C'è un angolo di Torino, tra le Circoscrizioni 2 e 3, che da area a rischio degrado è diventato un modello per tutta Italia. E adesso ha anche un premio nazionale vinto a Roma, con un video che ha come colonna sonora ideale l'immagine di John Lennon.
Sono i due Patti di collaborazione di Parco Mennea e di Piazza del Piano. Una trentina di volontari nel primo, una mezza dozzina nel secondo, che lavorano spalla a spalla. È nato prima il patto di Piazza del Piano, uno dei primi in assoluto a Torino, poi quello del Mennea. Un parco nato come opera di urbanizzazione, poi con la creazione dell'Ufficio Beni Comuni arriva l'idea di affidarlo ai cittadini per gestirlo e mantenerlo al meglio, con il suo orto collettivo.
Le iniziative
Oggi lì si fa di tutto: visite guidate, laboratori per i bambini, danze urbane, apicoltura. Tutto comincia con Silvana Paciocco, residente in zona che, vedendo la piazza bella ma trascurata e piena di cartacce decide di agire. "Ho cominciato a raccogliere cartacce, perché è facile, tutti sono capaci di farlo", ricorda. Parla con i condomini, ognuno chiamava Amiat per conto suo, così lei propone di coordinarsi. Un giorno, in Circoscrizione, l'allora presidente Carlotta Salerno e ora assessora alle Politiche Giovianili propone: "Fate un patto con la Città".
All'inizio non ci credeva nessuno. L'iter, ammette Paciocco, "è stato infinito". C'era il nodo della delega: come fa un gruppo di cittadini a firmare? Aspettavano una bozza che non arrivava mai dall'università. Alla fine la bozza la scrive il marito di Silvana, avvocato per una vita. E da lì si parte. Con l'endorsement della Circoscrizione, con l'architetto del progetto, dipingono la pensilina colorata con i fondi europei - loro ci mettono le braccia - e rimettono in sesto la piazza. Per quasi dieci anni, prima che il Comune prendesse in carico anche il verde orizzontale, sono stati loro a estirpare erbacce.
Gli orti urbani
Procedure lunghe ma oggi per lo più superate, grazie all'esperienza maturata dalla Città negli anni. Infatti, una storia simile si riproporrà al parco Mennea con la creazione degli orti. Lo racconta Salvatore Cammisuli, uno dei volontari: "Nell'orto c'è tanta passione e tanta gente che ha tanta voglia di fare".
Ogni martedì due ore e mezza a pulire tutto il parco, poi merenda tutti insieme. E da quell'impegno è nato anche un lavoro: Cammisuli ha coinvolto un'azienda del sociale di Roma, ha formato una classe di giardinaggio urbano per persone senza fissa dimora. Nove persone che ora hanno una casa e un lavoro.
I commenti
Per Luca Rolandi, presidente della Circoscrizione 2, è questa l'eccellenza torinese: " Prendersi cura di un giardino, di una piazza, di un locale, è una rete concreta con le istituzioni di prossimità. Senza quel innesto, quell'area di nuova urbanizzazione sarebbe potuta diventare marginale".
Gli fa eco Francesca Troise, presidente della Circoscrizione 3: "Si impara insieme, si cresce insieme, si fanno le cose insieme. È questo il vero senso della partecipazione, non solo consultare ma fare. Laborioso all'inizio, ai tempi di Co-City, ma virtuoso".
E per l'assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, che ha voluto una commissione consiliare ad hoc proprio per celebrare il premio, questo riconoscimento dimostra che "Torino vince non solo quando si presenta come istituzione, ma anche quando a proporsi è la cittadinanza organizzata. Quegli spazi, nati dalla grande trasformazione del passante ferroviario e dalla risposta alla deindustrializzazione, sono emblematici.
I beni comuni sono esattamente questo: il contrario del prendersi per sé, ma il prendersi cura al servizio di chiunque altro", ha chiuso Rosatelli. Un principio di apertura assoluta, dove chiunque può arrivare e dare una mano.