Sanità - 27 ottobre 2026, 10:28

Ricerca sanitaria, uno studio sull'uso mirato degli antibiotici in oncoematologia pediatrica al congresso ASH

Centro coordinatore l'Azienda Ospedaliera OIRM – Sant'Anna, attraverso l'Ospedale Infantile Regina Margherita.

Una ricerca coordinata a Torino studia come rendere più mirato l'impiego degli antibiotici nei bambini con tumore o sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Il progetto, svolto nell'ambito dello studio prospettico SUBITO, ha come centro coordinatore nazionale l'Azienda Ospedaliera OIRM – Sant'Anna, attraverso l'Ospedale Infantile Regina Margherita.

Responsabile del progetto è Manuela Spadea, che ha condotto lo studio sotto la guida scientifica di Franca Fagioli e con la collaborazione dei centri della rete AIEOP, l'Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica.

Il lavoro è stato accettato come comunicazione orale al congresso annuale dell'American Society of Hematology (ASH), il principale appuntamento scientifico mondiale dell'ematologia, che si terrà a New Orleans dal 12 al 15 dicembre 2026.

Le infezioni batteriche del sangue sono una complicanza particolarmente delicata nei bambini oggetto dello studio; infatti la malattia e i trattamenti possono indebolire le difese immunitarie e occorre quindi iniziare rapidamente una terapia antibiotica, spesso associando più farmaci capaci di agire contro diversi batteri. Nelle prime ore il microrganismo responsabile può essere ancora sconosciuto; quando arrivano i risultati degli esami, i medici possono rivalutare la scelta iniziale.

Questa rivalutazione può portare alla de-escalation antibiotica. In base al batterio identificato, alla sua sensibilità ai farmaci e all'andamento clinico, i curanti possono scegliere una terapia più mirata o ridurre il numero degli antibiotici associati.

La domanda è se ciò consenta di limitare le esposizioni non necessarie mantenendo efficace il trattamento dell'infezione. La fragilità di questi pazienti rende più complesso studiare tali strategie e contribuisce alla scarsità delle evidenze sinora disponibili.

SUBITO è uno studio osservazionale prospettico: ha raccolto dati durante l'assistenza clinica, senza assegnare casualmente le terapie. Tra il 2020 e il 2023, in 22 centri AIEOP, sono stati registrati 509 episodi di infezione del sangue in 393 bambini e adolescenti.

Da questa raccolta deriva l'analisi specifica della de-escalation entro le prime 96 ore. Il confronto principale ha riguardato 288 episodi, riferiti a 244 pazienti. Gli episodi sono stati suddivisi in due gruppi di pari numerosità, con e senza de-escalation, resi il più possibile confrontabili per le caratteristiche cliniche registrate, mediante matching con propensity score.

Nei bambini valutati dopo i primi quattro giorni dall'esordio dell'infezione, la de-escalation non si è associata a un peggioramento della risposta all'infezione a 30 giorni né a un aumento osservato della mortalità. Molti episodi si erano verificati durante una marcata riduzione dei neutrofili, globuli bianchi essenziali per la difesa dalle infezioni.

La prospettiva clinica è curare efficacemente l'infezione limitando l'esposizione ai farmaci che, dopo la rivalutazione, non risultano necessari. L'esposizione si misura sommando i giorni di somministrazione di ciascun antibiotico: due farmaci nella stessa giornata contano come due giorni di terapia in questa misura.

Il risparmio può quindi derivare dalla riduzione delle associazioni senza accorciare la durata complessiva della cura. Le decisioni restano dunque individuali e affidate ai curanti. Limitare le esposizioni non necessarie può aiutare a contrastare l'antibiotico-resistenza, la capacità dei batteri di resistere ai farmaci, e a preservare l'efficacia degli antibiotici nel tempo.

Studiare come farlo anche nei bambini più fragili collega una scelta quotidiana dei reparti a una priorità di salute pubblica internazionale. La ricerca offre elementi per approfondire questa prospettiva; l'eventuale riduzione delle resistenze e della tossicità resta da verificare, poiché lo studio non ha misurato questi effetti.

Se i risultati di questo studio saranno confermati, potranno sostenere percorsi condivisi di rivalutazione della terapia nelle prime 48–96 ore, adattati alle condizioni cliniche e ai risultati microbiologici di ciascun bambino. L'obiettivo è rendere più consapevole l'impiego degli antibiotici anche dove la vulnerabilità dei pazienti impone maggiore cautela.

comunicato stampa