Costruire nuove connessioni tra le energie culturali della città e sperimentare strumenti condivisi di progettazione. Sono questi gli elementi al centro di TO33. TOGETHER. TODAY. TOMORROW, l'incontro ospitato oggi alle OGR Torino, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, della ricerca, delle fondazioni, delle imprese e del terzo settore coinvolti nel percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.
Nel corso dell'incontro si è fatto il punto sul lavoro avviato dalla città e sui primi risultati: alleanze costruite, competenze messe in rete, nuove forme di collaborazione sperimentate sul campo. L'obiettivo è che la candidatura non si esaurisca nel traguardo internazionale, ma diventi l'avvio di una trasformazione culturale e sociale destinata a durare nel tempo.
«Investiamo sul futuro di Torino certi che la cultura possa rappresentare un motore di sviluppo per una città che è già uno dei poli culturali del nostro Paese attraverso il libro, l'arte, la musica, la danza, le scienze. Torino vuole lavorare al percorso verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura come in un processo collettivo di interpretazione del presente e di immaginazione del futuro. In questi mesi abbiamo costruito un metodo, una rete e un orizzonte. Il metodo è quello della cooperazione tra istituzioni, università, fondazioni, comunità culturali e cittadini; una collaborazione che non si limita a sommare energie, ma produce una visione condivisa. La rete è quella che stiamo tessendo con le città europee, con cui non cerchiamo semplicemente alleanze, ma uno scambio di prospettive, linguaggi e responsabilità comuni e con tutti gli enti, che oggi si sono riuniti alle Ogr. È a loro che oggi chiediamo di collaborare attivamente a questo percorso con le proprie idee, per aiutarci a trasformare gli indirizzi in progettualità. Torino sta dimostrando di avere una visione ampia, un'identità forte e una comunità pronta a partecipare. È da questa energia civile che la candidatura è nata e, siamo certi, continuerà a crescere», ha dichiarato il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
«Una candidatura non nasce dalla somma di progetti già pronti. A Torino abbiamo scelto di lavorare prima di tutto sulle condizioni che possono renderne possibili di nuovi. Abbiamo messo in relazione energie e competenze già presenti nella città, costruendo strumenti e metodi per farle dialogare e lavorare insieme. Dalla ricerca alla mappatura, dall'ascolto alla co-creazione, fino alla valutazione, questo lavoro è già parte del nostro progetto culturale. Non vogliamo che il dossier sia un catalogo di eventi, ma uno strumento di lavoro largamente condiviso, capace di alimentare nuove collaborazioni e lasciare alla città un patrimonio duraturo di nuove relazioni, conoscenze e capacità progettuali», ha dichiarato il Direttore della candidatura Torino 2033, Agostino Riitano.
La giornata ha restituito, attraverso le testimonianze dei protagonisti, alcune delle esperienze che stanno alimentando la candidatura, coinvolgendo la cittadinanza. Tra queste L'Europa è di Casa, il percorso che ha coinvolto otto Case del Quartiere e artisti selezionati attraverso una call internazionale, chiamati a interpretare desideri e aspettative dei cittadini trasformandoli in nuove possibilità di progettazione culturale.
Tra le esperienze che in questi mesi hanno portato la candidatura nei luoghi della vita quotidiana c'è Dillo al futuro. Una bicicletta-postazione in piazze, mercati rionali e a margine di appuntamenti culturali della città, da Porta Palazzo a Corso Racconigi, dai concerti di MITO SettembreMusica a Portici di Carta, ha intercettato un pubblico ampio e trasversale. A chi si fermava è stato chiesto che cosa dovrebbe restare a Torino dopo il 2033.
Legami europei lavora sulla stessa doppia direzione, far conoscere la candidatura e ascoltare la città, a partire dalle relazioni personali. Il progetto raccoglie storie di famiglia, amicizia, studio, lavoro e viaggio che uniscono i torinesi ad altre città europee. Ne emerge una mappa dei legami che collegano Torino al continente e il ritratto di una comunità multiculturale, costruita da incontri e migrazioni e già oggi in dialogo con l'Europa.
Sono stati inoltre condivisi gli avanzamenti dei gruppi di ricerca e co-progettazione dedicati a tre ambiti strategici. Il libro e la lettura, esplorati come pratiche culturali e sociali che attraversano biblioteche, educazione e nuovi spazi di partecipazione. L'intelligenza artificiale, affrontata attraverso il dialogo tra ricerca tecnologica, cultura e saperi umanistici. La democrazia culturale, cioè chi accede alla cultura, chi la produce e chi decide, al centro di un confronto tra università, istituzioni e organizzazioni culturali, realtà di quartiere e attivisti.
Nel corso dell'incontro sono stati presentati anche gli strumenti attraverso i quali la candidatura intende ampliare il proprio percorso partecipativo, in particolare nei prossimi mesi è prevista l'apertura di una Call for Ideas, rivolta al sistema culturale cittadino, per raccogliere nuove proposte da valutare nell'ambito della costruzione del programma culturale. Modalità e calendario saranno comunicati successivamente.