Otto mesi, otto film, un'unica grande aula. Il Politecnico di Torino riaccende il proiettore e trasforma la sua Aula Magna di Corso Duca degli Abruzzi 24 in un cinema aperto alla città. Si chiama PoliTO Cinema - Storie che fanno ricerca e dopo l'edizione pilota dello scorso anno accademico torna con una stagione vera, dall'11 novembre 2026 al 10 giugno 2027.
Un film al mese
La formula è semplice e popolare: un film al mese per parlare di ambiente, città, tecnologia, infrastrutture, dati e identità. Non solo per studenti e docenti, ma pensati per un pubblico più ampio. Ogni serata comincia prima del film, con una mezz'ora di panel leggero con ricercatori e esperti che danno le chiavi di lettura. Solo per la prima serata è obbligatoria la prenotazione su Eventbrite, le altre saranno a ingresso libero.
A spiegare la filosofia è la vicerettrice per la Comunicazione e la Promozione Silvia Barbero. L'obiettivo, ha spiegato, è sperimentare linguaggi nuovi per far arrivare la scienza a un pubblico più ampio. E lo ha sintetizzato così: "Il cinema è, per sua natura, un incontro tra tecnica, creatività e capacità di interpretare il mondo"
Barbero ha ricordato che il Politecnico sta lavorando da tempo in questa direzione - dai podcast all'esperienza di Luci d'Artista - e che ora tocca al cinema aiutare la scienza a uscire dalla sua comfort zone, con un linguaggio più semplice e accessibile anche per i colleghi. Perché, ha detto, l'innovazione nasce quando discipline diverse si parlano e si impara a usare una capacità di linguaggio diverso.
La rassegna di quest'anno è nata con metodo scientifico, ha aggiunto: dopo il pilota si è fatta una call aperta, sono arrivate 24 proposte dai Dipartimenti in estate e a settembre ne sono state scelte 8, incrociando criteri come il coinvolgimento della cittadinanza, la concordanza con gli eventi dell'Ateneo e il bilanciamento tra dipartimenti.
Da lì è partito un dialogo tra ricercatori, registi e attori per costruire i panel. La volontà, ha ribadito la vicerettrice, è quella di un Politecnico sempre più aperto, che resta aperto anche la sera per far vivere i suoi spazi in una dimensione non solo lavorativa.
Tre film da non perdere, gli altri cinque in pillole
Si parte mercoledì 11 novembre 2026 con l'unico inedito assoluto: Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca (Italia/Svizzera, 2026, 27'). È la serata organizzata con Ferrino dentro Torino Outdoor Days e per Barbero non è un caso: novembre per il Poli è il mese dello sport. Il doc racconta l'inverno patagonico di Matteo Della Bordella, Marco Majori e Tommy Lamantia sul Fitz Roy, sulla leggendaria Via Casarotto aperta da Renato Casarotto in solitaria nel 1979. Tra vento estremo e attese infinite, la prima invernale 46 anni dopo. Più che una vetta, è una storia di eredità alpinistica e di rapporto tra uomo e montagna.
Il film più vecchio della rassegna è un cult che al Poli interessa da vicino: Gattaca - La porta dell'universo di Andrew Niccol (USA, 1997), in programma giovedì 4 febbraio 2027 a cura di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale. È il thriller distopico dove il destino è scritto nel DNA. Vincent Freeman è nato naturalmente, quindi è considerato "imperfetto" e condannato ai lavori più umili, ma sogna lo spazio. Per entrare all'accademia Gattaca ruba l'identità genetica di Jerome, ex campione paralizzato, e ogni giorno supera i test con sangue, urine e capelli del suo complice. Verrà selezionato per Titano, fino a quando un omicidio non rischia di far crollare tutto.
Si chiude giovedì 10 giugno 2027 con il film simbolo dell'inclusione: Moonlight di Barry Jenkins (USA, 2016), Oscar come miglior film. A curarlo il Comitato Unico di Garanzia, in collaborazione con EuroPride Torino 2027. Tre capitoli per tre età di Chiron, ragazzino afroamericano di un quartiere degradato di Miami, schiacciato da una madre tossicodipendente e dal bullismo, alla ricerca della propria identità e della propria omosessualità in un mondo ipermaschilista. Trova rifugio in Juan, spacciatore dal cuore grande, e il primo amore nell'amico Kevin.
In mezzo, la rassegna attraversa di tutto: la Cina che cambia alla velocità della luce con la commedia corale Dead Pigs di Cathy Yan, la battaglia legale ventennale contro la DuPont che avvelenava l'acqua in Cattive acque di Todd Haynes, la memoria ingombrante della diga più alta del mondo in Vajont di Renzo Martinelli, l'amicizia che si rompe per un miliardo di dollari in The Social Network di David Fincher, e il premio Oscar che commuove, My Octopus Teacher, l'amicizia tra un uomo in crisi e un polpo femmina nelle foreste di kelp sudafricane, in collaborazione con CinemAmbiente 2027.
Tutti gli appuntamenti inizieranno alle 20.30 e le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli. L'ingresso sarà libero fino a esaurimento dei 400 posti dell'aula Magna. Collaborano al palinsesto anche China Room, organizzazione con la quale il Politecnico lavora per attività di erasmus e di scambio di studenti, ma anche il Festival CinemAmbiente e altre realtà dell'Ateneo.