Greg Goya, il fast artist di Torino, trova casa durante la settimana dell’arte a Villa Sanquirico, nel cuore di San Salvario. Un piccolo festival, come lo definisce lo stesso artista, che trova spazio all’interno dell’edificio storico di via Federico Campana.
“L’ho riempita di tutte le mie opere - racconta Greg Goya -. Le persone possono camminare e visitare una mostra e tutte quante le opere che ho creato in questi anni. Ogni tre ore si esibisce un artista all’interno del contesto di Casa Goya”.
Da Davide D’Urso a Nicolas Ballario, passano per gli Zero Assoluto. Cantanti, pittori, performer, divulgatori incontreranno il pubblico fino a domani, quando terminerà l’art week.
Il progetto andrà avanti? “Il progetto sarà replicato il prossimo anno e mi accompagnerà nelle mie esposizioni. Vogliamo provare a portare questo format, quello di artisti che insieme fanno arte dentro uno spazio in giro per il mondo”.
Come mai questa scelta di lanciare il progetto durante l'art week? “Io sono nato a Torino e l’Art Week è sempre stato il modo migliore di respirare arte contemporanea per quanto mi riguarda, eppure Casa Goya nasce un po’ anche come risposta ad alcune opere ospitate nelle fiere che caratterizzano che a volte hanno poco contatto con il pubblico. La fast art da quando ho cominciato è sempre stata un’arte che deve rispondere a un motivo, devi arrivare al significato dell’opera velocemente per vivere un’emozione immediata. Come per la musica ci sono momenti in cui ascolti le canzoni su Spotify e altri momenti in cui vai a un concerto e canti. Ecco la mia arte cerca di far cantare le persone”.