Cinquanta giorni di isolamento forzato, trascorsi ai piani alti di un imponente palazzone popolare di dieci piani. Una vera e propria odissea quotidiana quella vissuta dai residenti di via Cilea 14, quartiere Barriera di Milano, dove la prolungata assenza dell'ascensore sta mettendo a dura prova la tenuta dell'intero condominio, trasformandosi in un'emergenza sociale.
Al centro della vicenda ci sono due inquilini con disabilità motoria, letteralmente "imprigionati" nelle proprie abitazioni a causa di un blocco che si protrae ormai da settimane.
Il peso dell'attesa
Salire o scendere sette, otto oppure dieci rampe di scale rappresenta una barriera insormontabile per chi convive con disabilità o gravi problemi di mobilità. Cinquanta giorni senza ascensore possono significare rinunciare alle visite mediche di controllo, alle passeggiate all'aria aperta o semplicemente alle commissioni quotidiane, trasformando la propria casa in una fortezza inaccessibile.
La replica di Atc
Di fronte alle crescenti proteste, Atc è intervenuta per chiarire i contorni tecnici della vicenda, spiegando che l'immobile è interessato da un complesso intervento di manutenzione straordinaria mirato al completo rifacimento delle componenti elettriche e meccaniche dell'impianto. Un'opera imponente, che richiederà ancora diversi giorni di cantiere e la cui dilatazione temporale sarebbe legata alla complessa fase di approvvigionamento di pezzi chiave quali il quadro di manovra, il motore e le funi.
L'ente ha inoltre ricordato che, per mitigare i disagi immediati, è attiva la collaborazione con la Consulta per le Persone in difficoltà: i residenti con problemi motori possono infatti richiedere assistenza per visite mediche programmate o prestazioni sanitarie urgenti contattando il numero verde Atc 800.301081.
La rabbia degli inquilini: "Inaccettabile"
Nonostante le spiegazioni tecniche e l'attivazione dei canali di supporto, nel palazzo di via Cilea il clima resta incandescente e la rabbia degli inquilini non accenna a placarsi. "E' una vergogna - sbotta un inquilino -. Ci dicono di avere pazienza, ma qui ci sono persone che non possono uscire di casa da quasi due mesi. I pezzi di ricambio non possono diventare una scusa".
Gli fa eco un altro anziano, visibilmente esasperato dalla gestione della manutenzione: "Hanno aspettato che la situazione degenerasse e che scoppiasse il caso prima di dare spiegazioni concrete. Pretendiamo una data certa per la fine dei lavori".