Le consultazioni elettorali e referendarie non dovranno più tradursi in una paralisi prolungata della didattica e in un onere economico ingiustificato per il bilancio della città. Il Consiglio Comunale di Torino ha infatti approvato una mozione (firmatari i consiglieri Valentino Magazzù, Caterina Greco e Lorenza Patriarca) mirata a riformare profondamente la gestione locale delle elezioni, affrontando tre nodi cruciali: la riduzione dei giorni di stop per gli istituti scolastici, l'avvio della sperimentazione di seggi collocati fuori dalle scuole e la copertura integrale dei costi organizzativi da parte dello Stato e della Regione Piemonte.
Il provvedimento nasce dalla necessità di superare una situazione che, in occasione delle recenti tornate, ha coinvolto decine di migliaia di studenti con chiusure protratte fino a sei giorni, generando forti disagi alle famiglie e criticità organizzative per i dirigenti scolastici.
Meno chiusure scolastiche
Fino ad oggi, la gestione delle chiusure dei plessi è avvenuta attraverso trattative individuali e disomogenee tra i funzionari comunali e i singoli dirigenti, creando disparità di trattamento tra quartieri e scuole appartenenti allo stesso istituto comprensivo. Con l'approvazione del nuovo atto, l'amministrazione comunale si impegna ad adottare preventivamente un protocollo operativo unico e vincolante.
Le date di chiusura e riapertura dovranno essere uniformi per tutti i plessi della città ed essere strettamente correlate alle finestre operative fissate dalle circolari ministeriali. Inoltre, le operazioni di smontaggio dei seggi, pulizia e ripristino dei locali dovranno concludersi tassativamente entro il giorno successivo alla chiusura dello scrutinio, restituendo così le aule agli studenti nel minor tempo possibile.
La sperimentazione dei seggi fuori dalle scuole
Un'altra novità di rilievo introdotta dalla mozione riguarda la ricerca di sedi alternative per ospitare le consultazioni elettorali, con l'obiettivo di preservare la continuità didattica. Il Consiglio ha impegnato Sindaco e Giunta a realizzare una mappatura dettagliata degli spazi idonei presenti sul territorio urbano, individuando centri civici, palestre comunali, sedi circoscrizionali e spazi polifunzionali.
Su questa base, l'amministrazione avvierà una sperimentazione concreta spostando un numero limitato di seggi in edifici non scolastici già in vista delle prossime consultazioni, verificandone l'efficacia in termini di costi, accessibilità e impatto sulla comunità.
Il nodo dei conti in sospeso
Sul fronte economico e finanziario, il documento fotografa un divario strutturale tra le spese anticipate dal Comune di Torino e i rimborsi effettivamente erogati dallo Stato. Gran parte dei costi vivi sostenuti per l'allestimento informatico delle procedure di voto e per la predisposizione tecnica degli impianti elettrici nelle aule non rientra nell'elenco delle voci rimborsabili, lasciando a carico della fiscalità locale oltre mezzo milione di euro su ogni singola tornata elettorale.
A pesare sui conti di Palazzo Civico vi sono anche i ritardi accumulati nei trasferimenti regionali, come nel caso dei rimborsi non ancora liquidati dalla Regione Piemonte per le elezioni regionali del giugno 2024.