Attualità - 29 ottobre 2026, 10:43

I negozi non riescono a vedere i disabili come clienti". A Torino il 75% non è accessibile

Ad intervenire è Giovanni Ferrero della CPD: "Mondo business rimasto indietro"

Protesta dei disabili

"I negozi non riescono a vedere i disabili come i clienti". È netta la presa di posizione di Giovanni Ferrero, Direttore della Consulta per le Persone in Difficoltà. L'occasione è il convegno promosso questa mattina dal Comune di Torino "Città accessibili. Piani, progetti e azioni per trasformare gli spazi urbani".

Se Palazzo Civico da diversi anni si è dotato del Peba, il piano per l'abbattimento architettoniche nei 34 quartieri, lo stesso non si può dire delle attività. "È positivo quanto fatto dal Comune: al contrario il mondo business e della produttività è rimasto indietro" chiarisce Ferrero.

La mappatura 

A chiarirlo sono i numeri. La CPD nel 2004 aveva promosso una mappatura dell'accessibilità dei nelle vie commerciali di ogni Circoscrizione. L'obiettivo era capire quanti negozi, supermercati, bar e ristoranti fossero realmente in grado di accogliere un cliente sulla sedia a rotelle. Il risultato emerso era abbastanza impietoso: l'80% dei negozi non era accessibile, nonostante ci fosse la possibilità di renderli. 

I dati

La Consulta ha proposto la stessa iniziativa a distanza di vent'anni e "ci sono gli stessi dati". Nel 2024 le cose erano infatti migliorate di pochissimo: due anni fa il 75% delle attività commerciali aveva barriere architettoniche che limitavano l'accesso delle persone con disabilità. 

Su 271 attività commerciali mappate, 68 sono risultate accessibili. Vale a dire che possiedono l'ingresso in piano, la rampa fissa o la rampa mobile. Le altre 203 non risultano completamente accessibili.

A questo si aggiunge che quando un negozio cambia destinazione d'uso, o c'è un cambio di proprietà, la norma prevede l'obbligo di rendere i locali adatti a tutti. "In molti casi - chiarisce Ferrero - viene mandata la SCIA al Comune dove è presente la rampa, ma poi non viene comprata".

Negli ultimi mesi i vigili urbani stanno facendo delle verifiche nei negozi del centro di Torino, che riguardano anche l'accessibilità. Un'iniziativa che si estenderà anche alle altre vie commerciali del capoluogo. La chiosa di Ferrero purtroppo è amara: "I negozi non riescono a vedere i disabili come i clienti, mentre i centri commerciali sì perché sono accessibili".