Gusto e Gusti - 19 ottobre 2026, 06:00

Raspini, ottant'anni di salumi tra radici piemontesi e nuove sfide

Dal cotto, presenza familiare sulle tavole piemontesi, al crudo stagionato nel Parmense: il gruppo amplia la propria offerta e chiude il 2025 con 118 milioni di euro di fatturato

Il prosciutto cotto resta il prodotto che più identifica l’azienda di Scalenghe e sulle tavole piemontesi non manca quasi mai. Ma la gamma è ben più ampia: prosciutto crudo, salami, mortadella, pancetta, guanciale, tacchino arrosto, roast beef e specialità precotte compongono un’offerta destinata a diversi canali di vendita. Accanto al marchio Raspini, il gruppo riunisce anche Rosa, storico nome della salumeria piemontese, e San Giacomo, specializzato nel Prosciutto di Parma Dop. È proprio il crudo, con la sua lavorazione e la lunga stagionatura, ad aver aperto una nuova prospettiva di sviluppo fuori regione. Il cotto rimane il cuore della produzione, mentre il prosciutto di Parma contribuisce a diversificare il profilo del gruppo. Due specialità diverse, accomunate da una storia industriale che nel 2026 ha raggiunto gli ottant’anni, celebrati il 15 ottobre all’IFSE di Piobesi Torinese con un evento dedicato al tramezzino.

Dalla bottega a un approccio industriale attento alla qualità

La storia comincia nel 1946 con Elsa Raspini, nata Viotto, e un’attività commerciale legata alla salumeria torinese. Da quelle origini prende forma un’impresa che cresce insieme al mercato alimentare italiano, passando progressivamente dalla dimensione artigianale a quella industriale. L’ampliamento degli impianti e lo sviluppo degli affettati confezionati accompagnano l’espansione commerciale. Nel 2002 entra nel gruppo il Prosciuttificio Rosa, mentre nel 2018 arriva San Giacomo, a Sala Baganza, in provincia di Parma. L’acquisizione porta Raspini in un territorio dalla forte vocazione norcina e consente di sviluppare una presenza significativa nel comparto del Prosciutto di Parma Dop. Oggi il gruppo dispone di tre unità produttive, due in Piemonte e una nel Parmense. Alla guida c’è Tiziana Raspini, presidente e amministratore delegato, espressione della continuità familiare e della terza generazione impegnata nella gestione dell’impresa.

Il cambio di passo degli ultimi anni

La diversificazione produttiva si accompagna a un rinnovamento dell’offerta e della comunicazione. Nel 2025 Raspini ha avviato un restyling del marchio e delle confezioni, intervenendo sia sulla linea tradizionale sia su quella premium Fette Mosse. Nel 2026 è arrivata Mangia & Chiudi, proposta di affettati in vaschetta richiudibile pensata per un consumo distribuito in più momenti. Sul versante del prodotto, l’azienda ha presentato un prosciutto cotto senza nitriti aggiunti direttamente e partecipa al progetto SPAGO, dedicato allo sviluppo di linee guida per il salame cotto piemontese. Anche il crudo parmense acquista un ruolo crescente nella strategia del gruppo: il Prosciuttificio San Giacomo propone prosciutti stagionati per oltre 18 mesi, rivolti anche al canale specializzato e alla ristorazione. Il percorso combina così innovazione di confezionamento, ricerca sulle formulazioni e valorizzazione di produzioni legate a territori e competenze differenti.

Un’azienda solida, con nuove sfide

Nel 2025 Raspini ha raggiunto un fatturato di 118 milioni di euro, in crescita del 7,27% sull’anno precedente, con volumi aumentati del 5,97% fino a circa 13.000 tonnellate. Sono dati che indicano una fase positiva, sostenuta dalla presenza nella grande distribuzione e dal consolidamento sui mercati esteri. La dimensione raggiunta non elimina tuttavia le questioni che interessano l’intero settore: costi delle materie prime, pressione competitiva, esigenze di conservazione e cambiamento delle abitudini di acquisto. Il gruppo può contare su una gamma ampia, su più stabilimenti e su marchi con posizionamenti distinti. Il cotto conserva il legame più diretto con il mercato piemontese, mentre il crudo di Parma offre un ulteriore spazio di crescita e di riconoscibilità fuori dai confini regionali. Gli ottant’anni diventano quindi un’occasione per misurare il percorso compiuto e, soprattutto, la capacità di trasformare una storia familiare in una presenza industriale competitiva.

Info: www.raspinisalumi.it

Piergiuseppe Bernardi