Luci accese in piazza Palazzo di Città per continuare la mobilitazione di Futuro Nazionale contro il progetto della moschea nell'area delle ex Fonderie Nebiolo. Ieri sera, alle 20,30, un centinaio di torinesi si sono ritrovati davanti al Comune di Torino per un flash mob simbolico, nonostante la pioggia battente che ha sferzato la Città per tutto il giorno e anche durante la manifestazione, portando la protesta nel cuore delle istituzioni cittadine.
"Abbiamo acceso le luci per tenere alta l'attenzione su una vicenda che riguarda il futuro della nostra Città. Vogliamo impedire ad ogni costo la realizzazione di una moschea che cambierebbe per sempre il volto di Torino, costringendo i già pochi italiani rimasti nell'area delle Nebiolo a dover emigrare o accettare di vivere in una zona di sharia", dichiara Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Futuro Nazionale a Torino.
L'iniziativa arriva mentre la Regione Piemonte ha comunicato di aver chiesto al Comune di Torino, il 14 ottobre scorso, in risposta all'esposto presentato da Futuro Nazionale, notizie e controdeduzioni per valutare eventuali profili di responsabilità nell'ambito delle proprie competenze di vigilanza edilizia, richiamando l'articolo 39 del DPR 380/2001 e la legge regionale 56/1977. Su questo punto, il partito del generale Vannacci aveva chiesto a gran voce che la Regione imponesse una sospensione temporanea ai lavori, in attesa di valutare il permesso per costruire.
Futuro Nazionale interviene anche sul mancato esercizio del diritto di prelazione da parte della regione Piemonte nel 2023 e sulle dichiarazioni rese negli scorsi mesi da vari esponenti del centrodestra in sostegno alla moschea.
"Siamo contenti che Cirio abbia riconosciuto la correttezza della battaglia di Futuro Nazionale, dopo aver rifiutato di esercitare il diritto di prelazione sull'area nel 2023 e dopo che molti esponenti del centrodestra torinese avevano garantito all'UCOII l'appoggio al progetto. Futuro Nazionale serve proprio a questo: accendere la luce laddove il buio della paura avanza e laddove un centrodestra sbiadito non aveva più il coraggio di portare il campo di battaglia. Con il Generale Vannacci siamo stati i primi a prendere pubblicamente parola, ad agosto di quest'anno, per accendere i riflettori su un progetto che, in silenzio, stava andando avanti, senza che nessuno, né a livello comunale, né regionale, né nazionale intervenisse per fermarlo. Un'opposizione debole è proprio ciò che fa comodo a Lo Russo.", prosegue Forzese.
"Continueremo a batterci fino a quando non sarà definitivamente sospeso il progetto di moschea alle Fonderie Nebiolo. Torino vuole investimenti, sicurezza, lavoro: non la terza moschea più grande d'Europa", conclude Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Futuro Nazionale a Torino.