Si alza il livello della pressione sulla Rettrice di UniTo Cristina Prandi per mettere fine all'occupazione del Campus Einaudi. Questa mattina una delegazione dei rappresentanti degli studenti del FUAN-Azione Universitaria e anche quelli di altre realtà - accomunati tutti dalla contrarietà dell'occupazione - hanno incontrato il Ministro dell'Università Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il vicepresidente Maurizio Marrone.
"Si premia chi penalizza migliaia di studenti"
"È inaccettabile che l'Università di Torino, di fronte all'occupazione del Campus Luigi Einaudi, scelga di sacrificare la didattica in presenza anziché pretendere la restituzione degli spazi" spiegano i giovani militanti della destra. "In questo modo - proseguono - si finisce per premiare chi si impossessa di una struttura pubblica e penalizzare migliaia di studenti che hanno il diritto di frequentare regolarmente le lezioni".
Il percorso
Il faccia a faccia con Bernini è solo l'ultima tappa di un percorso in "crescendo" perché Prandi faccia smobilitare gli studenti dalla sede universitaria sul lungo Dora. Martedì il governatore Alberto Cirio ha offerto all'Università il Centro Congressi della Regione Piemonte come aula per 500 studenti. Ieri il vicepresidente Marrone ha effettuato un sopralluogo con i tecnici e dell'Ateneo, chiedendo poi a Prandi di liberare il Campus Einaudi, "iniziando a riaprire le palazzine di vetro", pari a tre quarti del complesso.
Oggi arriva l'incontro tra il FUAN, ma soprattutto del governatore Cirio e del vicepresidente Marrone con il ministro dell'Università Bernini. "Servono - chiarisce il movimento universitario di destra - provvedimenti concreti contro chi danneggia le sedi universitarie, compromette il diritto allo studio e trasforma gli atenei in territori sottratti alla legalità".
"Abbiamo ribadito la nostra contrarietà all’occupazione del Campus Luigi Einaudi e l’auspicio che lo spazio venga presto restituito agli studenti e alle studentesse, che vogliono tornare a vivere l’università in presenza. Ma, allo stesso tempo, abbiamo preso nettamente le distanze da posizioni estreme e divisive emerse durante l’incontro: lo sgombero forzato, sanzioni non meglio precisate e il blocco dei lavori degli organi come forma di protesta contro l’occupazione. Sono posizioni di pura contrapposizione, che chiudono ogni possibilità di dialogo. Continueremo a dialogare con tutte le istituzioni per il bene comune degli studenti e delle studentesse", hanno dichiarato i rappresentanti di Obiettivo Studenti Unito.
"Abbiamo inoltre rinnovato la richiesta di accertare e perseguire le responsabilità di quei docenti che, anziché garantire il libero confronto e il rispetto delle istituzioni accademiche, spalleggiano o legittimano queste occupazioni" conclude Bernini.