Attualità - 05 novembre 2026, 07:06

Cinquanta giorni senza ascensore, la protesta dei disabili bloccati "ai domiciliari"

Atc annuncia l'avvio di maxi-lavori di rifacimento, ma monta la rabbia dei residenti

Il palazzo di via Cilea

Cinquanta giorni di isolamento forzato, trascorsi ai piani alti di un imponente palazzone popolare di dieci piani. Una vera e propria odissea quotidiana quella vissuta dai residenti di via Cilea 14, quartiere Barriera di Milano, dove la prolungata assenza dell'ascensore sta mettendo a dura prova la tenuta dell'intero condominio, trasformandosi in un'emergenza sociale.

Al centro della vicenda ci sono due inquilini con disabilità motoria, letteralmente "imprigionati" nelle proprie abitazioni a causa di un blocco che si protrae ormai da settimane.

Il peso dell'attesa

Salire o scendere sette, otto oppure dieci rampe di scale rappresenta una barriera insormontabile per chi convive con disabilità o gravi problemi di mobilità. Cinquanta giorni senza ascensore possono significare rinunciare alle visite mediche di controllo, alle passeggiate all'aria aperta o semplicemente alle commissioni quotidiane, trasformando la propria casa in una fortezza inaccessibile.

La replica di Atc

Di fronte alle crescenti proteste, Atc è intervenuta per chiarire i contorni tecnici della vicenda, spiegando che l'immobile è interessato da un complesso intervento di manutenzione straordinaria mirato al completo rifacimento delle componenti elettriche e meccaniche dell'impianto. Un'opera imponente, che richiederà ancora diversi giorni di cantiere e la cui dilatazione temporale sarebbe legata alla complessa fase di approvvigionamento di pezzi chiave quali il quadro di manovra, il motore e le funi. 

L'ente ha inoltre ricordato che, per mitigare i disagi immediati, è attiva la collaborazione con la Consulta per le Persone in difficoltà: i residenti con problemi motori possono infatti richiedere assistenza per visite mediche programmate o prestazioni sanitarie urgenti contattando il numero verde Atc 800.301081.

La rabbia degli inquilini: "Inaccettabile"

Nonostante le spiegazioni tecniche e l'attivazione dei canali di supporto, nel palazzo di via Cilea il clima resta incandescente e la rabbia degli inquilini non accenna a placarsi. "E' una vergogna  - sbotta un inquilino -. Ci dicono di avere pazienza, ma qui ci sono persone che non possono uscire di casa da quasi due mesi. I pezzi di ricambio non possono diventare una scusa".

Gli fa eco un altro anziano, visibilmente esasperato dalla gestione della manutenzione: "Hanno aspettato che la situazione degenerasse e che scoppiasse il caso prima di dare spiegazioni concrete. Pretendiamo una data certa per la fine dei lavori".