La "sfida" tra chi occupa e chi rivendica le aule aperte si combatte a colpi di decibel. Lo spiazzo davanti ai cancelli chiusi del Campus Einaudi su lungo Dora Siena diventa terreno di scontro, seppur a distanza, tra chi alza più la voce.
Vince (a livello di numeri) chi sta dentro
A livello di numeri vince chi sta dentro. Qualche centinaia. Surclassati in termini numerici gli studenti del neonato comitato "Campus libero", sorto da qualche giorno per arginare e contestare le modalità della recente occupazione della sede di diversi dipartimenti, tra cui Giurisprudenza.
Sono qualche decina. Sorreggono cartelli, provano a portare le loro istanze, ma vengono subissati da cori da stadio, contro la guerra, musiche da circo ad alto volume, a coprire le voci degli studenti a 'mo di sberleffo.
Chi sta fuori si professa apolitico
Il gruppo di chi sta fuori si professa apolitico, nato dal basso per chiedere tutele e il ripristino immediato delle lezioni e del diritto allo studio.
Uno spontaneismo che però, a dire il vero, ha visto qualche presenza partitica di area centrista. C'era Silvio Viale di Radicali e + Europa, Vittoria Nallo di Stati Uniti d'Europa e Francesco Aglieri Rinella del Partito Liberale Democratico.