergersi a difesa delle istituzioni, non ne senta il dovere".