Il Consiglio regionale del Piemonte impegna la Giunta regionale a chiedere al Governo l'estensione dei benefici fiscali e contributivi alle imprese che assumano persone sottoposte attualmente alle misure alternative al carcere (detenzioni domiciliari, affidamenti in prova al servizio sociale). L'iniziativa parte dalla volontà di superare la disparità contenuta nella normativa nazionale (la cosiddetta Legge Smuraglia) che prevede incentivi solo nel caso di lavoro offerto a detenuti incarcerati.
La proposta è giunta ieri, a Palazzo Lascaris a Torino, sede dell'assemblea regionale, con due distinti ordini del giorno che sono stati approvati all'unanimità, uno presentato dai banchi della maggioranza di centro-destra (primo firmatario Silvio Magliano, lista civica) l'altro dall'opposizione di centro-sinistra (prima firmataria Laura Pompeo, Pd). L'invito al Governo ad agire in tal senso è giunto da tutti i gruppi politici.
I testi originari erano stati elaborati lo scorso aprile e poi oggetto di una audizione successiva della Commissione Lavoro con i rappresentanti de La goccia di Lube. Il documento di Magliano impegna la Giunta "a farsi promotrice presso il Governo affinché siano trovate soluzioni legislative rispetto alle pratiche attuali che permettano l'estensione dei benefici della legge 22 giugno 2000 n.193 (Legge Smuraglia) anche alle assunzioni di soggetti in affidamento in prova al servizio sociale e in detenzione domiciliare". Magliano propone tale estensione anche a riguardo dei "destinatari delle pene sostitutive previste dalla riforma Cartabia".
Il testo proposto da Laura Pompeo (firmato anche dai consiglieri Emanuela Verzella, Simona Paonessa, Alberto Avetta, Daniele Valle, Mauro Salizzoni e Monica Canalis) impegna la Giunta regionale "a farsi promotrice presso il Governo nazionale per una modifica della legge 193/2000 (Smuraglia) affinché gli sgravi contributivi siano estesi a tutti i condannati che scontano la pena fuori dagli istituti, eliminando la disparità di trattamento tra detenuti interni ed esterni". Tale ordine del giorno prevedeva in origine anche impegni per la Giunta nell'ambito delle sue politiche attive (ad esempio la concessione di contributi ed incentivi economici specifici ai datori di lavoro per le assunzioni di persone in misura alternativa) ma su tale orientamento non c'è stata la convergenza di tutto il Consiglio. "Tuttavia" è il commento di Adriano Moraglio, presidente de La goccia di Lube, l'associazione che da tempo si batte per l'estensione dei benefici della Smuraglia alle misure alternative, "entrambi i documenti rappresentano una svolta importante di carattere culturale e sociale perché riconoscono l'esistenza, spesso misconosciuta, dell'emergenza lavoro per chi è in esecuzione penale esterna. Ringraziamo Magliano e Pompeo che hanno saputo sollevare l'attenzione su questa categoria di persone favorendo una presa di consapevolezza generale che ha riguardato tutti i gruppi politici".
Offrire occupazione a chi è già quasi libero – e può sostenere facilmente colloqui di lavoro – è riconosciuto da entrambi i documenti come un importante antidoto alla recidiva. "L'estensione dei benefici della Legge Smuraglia ai soggetti in esecuzione penale esterna", si legge nell'ordine del giorno di Magliano e sostenuto da tutta l'assemblea regionale, "favorirebbe il rensierimento sociale e contribuirebbe a ridurre la recidiva. La misura, inoltre, avrebbe anche un importante valore culturale, promuovendo una maggiore consapevolezza sociale sul reintegro delle persone che hanno commesso reati".
Nel documento di Laura Pompeo si afferma che l'attuale normativa "crea una disparità inaccettabile, penalizzando proprio quei soggetti che, godendo della fiducia della Magistratura, sono già impegnati in un percorso di reinserimento esterno".
L'ordine del giorno del centro-sinistra cita l'operato de La goccia di Lube. "L'efficacia di modelli d'eccellenza territoriale come, a titolo esemplificativo, il progetto Impresa Accogliente, promosso dall'Associazione La goccia di Lube, con il sostegno regionale, dimostra come l'accompagnamento personalizzato e la costruzione di una solida relazione di fiducia siano fattori determinanti per il successo del reinserimento socio-lavorativo". "Il successo dei percorsi di inclusione lavorativa per i soggetti in esecuzione penale esterna" aggiunge l'ordine del giorno proposto dal centro-sinistra (ma votato da tutti i gruppi politici), "dipende strettamente dalla sinergia tra i servizi per l'impiego regionali e gli uffici per l'esecuzione penale esterna (Uepe), organi del Ministero deputati alla presa in carico, al supporto e alla vigilanza dei condannati sul territorio". "La virtuosa collaborazione con realtà imprenditoriali consolidate", conclude l'odg di Laura Pompeo, "testimonia come il supporto costante dei volontari sia essenziale per mediare tra le esigenze produttive aziendali e le complessità burocratiche connesse all'esecuzione della pena esterna".