Attualità - 02 novembre 2026, 17:23

Vivere i giardini della stazione di Pinerolo: il caso di ‘eState in compagnia’

L’iniziativa nata in seguito alla Palestra della memoria ha coinvolto di volta in volta una trentina di persone

Si sono ritrovati ai giardini della stazione di Pinerolo. Hanno parlato, letto e giocato, creando anche un rapporto con i giovani che frequentano l’area verde di piazza Garibaldi. Il progetto ‘eState in compagnia’ ha raggruppato di volta in volta tra le 25 e le 30 persone di terza e quarta età. Un ritrovo nato sperimentalmente dopo la chiusura estiva della Palestra della memoria.

“Alla chiusura della Palestra, la domanda è stata ‘Cosa facciamo in estate’? – spiega Maria Rita Cavallo, consigliera comunale che ha seguito e partecipato attivamente all’iniziativa –. E ci è venuta l’idea di ritrovarci comunque, per fare amicizia e passare del tempo assieme, impiegandolo in diverse attività, ispirandoci a un’esperienza analoga a Torino”. Il primo incontro è stato martedì 23 giugno e il successo ha spinto a riprendere l’appuntamento settimanale anche alla fine della pausa agostana, per andare avanti fino a fine settembre, in vista della ripartenza della Palestra della memoria, con l’aiuto del bar vicino come base logistica e ‘rifugio’ in caso di maltempo.

Una partecipante ha messo a disposizione un tavolo e i ragazzi che frequentano i giardini hanno aiutato i partecipanti a disporre di volta in volta le seggiole, rimuovendo anche i rifiuti dopo che la prima volta l’hanno fatto i partecipanti: “Si è creato un legame e un’attenzione nei confronti dell’iniziativa. Tanto che c’è anche chi ha fatto domande” sottolinea Cavallo.

La zona è stata scelta dopo un’analisi delle alternative: il cortile del municipio sarebbe stato eccessivamente caldo e a Villa Prever bisognava fare i conti con le zanzare.

Le attività sono state organizzate di volta in volta, liberamente evitando i giochi di carte: “Ci sono stati incontri come sulla terza età o sul primo soccorso, sono venuti anche i vigili e due educatrici del Centro famiglia” riepiloga Laura Grindatto.

Annalisa Garetto, dell’associazione Ama, che ha partecipato a tutti gli incontri, la definisce “un’esperienza umana bellissima”, che è diventata anche un’occasione di socializzare per chi cercava qualcosa di diverso da un circolo dove si gioca a carte, perché magari abita in città da pochi anni o è rimasto senza amici per via dell’età avanzata.

L’esperienza, secondo l’assessora alle Politiche sociali Lara Pezzano è stata anche un esempio importante: “È un modo di fare comunità, che è nato spontaneamente, ma che abbiamo sostenuto perché ha permesso anche di occupare positivamente degli spazi, che sono al centro delle cronache e delle preoccupazioni dei pinerolesi per gli episodi che si sono registrati negli anni”.

Marco Bertello