Una grande scrivania con tanto di computer in cui tutto è votato alla dedizione verso il lavoro e il capo, il supreme boss dell'azienda TheFirm cui rispondere per qualunque cosa "Sì". È l'installazione "Yes Man Office" portata dalla designer Federica Suti con Art4Women a The Others Fair in occasione della open call di questa edizione.
TheFirm, un'azienda immaginaria
Thefirm è un'azienda immaginaria leader nella produzione e vendita di consenso. Il visitatore una volta seduto alla scrivania, firma sul computer un contratto, viene schedato e si ritrova davanti a THEFIRM OS: un sistema operativo imperativo che esige assenso. Nell'interfaccia di un desktop di fine anni Novanta arrivano le mail del Boss, del Supreme Boss, delle Risorse Umane. Alle richieste si può rispondere, ma qualunque tasto si digiti il sistema compone una frase di approvazione: sure, will do, absolutely, sir, it is an honour.
Un'opera ironica in cui il grande pubblico si potrà riconoscere almeno una volta nelle propria situazione lavorativa.
Nessuna possibilità di decidere
Il gesto della scrittura rimane intatto, ma la possibilità di decidere che cosa scrivere viene sottratta.
L'installazione occupa due postazioni. Nella prima si lavora, nella seconda ci si prende cura di sé secondo le disposizioni aziendali. Per qualsiasi dubbio c'è Yessy, un'assistente da scrivania gentile e insistente. Una webcam sorveglia postura, sorriso e cenni del capo. Il corpo deve confermare ciò che la tastiera scrive: disponibilità, entusiasmo, adesione. Anche il silenzio viene interpretato dall'azienda. Continuare a dire sì prolunga il lavoro, senza permetterne la conclusione.
Il consenso si allena
Nella seconda postazione, THEFIRM's Mandatory Benefits Program offre tre servizi in stile arcade anni Ottanta: Company Gym, dove il consenso si allena; Divination App, che tiene sempre accesa la speranza; e Consent Rehab, per chi ha ancora il vizio di dire no. Il welfare è rigorosamente obbligatorio. THEFIRM si occupa del corpo, delle aspettative e delle resistenze dei propri dipendenti. La premura aziendale non lascia molto fuori dal proprio raggio d'azione: anche il tempo dedicato al benessere deve restituire una persona più disponibile.
Durante la fiera, ogni sì raccolto aumenta di un euro il prezzo di vendita dell'opera. Yes Man Office in questo modo critica un sistema dal quale ricava, a sua volta, un incremento di prezzo.
Una tastiera con i soli tasti Y;E;S
L'opera della designer milanese nasce da Yes Man Keyboard, una tastiera con tre tasti, Y, E, S, che scrive soltanto sì. Già esposta alla Shanghai Design Week 2026 e presente anche a Torino, la tastiera appartiene alla serie Writing Tools, realizzata dall'artista per la call About Archivio di Sovrappensiero Studio, insieme a caLAMAio del Masochista e Diario del Narcisista.