Detto fatto. Dopo l'offerta martedì pomeriggio del governatore Alberto Cirio, accettata formalmente ieri dalla Rettrice Cristina Prandi, questa mattina sopralluogo congiunto tra i tecnici regionali e dell’Università degli Studi di Torino per l’avvio dei corsi presso il Centro Congressi della Regione Piemonte.
Dopo l'occupazione del Campus Einaudi, il presidente aveva annunciato di mettere a disposizione le aule di questo spazio - capaci di accogliere fino a 500 ragazzi - per consentire così agli studenti e professori di tornare a svolgere lezioni in presenza. Così questa mattina il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone ha effettuato un'ispezione ufficiale.
Marrone attacca Aska
E l'assessore regionale torna ad attaccare l'occupazione del Campus, definendola: "un'occasione per gli antagonisti orfani dell'ex centro sociale Askatasuna di vendere un po di alcolici in nero e vandalizzare l'edificio universitario".
Appello alla Rettrice
"La disponibilità della Regione - prosegue il vicepresidente - deve quindi essere letta anche come un appello al Rettorato di impegnarsi attivamente per riaprire il campus Einaudi". Per Marrone l'invito alla Rettrice Prandi, dopo l'audizione offerta dal Senato Accademico ai rappresentanti degli studenti - e soprattutto se venisse rifiutata dagli occupanti è di riaprire i cancelli delle aule su Lungo Dora.
"Le poche decine di occupanti antagonisti, infatti, riescono a malapena a mantenere il controllo della palazzina di mattoni, mentre le altre palazzine moderne sono interdette alla didattica perché è l'Ateneo ad avere chiuso gli accessi. La Regione fa quindi la sua parte però anche il Rettorato dia un segnale forte riaprendo le palazzine di vetro non occupate, circa i 3/4 del Campus nel suo complesso, alle lezioni che spettano di diritto agli studenti" conclude Marrone.