Rimandato al prossimo Consiglio Regionale. Si conclude con un nulla, o quasi, di fatto la discussione a Palazzo Lascaris sugli scontri vissuti a Torino sabato durante la manifestazione contro il caro vita. Pietre lanciate, devastata la Feltrinelli di Porta Nuova, persone asserragliate dentro i negozi: sono queste alcune delle immagini di violenza che arrivano dal corteo che ha attraversato negli scorsi giorni il centro del capoluogo piemontese.
Questa mattina Fratelli d'Italia, Alleanza Verdi Sinistra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno depositato quattro ordini del giorno sulla guerriglia urbana. Ma dopo la breve presentazione in aula, la discussione vera a propria è stata rimandata tra sette giorni, perchè oggi il Consiglio Regionale è convocato fino alle 13.
FDI: "Tolleranza zero"
Ad aprire il dibattito il capogruppo di FdI Carlo Riva Vercellotti: "Quanto visto a Torino non è un normale esercizio di protesta e non è neanche una ragazzata, ma è una violenza contro i commercianti, contro chi lavora e studia. E' violenza contro la propria città: abbiamo visto scuole assaltate, agenti aggrediti, negozio distrutti. Abbiamo visto anche una primaria assaltata: ci sarebbe da chiedersi perchè chi vuole scuole migliori le devasti e impedisca ad altri di andarci". "La libertà di manifestare - ha aggiunto - è sacrosanta, ma la democrazia non è colpire con le pietre un agente: noi chiediamo tolleranza zero verso i ragazzi in cerca di violenza gratuita. Non dobbiamo guardare solo a chi lancia una pietra, ma anche a chi nel mondo della politica minimizza questi gesti. Alcuni esponenti della sinistra hanno sostenuto le manifestazioni: a loro chiediamo una condanna alle violenza senza ambiguità, senza se e ma".
AVS: "Dialogo con realtà che si occupano di giovani"
Ad intervenire poi la consigliera di AVS Giulia Marro: "E' triste una società che si preoccupa solo dalle violenza dal basso verso l'alto e non anche del contrario". "La Regione Piemonte - ha aggiunto - aveva approvato una legge per mappare le associazioni giovanili. Va aperto un confronto strutturale con le realtà piemontesi che si occupano di giovani, così come vanno creati spazi pubblici per la partecipazione dei ragazzi e ragazze".
Pd: "Sicurezza dei cittadini"
La capogruppo regionale del Pd Gianna Pentenero ha parlato di "episodi inaccettabili. Deve essere condannato ogni episodio di violenza, così come chi danneggia un bene pubblico o un'attività commerciale. Ma non si può considerare la mobilitazione giovanile vista negli scorsi giorni un problema di ordine pubblico, soprattutto quando esprime bisogni reali: dobbiamo ascoltare quando vengono espresse inquietudini profonde". "Mi auguro - ha proseguito la dem - che il Governo risponda quanto prima all'appello lanciato dai sindaci: la responsabilità non può ricadere solo su di loro. La sicurezza non è di una parte politica ma appartiene ai cittadini".
M5S: "Piantedosi si dimetta"
La presidente pentastellata Sarah Disabato, condannando ogni gesto di violenza ed esprimendo solidarietà a chi è rimasto vittima delle violenze, è tornata a chiedere la dimissioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. "Da quattro anni non fa il suo lavoro: quando c'erano Lamorgese e Salvini era tutta colpa loro. Piantedosi non sta facendo niente: non lo dico solo io, ma anche la maggioranza che chiede al Governo di potenziare gli strumenti e contrasto della violenza di piazza". "Siete i primi a dire - ha detto all'indirizzo dei meloniani - che c'è un ammanco di responsabilità del vostro governo amico".