Il Punto di Beppe Gandolfo - 12 luglio 2021, 07:00

Basta auto e moto sulle nostre montagne

"Una domanda: cosa danno e cosa restituiscono gli automobilisti e i centauri alla natura, alla montagna? Nulla, se non gas di scarico, inquinamento e polveri sottili".

Esiste un patto non scritto, ma mai tradito nel corso dei millenni. La natura dà, l’uomo cura e - se riesce – restituisce.

Un teorema, purtroppo sovente disatteso, che mi è tornato alla mente quando, passeggiando per le nostre montagne, sentivo il rombo di auto e moto che arrancavano per sterrate e tornanti.

Poi, giunti alla meta, ecco decine e decine di vetture parcheggiate praticamente l’una sull’altra, quasi come alla domenica di fronte allo stadio.

Una domanda: cosa danno e cosa restituiscono gli automobilisti e i centauri alla natura, alla montagna? Nulla, se non gas di scarico, inquinamento e polveri sottili.

E allora dico: stop!

Fermiamo l’invasione di mezzi a motore sulle nostre splendide montagne. Cime, pianori, boschi, ruscelli, sentieri sono sinonimo di silenzio, aria pura, natura.

Perciò l’invito a tutti noi: impariamo a lasciare i mezzi a valle e scegliamo percorsi alla nostra portata, per goderci panorami salubri e mozzafiato.

Ma l’invito è rivolto anche alle amministrazioni comunali e alle comunità montane: cominciamo con il vietare il transito sulle strade di montagna ad ogni mezzo motorizzato. Sarà poi sufficiente istituire aree parcheggio attrezzate e a pagamento e poi garantire il trasporto in quota di escursionisti e turisti, tramite navette e bus elettrici.

La montagna è di tutti, ma non per tutti.

Ci sono un’infinità di possibilità per gite e giornate alpine, c’è l’opportunità di usufruire di mountain-bike e bici elettriche. Non si vuole negare a nessuno l’occasione di salire in quota o fare picnic.

Basta eliminare i mezzi a motore.

Sarebbe già una grande conquista e un gesto di profondo rispetto per quella natura che tanto ci regala e che merita qualche nostro sacrificio.

Beppe Gandolfo