Si sono ritrovati ai giardini della stazione di Pinerolo. Hanno parlato, letto e giocato, creando anche un rapporto con i giovani che frequentano l’area verde di piazza Garibaldi. Il progetto ‘eState in compagnia’ ha raggruppato di volta in volta tra le 25 e le 30 persone di terza e quarta età. Un ritrovo nato sperimentalmente dopo la chiusura estiva della Palestra della memoria.
“Alla chiusura della Palestra, la domanda è stata ‘Cosa facciamo in estate’? – spiega Maria Rita Cavallo, consigliera comunale che ha seguito e partecipato attivamente all’iniziativa –. E ci è venuta l’idea di ritrovarci comunque, per fare amicizia e passare del tempo assieme, impiegandolo in diverse attività, ispirandoci a un’esperienza analoga a Torino”. Il primo incontro è stato martedì 23 giugno e il successo ha spinto a riprendere l’appuntamento settimanale anche alla fine della pausa agostana, per andare avanti fino a fine settembre, in vista della ripartenza della Palestra della memoria, con l’aiuto del bar vicino come base logistica e ‘rifugio’ in caso di maltempo.
Una partecipante ha messo a disposizione un tavolo e i ragazzi che frequentano i giardini hanno aiutato i partecipanti a disporre di volta in volta le seggiole, rimuovendo anche i rifiuti dopo che la prima volta l’hanno fatto i partecipanti: “Si è creato un legame e un’attenzione nei confronti dell’iniziativa. Tanto che c’è anche chi ha fatto domande” sottolinea Cavallo.
La zona è stata scelta dopo un’analisi delle alternative: il cortile del municipio sarebbe stato eccessivamente caldo e a Villa Prever bisognava fare i conti con le zanzare.
Le attività sono state organizzate di volta in volta, liberamente evitando i giochi di carte: “Ci sono stati incontri come sulla terza età o sul primo soccorso, sono venuti anche i vigili e due educatrici del Centro famiglia” riepiloga Laura Grindatto.
Annalisa Garetto, dell’associazione Ama, che ha partecipato a tutti gli incontri, la definisce “un’esperienza umana bellissima”, che è diventata anche un’occasione di socializzare per chi cercava qualcosa di diverso da un circolo dove si gioca a carte, perché magari abita in città da pochi anni o è rimasto senza amici per via dell’età avanzata.
L’esperienza, secondo l’assessora alle Politiche sociali Lara Pezzano è stata anche un esempio importante: “È un modo di fare comunità, che è nato spontaneamente, ma che abbiamo sostenuto perché ha permesso anche di occupare positivamente degli spazi, che sono al centro delle cronache e delle preoccupazioni dei pinerolesi per gli episodi che si sono registrati negli anni”.