Cronaca - 28 ottobre 2026, 13:13

Piemonte fanalino di coda nel riutilizzo dei beni confiscati alla mafia: patto per il riutilizzo

Accordo tra CSVnet Piemonte e Libera Piemonte: istituita anche cabina di regia

La firma del protocollo

Patto tra CSVnet Piemonte e Libera Piemonte per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, restituendo così alla collettività spazi e risorse sottratti alla criminalità organizzata e trasformarli in luoghi di partecipazione. 

Cabina di regia 

Contestualmente è stata istituita una cabina di regia regionale, composta da referenti delle due organizzazioni, con il compito di analizzare i bisogni del territorio, coordinare le iniziative e monitorare i risultati delle attività condivise. L'obiettivo del protocollo siglato questa mattina è rafforzare la collaborazione tra le reti di volontariato e l'impegno contro la criminalità organizzata.

Piemonte fanalino di coda 

Nella nostra regione sono circa 360 i beni confiscati alla mafia: la maggior parte si concentrano in provincia di Torino, con un'alta percentuale nel Canavese, ma stanno aumentando quelli a Novara come riflesso dell'operazione Idra. "Questo protocollo - ha detto Andrea Turturro, referente regionale di Libera Piemonte - deriva da uno nazionale e ha un punto di caduta molto concreto: facilitare l'uso dei beni confiscati da parte degli enti del Terzo Settore, che ha bisogno di spazi e sedi". 

Il Piemonte è la settima regione Italia per beni confiscati, seconda nel nord Italia dopo la Lombardia. Ma a livello nazionale, negli ultimi anni, abbiamo occupato il penultimo e terzultimo per l'utilizzo: se la  media del nostro Paese è del 45%, noi ci attestiamo al 25%. "Per questo - ha aggiunto Turturro - ci sembra opportuno stimolare la gestione da parte degli enti del Terzo Settore. La proprietà rimane pubblica, ma quando quest'ultimo non riesce ad utilizzarlo, subentra il Terzo Settore".

Partecipazione ai bandi

Nell'accordo, come spiega il presidente di CSVnet Piemonte Daniele Giaime, sono coinvolti 2.700 enti. "Per noi - ha chiarito - questo protocollo è strategico perché ci permette di avere una cabina regia e di accompagnare le nostre realtà nei loro progetti e alla partecipazione ai bandi, oltre a fare nascere nuove progettazioni ed accordi". "In Libera -ha concluso - sono presenti molto giovani: questa iniziativa ci dà l'opportunità di fargli conoscere quello che fa il Terzo Settore".

Sensibilizzare i giovani 

Parole condivise anche dal vicepresidente vicario Francesco Marzo, presidente anche del CSV Asti ed Alessandria: "È molto importante sensibilizzare i giovani: gli attori del volontariato stanno invecchiando, quindi diventa fondamentale coinvolgerli". 

"Spesso gli Ets - ha concluso Marco Bani, consigliere di VolTo - non hanno la forza, capacità e conoscenze per utilizzare questi beni: il problema poi è di trovare una sede adeguata. Sono contento che Libera ci dia una mano con un help desk perchè spesso la burocrazia per partecipare ai bandi regionali e comunali non è semplice". 

La firma del protocollo

La firma del protocollo

La firma del protocollo