Centro - 25 ottobre 2026, 08:59

Tensioni in centro e vetrine chiuse, il PLD: "Qual è il costo reale della violenza di piazza per Torino?"

Il segretario provinciale Aglieri Rinella chiede un bilancio dei danni e dei costi di sicurezza: "A pagare sono commercianti e cittadini, l'economia della città non può permetterselo"

Scontri ieri a Torino

Un altro fine settimana segnato da tensione, incassi mancati e saracinesche abbassate nel cuore di Torino riaccende il dibattito sulle ricadute economiche e sociali delle manifestazioni violente. 

Dopo i gravi danni materiali ed economici registrati nei giorni scorsi, i negozianti del centro cittadino si sono trovati ad affrontare un nuovo sabato caratterizzato da chiusure preventive, calo dei clienti e clima di preoccupazione.

​Sulla vicenda è intervenuto il Partito Liberaldemocratico (PLD) di Torino, che ha espresso piena solidarietà ai commercianti penalizzati e annunciato una presa di posizione formale nei confronti delle autorità e dei rappresentanti di categoria.

​La richiesta di una quantificazione dei danni

​Il PLD chiederà ufficialmente alle istituzioni e alle associazioni di categoria di tracciare un bilancio complessivo dell'impatto economico subito dalle attività della zona, includendo sia i danni materiali diretti sia la stima dei costi sostenuti per garantire la sicurezza e il presidio del territorio. Se da un lato il diritto di manifestare rappresenta un pilastro fondamentale dell'ordinamento democratico, dall'altro la devastazione e l'uso della violenza ne costituiscono la totale negazione.

​La posizione di Aglieri Rinella: "In gioco c'è il patrimonio di tutta la città"

​A rimarcare la gravità della situazione è il segretario provinciale del PLD Torino, Francesco Aglieri Rinella, che dopo aver rinnovato il ringraziamento agli apparati di sicurezza per il lavoro svolto sul campo, solleva il tema della sostenibilità economica per la collettività:

​"La nostra riconoscenza va ancora una volta alle Forze dell’Ordine, e al loro straordinario impegno, il centro cittadino è stato protetto da nuove devastazioni soltanto grazie a loro. Ma quanto costa tutto questo alla collettività? Quanto costa mobilitare centinaia di agenti, mezzi e risorse pubbliche? Quanto valgono le giornate di lavoro perdute, gli incassi mancati, i danni alle attività e all’immagine della città?"

​Secondo il segretario provinciale, le conseguenze di questi weekend ad alta tensione travalicano i confini delle singole botteghe o dei locali commerciali coinvolti, andandosi a ripercuotere negativamente sull'intero indotto cittadino e sul valore complessivo prodotto dal capoluogo piemontese.

​"Non parliamo soltanto delle perdite dei commercianti, ma di ricchezza che Torino non produce, consumi che vengono meno e conseguenze sull’intera economia cittadina. Torino non può permettersi che ogni fine settimana di tensione si trasformi in un’emergenza economica e di ordine pubblico".

​L'auspicio espresso è che attorno a questo tema si apra un confronto immediato tra amministrazione locale, forze dell'ordine e categorie produttive per tutelare l'incolumità pubblica e la tenuta economica del tessuto urbano.

Redazione