A quasi due anni dalla precedente visita, Unione Montana, Comune di Susa e Regione Piemonte sono tornati in sopralluogo all'ospedale di Susa. A gennaio 2025 i lavori nell'area del vecchio ospedale si prospettavano come da concludere entro la fine del 2026. Il progetto dovrebbe riunire in un unico complesso la Centrale Operativa Territoriale, la Casa di Comunità e l'Ospedale di Comunità, con un modello unico in Piemonte. Eppure, a due mesi dalla scadenza dei lavori, il nuovo edificio è uno scheletro, con i lavori praticamente fermi.
Lo hanno constatato sabato 17 ottobre il presidente dell'Unione Montana Valle Susa Pacifico Banchieri, il sindaco di Susa Pier Giuseppe Genovese e il consigliere regionale Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità. Le stesse persone che avevano visitato l'ospedale nel gennaio 2025.
La Casa della Comunità risulta formalmente aperta, ma lavora in due vecchi ambulatori, ed è pertanto stata presentata una richiesta di question time urgente in Regione dal consigliere Valle.
Restano aperte anche le criticità segnalate quasi due anni fa: la carenza di specialisti ambulatoriali e la difficoltà ad attrarre medici sul territorio. Sulla pediatria, alle famiglie è stata indicata come alternativa la possibilità di raggiungere gli ambulatori di Avigliana e Caselette, distanti oltre 30km: una risposta che l'Unione Montana ritiene inadeguata per una valle montana che necessiterebbe di un incremento dei servizi, non della loro soppressione.
«Nel 2025 ci era stato presentato un progetto innovativo, eppure oggi troviamo un cantiere fermo - ha dichiarato il presidente dell'Unione Montana Valle Susa Pacifico Banchieri - Non si può chiedere alle famiglie della Valle di spostarsi fino ad Avigliana per una visita pediatrica e se vogliamo che i medici scelgano Susa come luogo di vita e lavoro dobbiamo offrire qualcosa di concreto».
L'Unione Montana porterà la questione al comitato di direzione del distretto, chiederà la convocazione dell'assemblea dei sindaci e un confronto specifico sulla pediatria. Al fianco delle istituzioni c'è anche il comitato genitori, impegnato in modo costruttivo nella richiesta di servizi per l'infanzia all'altezza del territorio.