Torino si prepara a diventare la capitale dei giovani che non hanno paura di dire come stanno davvero. Il 13 e 14 novembre arriva in città la tappa conclusiva di Paranoia Festival 2026, il festival dedicato al benessere psicologico delle nuove generazioni.
Dopo Bergamo e Milano, tocca a Torino chiudere un'edizione che ha scelto come tema "Tutto questo Niente": la pressione sociale, la distanza tra chi siamo davvero e chi sembriamo di essere, la paura del giudizio che ci spinge a difenderci prima ancora di essere attaccati.
La storia e gli obiettivi del festival
Nato nel 2023, dopo l'isolamento della pandemia, Paranoia è un festival fatto da giovani per i giovani. Ragazzi e ragazze che hanno deciso di raccontare in prima persona fragilità e disagio, senza lasciare che a farlo siano solo gli adulti. A Torino il tema verrà affrontato da tutti i punti di vista: intelligenza artificiale, scrittura, corpo, musica e club. La regia operativa è di 8flowers Agency, ma l'anima resta quella dei ragazzi.
A spiegare lo spirito con cui il festival arriva per la prima volta a Torino è l'organizzatore Nicola Migone: "È la prima volta che sbarca a Torino e vuole arrivare con lo spirito con cui è nata: cercare un nuovo linguaggio per parlare di benessere mentale". L'obiettivo, dice, nasce a Milano e da quest'anno arriva a Torino, partendo dalle scuole e dai luoghi in cui le persone stanno davvero.
Dietro le quinte, la rete è ampia. La tappa torinese è realizzata con l'Ordine degli Psicologi del Piemonte come main partner, insieme a Faber-Castell ed ESCP Business School, in collaborazione con OGR Torino, powered by Fondazione CRT, e con il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il festival ha il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte e la media partnership del Corriere della Sera attraverso la rubrica Figli & Genitori.
Spazio libero, senza filtri
Le istituzioni infatti ci credono. Per l'assessora alle Politiche Giovanili ed Educative, Carlotta Salerno, dare voce ai giovani non basta: "bisogna riconoscerla, farle spazio, ascoltarla per davvero", ha detto. Il festival, secondo lei, nasce proprio da questa esigenza e che "Torino è felice di ospitare la tappa conclusiva perché le giovani generazioni sono interlocutrici fondamentali per costruire presente e futuro. Nessuno può raccontare esperienze, aspirazioni e paure dei ragazzi meglio di loro stessi. Per questo la Città ha voluto offrire uno spazio libero, senza filtri", ha infine aggiunto.
Sulla stessa linea il presidente dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte, Giancarlo Marenco, che sottolinea come il festival sia organizzato da ragazze e ragazzi molto giovani che, con arte, musica e cultura, hanno cercato risposte al malessere giovanile e alla fatica di trovare spazi di confronto.
"Oggi i giovani vivono vulnerabilità, incertezza e disagio, ma sanno anche costruire occasioni di aggregazione e scambio. Per l'Ordine è importante lasciare che siano loro stessi a parlare delle difficoltà che vivono, delle loro esperienze e delle loro riflessioni. Perché Paranoia Festival, in fondo, è questo: mettere al centro il benessere psicologico, dal digitale al rapporto con il corpo, fino all'incontro-scontro tra generazioni", ha spiegato Marenco.
Il programma
Si parte dalle scuole. Venerdì 13 novembre al Bunker si apre alle 11 con "Weaving Sounds Scuole", laboratorio realizzato con Progetto Itaca ETS. Le classi porteranno oggetti per loro significativi e i rumori di quegli oggetti verranno campionati dal vivo per diventare una vera e propria traccia musicale. Un modo concreto per creare un nuovo linguaggio, come vuole Migone.
Nel pomeriggio si entra nel vivo. Alle 18 Matteo Hallissey e Luca Bernardelli discuteranno dell'impatto dell'intelligenza artificiale sul benessere mentale dei giovani nel talk "La società dell'algoritmo: AI, benessere mentale e regolamentazione". Alle 19 spazio al Paranoia Lab, realizzato con Associazione Nessuno APS: un confronto tra pari in quattro tavoli tematici guidati da professionisti ed educatori. Dalle 23 il Bunker si trasforma in club per la "Paranoia Festival NIGHT" con Palindrome, HolyU e il dj set di chiusura di Klaus.
Sabato 14 novembre si cambia scenario: si va alle OGR. Si comincia alle 10.30 con la proiezione integrale de "L'età del vetro" di Niccolò Cacace, documentario sull'ansia raccontata attraverso dieci storie di persone tra i 10 e i 100 anni, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino. Alle 11 la presentazione del libro "Unspecial" di Andrea Bariselli con Luca Cena e Andrea Lazzara. Alle 12 l'incontro con Jonathan Bazzi e Daniela Morero con la presentazione "Bestiola", testo sulla scrittura come forma di cura.
Il pomeriggio è un susseguirsi di appuntamenti. Alle 14.30 il laboratorio di scrittura "Indirizzo Interiore" con Martina Ferrari e Francesca Parisi. Alle 15.30 la presentazione di "Forse ti amo" scritto da Livio Ricciardi con Martina Ferrari e Omar Fassio. Alle 16.30 "Draw With Your Body", laboratorio di disegno per comprendere il proprio corpo, con Shut Up Claudia e il supporto di Faber-Castell.
Alle 18.30 il talk "Diritto a stare bene: investire in politiche pubbliche per il benessere psicologico" metterà a confronto Klaus, Simone Leoni, coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani, e Francesco Lo Bianco, coordinatore piemontese di Diritto a Stare Bene. Chiude l'edizione, alle 19, il talk "Una città per stare bene" con la Città di Torino, l'Ordine degli Psicologi del Piemonte, OGR Torino e il Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale.
La kermesse tra ricerca e beneficenza
A Torino si chiude anche la raccolta dati di "Chi stai diventando?", l'indagine partita a Bergamo e realizzata con ASSIRM - Associazione Italiana Ricerche di Mercato, Sondaggi di Opinione e Ricerca Sociale, con la collaborazione della rubrica Figli & Genitori del Corriere della Sera e degli Ordini degli Psicologi di Lombardia e Piemonte. La ricerca indaga come i giovani costruiscono la propria identità tra aspettative sociali, pressioni digitali e vita reale. I risultati saranno presentati il prossimo 15 novembre.
Infine, Paranoia non sarà solo un festival. Parte del ricavato della stagione sarà devoluta al Progetto di Prevenzione nelle Scuole di Progetto Itaca ETS, che offre agli studenti delle superiori percorsi gratuiti di formazione e sensibilizzazione sul benessere psichico.