Eventi - 03 novembre 2026, 10:04

Al Regio torna alla luce "Iris", il capolavoro visionario di Mascagni tra Giappone immaginario e scenari post-atomici

Dal 5 al 18 novembre il Festival Verismo porta in scena una delle opere più affascinanti e meno eseguite del compositore livornese. Sul podio Andrea Battistoni, regia di Daniele Menghini

C'è un Mascagni che va ben oltre la travolgente popolarità di Cavalleria Rusticana. Un compositore curioso, sperimentatore, capace di guardare all'Europa musicale del suo tempo e di costruire mondi teatrali complessi e visionari. E' proprio questo volto meno conosciuto dell'autore che il Teatro Regio di porta in scena con "Iris", in programma dal 5 al 18 novembre nell'ambito del Festival Verismo.

Considerata una delle opere più originali della produzione mascagnana, Iris debuttò nel 1898 e fu la prima opera italiana ambientata in Giappone. Ma il Giappone immaginato da Mascagni e dal librettista Luigi Illica è lontano da qualsiasi intento realistico: è un luogo simbolico, sospeso tra sogno e inquietudine, in cui la purezza dell'infanzia si scontra con la brutalità  del mondo adulto.

Sul podio dell'Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Regio salirà il direttore musicale Andrea Battistoni, protagonista dell'intero Festival Verismo, mentre la regia è affidata a Daniele Menghini, tra i registi più interessanti della nuova generazione.

Per questa nuova produzione Menghini sceglie di abbandonare l'ambientazione originaria e trasporta la vicenda in un paesaggio post-atomico. L'ispirazione arriva dagli hibakujumoku, gli alberi sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki che, contro ogni previsione, tornarono a fiorire dopo la devastazione.

In questa lettura, Iris diventa il simbolo stesso della resilienza. Una giovane donna pura che cerca di preservare la propria innocenza in un mondo devastato dalla violenza e dal desiderio di possesso.

La protagonista vive inizialmente in una sorta di rifugio sotterraneo insieme al padre cieco, circondata da origami e fiori di carta. Quando viene trascinata nello Yoshiwara, il quartiere delle geishe, il viaggio assume i contorni di una discesa negli orrori del mondo adulto. Ma proprio dal sacrificio finale emerge una possibilità di rinascita, in cui la natura e la purezza sopravvivono alle macerie lasciate dall'uomo.

Per l'allestimento sono stati realizzati oltre 150 girasoli artigianali, decine di origami e un fiore animatronico destinato a uno dei momenti più suggestivi dello spettacolo.

Se il soggetto si discosta dal verismo più tradizionale, anche la musica rivela un Mascagni sorprendente. La scrittura orchestrale di Iris guarda infatti ai grandi fermenti musicali di fine Ottocento, tra suggestioni wagneriane, raffinatezze impressioniste e una vena melodica che rimane immediatamente riconoscibile.

La partitura accompagna il percorso emotivo della protagonista tra ricordi, sogni, paure e disillusioni, trovando nell'Inno del Sole, che apre e chiude l'opera, uno dei momenti musicali di maggiore impatto.

Il ruolo della giovane Iris sarà interpretato dal soprano Erika Grimaldi, artista molto amata dal pubblico torinese. Accanto a lei saliranno sul palco Angelo Villari nel ruolo di Osaka, Roberto Frontali in quello di Kyoto, Luca Tittoto come il Cieco, oltre ad Albina Tonkikh e Didier Pieri. In alcune recite si alterneranno inoltre Iwona Sobotka, Samuele Simoncini, Manel Esteve Madrid e Mariano Buccino nei ruoli principali.

Con Iris si completa il percorso del Festival Verismo, la rassegna con cui il Teatro Regio inaugura la stagione 2026-2027 attraverso quattro nuovi allestimenti dedicati a Mascagni e Leoncavallo. Accanto ai più celebri Cavalleria Rusticana e Pagliacci, il progetto propone infatti la riscoperta di titoli meno frequentati come Iris e La Bohème di Leoncavallo, offrendo al pubblico una prospettiva diversa su due protagonisti della musica italiana tra Otto e Novecento.

Prima del debutto, il 4 novembre alle 18 al Piccolo Regio Puccini, il musicologo Giovanni Gavazzeni presenterà l'opera in una conferenza-concerto gratuita con la partecipazione del regista Daniele Menghini.

Informazioni

Teatro Regio Torino, Piazza Castello 215

Dal 5 al 18 novembre 2026

Direttore: Andrea Battistoni. Regia: Daniele Menghini

Biglietti: www.teatroregio.torino.it - tel. 0118815241-42