Mezzo secolo di impegno per garantire a bambine, bambini e adolescenti il diritto a crescere in un contesto familiare accogliente. Questo pomeriggio il Teatro Bellarte di Torino ha ospitato l'iniziativa dedicata ai cinquant'anni dalla prima delibera della Città di Torino sull'affidamento familiare, adottata nel 1976 e considerata una delle esperienze pioniere a livello nazionale.
Promosso da Casa Affido e ANFAA con il supporto del Tavolo cittadino delle associazioni di famiglie affidatarie, l'evento ha riunito istituzioni, professionisti, associazioni, giovani e famiglie per ripercorrere la storia dell'affidamento familiare a Torino e riflettere sulle sfide future di uno strumento che continua a rappresentare una risorsa fondamentale per la tutela e il benessere dei minori.
Sono intervenuti il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, l'assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, la responsabile della Struttura complessa di Psicologia dell'ASL Città di Torino Monica Agnesone, la presidente di ANFAA Frida Tonizzo e la professoressa associata dell'Università di Torino Paola Ricchiardi.
Tra i momenti più significativi dell'evento, la consegna da parte del sindaco Stefano Lo Russo di una pergamena di ringraziamento della Città a sette famiglie, tra le prime ad aver scelto di accogliere nella propria casa bambine, bambini, ragazze e ragazzi. Negli attestati il riconoscimento per un impegno che, come vi si legge, ha lasciato a ciascuno di loro "un dono prezioso per la vita".
"L'affido ha rappresentato un'innovazione importante, capace di offrire nuove prospettive a tanti giovani, di non farli sentire esclusi ma parte di una comunità - ha affermato il sindaco Stefano Lo Russo -. Un risultato reso possibile dalla generosità e dal coraggio delle famiglie che hanno accettato questa sfida e rivolgiamo un ringraziamento particolare a quelle che, per prime, hanno creduto in questo modello, contribuendo a renderlo una realtà concreta. In tempi come quelli che stiamo vivendo, il valore di questa esperienza assume un significato ancora più profondo e simbolico. A noi adulti spetta la responsabilità di non lasciare soli i giovani: abbiamo il dovere di accompagnarli, sostenerli e creare le condizioni perché possano guardare al futuro con fiducia. Per questo desideriamo dire grazie a tutte le famiglie e a tutte le persone che hanno scelto di impegnarsi nell'affido. La vostra testimonianza e il vostro esempio sono stati e saranno di ispirazione anche per tante altre".
"L'affidamento familiare è una delle espressioni più significative della capacità di una comunità di prendersi cura dei propri bambini e delle proprie bambine - ha dichiarato l'assessore Jacopo Rosatelli -. Da cinquant'anni Torino sostiene e promuove questo percorso grazie all'impegno delle famiglie affidatarie, delle associazioni e dei servizi. A tutte le famiglie che in questi decenni hanno scelto di aprire la propria casa e la propria vita a bambine, bambini e adolescenti va un grande ringraziamento: con la loro disponibilità, generosità e responsabilità hanno contribuito a costruire una Torino più accogliente e attenta ai diritti dei minori".
Al 31 dicembre 2025 risultavano attivi a Torino 240 affidamenti residenziali, di cui 149 eterofamiliari (130 giudiziali e 19 consensuali) e 91 intrafamiliari (82 giudiziali e 9 consensuali). Tra gli affidamenti residenziali, 31 riguardavano inserimenti in famiglie comunità, 38 erano riferiti al progetto neonati e 65 a minori con disabilità. Nello stesso periodo erano inoltre attivi 111 affidamenti di minori stranieri non accompagnati a parenti o connazionali. Complessivamente, i minori inseriti in strutture residenziali in Piemonte e fuori regione erano 342, di cui 186 minori stranieri non accompagnati e 156 non MSNA.
A cinquant'anni dalla prima delibera cittadina, l'affidamento familiare continua a essere uno degli strumenti fondamentali attraverso cui Torino, insieme all'ASL, al privato sociale e alle associazioni, garantisce protezione, relazioni educative e opportunità di crescita a bambine, bambini e adolescenti in situazioni di fragilità. Un impegno che si rinnova grazie alla disponibilità di nuove famiglie ad accogliere e accompagnare i più giovani nel loro percorso di vita.