Attualità - 25 ottobre 2026, 07:00

Pasta senza confini

La pasta è uno degli alimenti più conosciuti al mondo e il 25 ottobre, in occasione del World Pasta Day, scopriamo cosa succede nelle cucine degli altri Paesi, dove ricette e abitudini possono farci drizzare i capelli in testa.

La Giornata mondiale della pasta nasce nel 1998 per iniziativa del settore internazionale della pasta. 

In Italia, la pasta è una faccenda seria. La cottura al dente è fondamentale e il formato deve essere adatto al condimento. È sufficiente nominare la panna nella carbonara per scatenare discussioni. Eppure, fuori dai nostri confini, la pasta segue altre logiche, spesso legate agli ingredienti disponibili e ai gusti locali.

In Giappone, per esempio, sono molto popolari gli spaghetti Napolitan, una ricetta nata nel dopoguerra che prevede spaghetti saltati con cipolla, peperoni, funghi, würstel e abbondante ketchup. Il risultato è un piatto dal sapore dolciastro, lontanissimo dalla nostra pasta al pomodoro. Per provarlo a casa basta rosolare le verdure con i würstel tagliati a rondelle, aggiungere il ketchup e saltare gli spaghetti già cotti.

Nelle Filippine si va oltre. Gli spaghetti vengono conditi con una salsa di pomodoro dolce, spesso arricchita con ketchup alla banana, carne macinata, würstel e formaggio grattugiato. È un piatto tipico delle feste di compleanno e delle riunioni familiari. Per prepararlo si rosolano aglio, cipolla e carne macinata, si aggiungono passata di pomodoro, ketchup alla banana e würstel, lasciando restringere il condimento prima di unirlo agli spaghetti.

In Egitto, invece, il koshari è uno degli street food più amati. Combina riso, lenticchie, ceci e pasta corta, il tutto condito con salsa di pomodoro speziata, aceto all'aglio e cipolle croccanti. Una combinazione improbabile, che dà vita a un piatto sostanzioso. Per realizzarlo occorre cuocere separatamente gli ingredienti, unirli e completare con una salsa di pomodoro con cumino, aglio e aceto.

Anche la Grecia propone una specialità interessante: il pastitsio, una sorta di pasta al forno preparata con ragù di carne aromatizzato alla cannella e abbondante besciamella. Si dispone tutto a strati in una teglia e si inforna fino a ottenere una superficie dorata. La cannella nel ragù può far venire i brividi, ma nella cucina greca è un ingrediente tradizionale.

Negli Stati Uniti, intanto, il mac and cheese è un classico del comfort food, molto amato dai bambini. Sono maccheroni immersi in una salsa cremosa di latte, burro e formaggio cheddar, spesso gratinati in forno. 

E ora teniamoci forte! Nel Regno Unito, gli spaghetti on toast sono un classico. Si tratta di spaghetti in scatola, immersi in una salsa di pomodoro dolciastra, scaldati e serviti sopra una fetta di pane tostato. Negli Stati Uniti, invece, gli spaghetti con le polpette sono un simbolo della cucina italoamericana. In Italia, pasta e polpette sono due portate diverse, pur con alcune eccezioni regionali, mentre in America vengono uniti in un piatto solo e i ristoranti che lo servono affermano che sia un piatto della nostra tradizione.

Anche la cottura può riservare sorprese. In molti Paesi si preferisce una pasta decisamente più morbida rispetto al nostro al dente, talvolta preparata in anticipo e successivamente riscaldata. E poi c'è il formaggio, che all'estero accompagna senza troppi problemi anche pasta con gamberi o salmone. 

Prima di gridare allo scandalo, però, bisogna considerare che molte di queste preparazioni sono nate dall'incontro tra culture differenti. Gli immigrati hanno adattato i piatti agli ingredienti disponibili e i ristoratori ai gusti dei clienti, creando così nuove tradizioni.

Il World Pasta Day può essere quindi un'occasione per curiosare oltre le nostre abitudini. Il successo internazionale della pasta, infatti, è dovuto anche alla sua meravigliosa versatilità. E chissà che, tra tante combinazioni insolite, non si trovi anche qualche idea da portare sulla nostra tavola. Senza necessariamente raccontarlo alla nonna.


 

Laura Graziano