Una tessera di libera circolazione che non si convalida per un guasto tecnico, l'assenza del Pos a bordo e una rigida applicazione del regolamento che si scontra con il buon senso. È il mix di disservizi e freddezza burocratica che, mercoledì 14 ottobre, ha trasformato il viaggio di ritorno dal lavoro di Alessia P., una ragazza di 22 anni ipovedente di Banchette, in una vera disavventura.
Il blocco sul bus e l'impossibilità di pagare
La vicenda si è consumata intorno alle 13.15, al termine del turno mattutino di uno stage formativo svolto dalla giovane presso gli uffici del Comune di Vidracco. Salita a bordo di un autobus Gtt diretto a Ivrea-Movicentro, Alessia ha inserito nell'apposito lettore elettronico la carta Bip, il documento che riconosce per legge alle persone cieche o ipovedenti il diritto alla gratuità sui mezzi pubblici regionali.
Tuttavia, l'apparecchiatura di bordo risultava difettosa e non ha letto il titolo. Di fronte all'anomalia, l'autista ha chiesto il pagamento della corsa in contanti. Priva di denaro cartaceo, la ventiduenne si è offerta di pagare con il bancomat, scontrandosi però con l'assenza del POS sul pullman. Nonostante il regolare possesso della tessera di libera circolazione, il conducente è rimasto inflessibile: la ragazza è stata costretta a scendere dal mezzo, rimanendo a piedi a circa 17 chilometri da casa, potendo rientrare solo grazie all'intervento di un parente.
La presa di posizione del Tavolo sulla Disabilità di Azione
Il caso ha suscitato un'ondata di sdegno e reazioni istituzionali. Rachele Sacco, coordinatrice nazionale del Tavolo sulla Disabilità di Azione, ha espresso piena solidarietà alla giovane: "Sulla dinamica tecnica gli organi competenti faranno chiarezza, ma ciò che non possiamo accettare è l'esito: una ragazza con disabilità visiva lasciata a piedi, lontano da casa, senza che qualcuno si facesse carico della sua situazione. Nei confronti di una persona con disabilità ci si attende sensibilità, attenzione e buon senso".