Il disagio, il rapporto con il potere, la violenza e le contraddizioni del mondo odierno. Sono alcuni dei temi affrontati dagli artisti portati dalle 185 gallerie in fiera alla 33^ edizione di Artissima.
Tra le opere più suggestive di quest'anno le scritte a Led di Fábio Colaço "We are living somebody else's apocalyse" (Viviamo l'apocalisse di qualcun altro), ma anche il NO GLOBAL TOUR di Santiago Serra, una scritta a caratteri cubitali che rifiuta le strutture di potere e le contraddizioni del contemporaneo, e poi ancora Less Oil More Courage di Rirkrit Tiranavanija, le opere che raccontano i tumulti in Sud Africa di Angela Ferreira.
Si torna poi in Italia con opere che riportano subito ai recenti scontri durante le manifestazioni tra polizia e studenti, l'uno con alcuni scudi dipinti con le bandiere delle cinque nazioni Nato che hanno diritto di veto e l'altra con dei manganelli la cui estremità è allestita con zappe per arare la terra, rimando all'altro suo progetto Le mangiatrici di terra.
Insieme all'ecologia, ma anche all'uso dell'intelligenza artificiale. Quest'anno Artissima, sempre sotto la guida di Luigi Fassi, è una fiera che cerca di fotografare l'attualità e si pone come luogo di confronto per generare domande riguardo al futuro.