Scuola e formazione - 05 novembre 2026, 11:43

Proteste studentesche: scuola, Sermig e Vol.To si confrontano per dare voce alle nuove generazioni

VSP – Volontari Senior Professionali celebra quarant'anni di attività rilanciando la sfida avvicinare i giovani al mondo del lavoro, valorizzando competenze trasversali importanti per le imprese

Dare voce ai giovani, ascoltarne le esigenze e riconoscerli come protagonisti delle scelte che riguardano il loro futuro. È questo il messaggio emerso dalla serata conclusiva delle celebrazioni per i quarant'anni di VSP – Volontari Senior Professionali, che alla Basilica di Superga ha riunito dirigenti scolastici, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, volontariato e studenti. Un confronto che assume un significato particolare in un ottobre segnato da manifestazioni studentesche, occupazioni degli istituti e tensioni nel rapporto tra giovani e mondo adulto. In questo contesto, VSP ha scelto di mettere al centro proprio le nuove generazioni, non soltanto come destinatarie di percorsi formativi, ma come interlocutori da ascoltare e coinvolgere attivamente. Come accompagnarle verso il mondo del lavoro? Quali capacità hanno bisogno di esercitare? E che cosa possono fare insieme scuola, imprese e volontariato per offrire loro maggiori opportunità? Domande che hanno animato una tavola rotonda partecipata e vivace, nella quale il dialogo tra generazioni si è sviluppato in un clima di grande calore, disponibilità all'ascolto e rispetto reciproco.

L'appuntamento, patrocinato dal Sermig, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che nelle settimane precedenti aveva coinvolto direttamente gli studenti dell'Istituto Dalmasso di Pianezza e dell'IIS Curie Vittorini di Grugliasco. Un terzo incontro, previsto al Liceo Domenico Berti di Torino, è stato invece rinviato a causa dell'occupazione dell'istituto, iniziata proprio nella mattinata in cui era programmata l'iniziativa. Una circostanza che non ha impedito ai volontari di VSP di incontrare e confrontarsi con gli studenti, ascoltandone le ragioni e le esigenze. L'appuntamento sarà riprogrammato, auspicabilmente nel mese di marzo, per dare continuità a un percorso costruito proprio attorno alla partecipazione dei giovani e alla possibilità di condividere le proprie esperienze con i coetanei. Le visite al complesso della Basilica, il concerto dei Young Strings del Laboratorio del Suono e la presentazione di 15 poster dedicati alle attività dell'associazione hanno accompagnato una serata nella quale il coinvolgimento dei giovani non è stato un elemento accessorio, ma il punto di partenza per interrogarsi sulle responsabilità di chi è chiamato ad accompagnarli nella crescita personale e professionale.

Le imprese: contano le competenze, ma anche la capacità di collaborare

La tavola rotonda, moderata da Andrea Degrandi, responsabile della Formazione Scuola Lavoro del Liceo Berti, ha preso avvio da una questione concreta: quanto sono distanti le competenze dei ragazzi che escono dalla scuola dalle richieste delle imprese? Una domanda che ha prodotto risposte meno scontate del previsto. Dal mondo produttivo è arrivato infatti un messaggio chiaro: la preparazione tecnica dei diplomati è generalmente buona e può essere integrata attraverso la formazione aziendale. Le difficoltà maggiori riguardano piuttosto la capacità di lavorare insieme, ascoltare, assumersi responsabilità e affrontare problemi concreti.

Un punto di vista emerso dagli interventi di Massimo Altamore, amministratore delegato di NPO Torino, Stefano Miletto, Global Sales Director di Freudenberg Sealing Technologies, e Giorgio Bertolo, direttore generale di Carioca. Pur partendo da realtà aziendali molto differenti, i tre manager hanno condiviso l’importanza delle competenze trasversali. Altamore ha richiamato il valore della pazienza, della curiosità e della disponibilità a imparare, sottolineando anche quanto sia importante far conoscere agli studenti le diverse opportunità professionali presenti all’interno di un’azienda. Miletto ha evidenziato come la rapidità dei cambiamenti tecnologici renda sempre più importante la capacità di adattarsi e collaborare, riconoscendo nel volontariato un’esperienza particolarmente formativa. Bertolo ha posto invece l’accento sull’attitudine a trasformare le conoscenze in risultati, comprendere le esigenze degli altri e trovare soluzioni concrete.

La scuola: dalla preparazione teorica alle esperienze concrete

Sono riflessioni che hanno alimentato il confronto con i dirigenti scolastici Antonio Balestra dell’IIS Curie Vittorini di Grugliasco, Eleonora Buscemi del Liceo Domenico Berti di Torino e Filomena Filippis dell’Istituto Comprensivo G. Gozzano di Rivarolo Canavese. Al centro dei loro contributi, il rapporto tra teoria ed esperienza, la necessità di rendere più efficace la collaborazione con il mondo produttivo e il confronto con modelli educativi europei che attribuiscono maggiore spazio all’autonomia e al lavoro di gruppo.

La scuola italiana è stata descritta come un sistema capace di offrire solide conoscenze disciplinari, sviluppare il pensiero critico e favorire l’inclusione, ma ancora troppo legato a un modello che fatica a trasformare l’apprendimento in esperienza. Dal dialogo con gli imprenditori è emersa così una convergenza significativa: rafforzare le occasioni in cui i ragazzi possano sperimentare concretamente ciò che imparano. Senza dimenticare, però, che la missione della scuola non può esaurirsi nella preparazione professionale. Formare cittadini capaci di costruire relazioni, comprendere la realtà e partecipare alla vita della comunità resta un obiettivo altrettanto importante.

Il volontariato: una palestra di competenze e relazioni

Il confronto tra scuola e imprese ha trovato un importante punto di incontro nel mondo del volontariato, riconosciuto come uno spazio nel quale i giovani possono sperimentare concretamente quelle capacità relazionali e organizzative che il mondo del lavoro considera sempre più importanti. Massimo Aimone, consigliere di Vol.To – Centro Servizi per il Volontariato Torino ETS, ha sottolineato come l'esperienza associativa non rappresenti soltanto un'occasione per aiutare gli altri, ma anche un percorso di crescita personale. Attraverso il confronto con persone e situazioni differenti, i ragazzi imparano ad ascoltare, affrontare problemi, collaborare e assumersi responsabilità. Per Aimone, un aspetto fondamentale è aiutare i volontari a riconoscere i progressi compiuti, valutando le capacità acquisite e i risultati raggiunti, non soltanto in termini individuali ma anche di impatto sociale. In questa prospettiva, il volontariato non dovrebbe essere considerato una semplice attività da aggiungere al curriculum, bensì un'esperienza formativa da valorizzare e rendere consapevole. Un obiettivo al quale Vol.To contribuisce anche attraverso il proprio ruolo di collegamento tra le associazioni, favorendo la condivisione di esperienze e la costruzione di collaborazioni capaci di mettere in relazione competenze e bisogni diversi.

A questa riflessione si è collegato Daniele Ballarin, responsabile della Basilica di Superga per il Sermig, che ha invitato a spostare l’attenzione dalle presunte difficoltà dei giovani alle responsabilità del mondo adulto. Attraverso l’esperienza del Sermig, Ballarin ha ricordato che il volontariato è anche un luogo nel quale le persone trovano ascolto, riferimenti e occasioni di crescita. La scuola, da sola, non può rispondere a tutte le esigenze educative: occorre ricostruire una comunità capace di accompagnare i ragazzi, nella quale famiglie, istituzioni, associazioni e imprese si riconoscano parte di una responsabilità condivisa.

Le istituzioni: costruire una rete tra scuola, imprese e territorio

Il confronto ha coinvolto anche le istituzioni locali, chiamate a svolgere un ruolo di raccordo tra le esigenze della scuola, le opportunità offerte dalle imprese e i bisogni delle nuove generazioni. Il sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito, ha portato l'esperienza di Made in Grugliasco, un'iniziativa che non si limita a far incontrare studenti e aziende, ma punta a costruire un dialogo continuativo tra il mondo dell'istruzione e quello produttivo. Particolarmente importante, secondo Gaito, è quanto avviene dopo gli incontri: i momenti di confronto tra scuole e imprese permettono di valutare le esperienze, individuare le esigenze reciproche e sviluppare collaborazioni sempre più efficaci. Un modello nel quale il Comune assume il ruolo di facilitatore, contribuendo a creare una rete capace di accompagnare i ragazzi nelle scelte formative e professionali.

La vicesindaca e assessora al Welfare e ai Servizi educativi, Elisa Martino, ha ampliato la riflessione richiamando le responsabilità del mondo adulto. I giovani, ha sottolineato, possiedono già molte capacità, ma spesso faticano a riconoscerle perché non trovano sufficienti occasioni per esprimerle e sentirsi ascoltati. Da qui l'importanza di coinvolgerli come protagonisti, anziché semplici destinatari di attività progettate da altri. Martino ha inoltre illustrato l'impegno del Comune nel rafforzare le reti di comunità, attraverso iniziative che coinvolgono famiglie, scuole, servizi sociali e associazioni di volontariato. Esperienze che, partendo dall'ascolto anche dei più piccoli, aiutano a sviluppare fiducia in sé stessi, senso di responsabilità e consapevolezza del valore che ciascuno può portare alla propria comunità.

I giovani: più spazio per mettersi alla prova

A portare nella discussione il punto di vista delle nuove generazioni sono stati Elena Caruso Olivo, Fabio Croci e Davide Rossi, rappresentanti di ESN Torino – Erasmus Student Network, che hanno arricchito il confronto con le proprie esperienze di studio, mobilità internazionale e volontariato. Dalle loro testimonianze è emersa una riflessione particolarmente significativa: spesso non sono le conoscenze a mancare, ma le occasioni per metterle in pratica, sperimentare le proprie capacità e imparare a collaborare. Elena Caruso Olivo ha raccontato come, dopo un percorso liceale prevalentemente teorico, abbia scoperto attraverso l'università, l'Erasmus e soprattutto il volontariato nuove possibilità di crescita personale. Organizzare attività, assumersi responsabilità e contribuire a un progetto collettivo le hanno permesso di sviluppare capacità che durante gli anni scolastici aveva avuto poche occasioni di esercitare, rafforzando al tempo stesso il senso di appartenenza a una comunità internazionale.

Un'esperienza nella quale si sono riconosciuti anche Fabio Croci e Davide Rossi, che hanno richiamato l'importanza del lavoro di gruppo, della capacità di parlare in pubblico, di organizzare attività e confrontarsi con persone diverse. Competenze che non sempre trovano sufficiente spazio nei percorsi scolastici, talvolta ancora troppo concentrati sui risultati individuali. Da qui anche un invito alle imprese ad avvicinarsi maggiormente agli studenti, attraverso incontri e laboratori capaci di far conoscere concretamente le professioni e le opportunità disponibili. Ma il messaggio più forte rivolto agli adulti ha riguardato la necessità di ascoltare e dare fiducia ai giovani, evitando di considerarli soltanto destinatari di iniziative progettate da altri. In un contesto segnato dall'incertezza economica, dai conflitti internazionali e dalle trasformazioni legate all'intelligenza artificiale, i ragazzi hanno chiesto soprattutto di essere coinvolti nelle scelte che li riguardano e di poter contribuire con le proprie idee. Un richiamo che ha trovato un terreno comune nelle riflessioni di imprenditori, dirigenti scolastici e rappresentanti del volontariato: la crescita dei giovani passa anche dalla possibilità di sbagliare, assumersi responsabilità e sentirsi parte di qualcosa che abbia un significato.

VSP, quarant'anni di esperienza al servizio dei giovani

Il confronto di Superga ha così restituito un messaggio condiviso: per avvicinare scuola e lavoro non basta aggiornare i programmi o moltiplicare le competenze tecniche. Occorre costruire relazioni, favorire esperienze comuni e aiutare i giovani a sviluppare fiducia nelle proprie capacità. Una conclusione che racconta anche il significato dell'impegno di VSP, associazione che da quarant'anni mette l'esperienza di professionisti, manager, insegnanti e volontari al servizio delle nuove generazioni.

Negli ultimi dieci anni VSP ha coinvolto 15.000 studenti, 770 classi e 60 istituti scolastici, realizzando circa 7.800 ore di attività. Numeri che raccontano la continuità di un lavoro costruito attraverso il dialogo tra generazioni. A Superga, tra interventi appassionati, ascolto reciproco e momenti di convivialità, quel dialogo ha trovato una nuova occasione per rafforzarsi. E il quarantennale, più che segnare la conclusione di un percorso, ha lasciato aperta la prospettiva di nuove collaborazioni tra persone e organizzazioni che hanno dimostrato di voler continuare a lavorare insieme.