Economia e lavoro - 06 maggio 2022, 06:10

Automotive, tecnologia e futuro, Fismic lancia la sua ricetta da Torino: "Non facciamo la fine del gas russo"

Li Gregni: "Dobbiamo investire per costruirci le componenti in casa, altrimenti al primo rubinetto che si chiude siamo in difficoltà". Rinaudo: "Proteggere i posti di lavoro che con l'elettrico diventano obsoleti"

Automotive, tecnologia e futuro, Fismic lancia la sua ricetta da Torino: "Non facciamo la fine del gas russo"

Fismic ha scelto Torino per fare il punto sul mondo dell'auto. Lo ha fatto con il Congresso territoriale, con i temi principali che si concentrano sull'elettrificazione e sulla crisi dei componenti in arrivo da altri Paesi. E se il primo è una prospettiva, il secondo è già una realtà, come dimostrano i cali produttivi ribaditi anche dai numeri Stellantis del primo trimestre.

"La crisi dell'auto e l'impatto dell'elettrificazione porteranno conseguenze sul settore - dice Enzo Li Gregni, segretario Fismic Torino - non crediamo ci sia tutta questa fretta di dimenticarsi del termico per dedicarsi solo all'elettrico. È necessario per l'ambiente, ma il 2035 è troppo vicino". E aggiunge: "Bisogna trovare alternative per costruire un rapporto tra occupazione e progresso tecnologico. Altrimenti rischiamo la catastrofe".

E sulle forniture in ritardo dal reato del mondo, sottolinea: "Dobbiamo imparare a costruire sul nostro territorio le fabbriche di microconduttori, altrimenti ci ritroviamo come con il gas russo. Appena chiudono i rubinetti, ci si scopre in difficoltà. Bisogna investire in quello: in Italia ci sono materie prime, bisogna sfruttarle senza andare dietro a chi dice no a tutto".

Rinaudo: "Tutelare posti di lavoro che diventano obsoleti"

Sui rischi connessi, almeno nell'immediato, alla transizione elettrica concorda anche Sara Rinaudo, segretaria nazionale di Fismic. "Bene l'elettrico e lo sviluppo. Ma bisogna diversificare e pensare anche a soluzioni come l'idrogeno. E non bastano incentivi all'acquisto, ma anche investimenti del Governo nelle infrastrutture. A cominciare dalle paline di ricarica elettrica, anche in autostrada".

"Difficile stimare l'impatto occupazionale, ma è la storia che insegna che per quanto se ne perdano, alla lunga si recuperano - aggiunge - Ma bisogna operare nella protezione sociale per quei posti che saranno obsoleti, ma al tempo stesso riqualificarli per adattare le risorse ai nuovi posti di lavoro, in alcuni casi profili che ancora non conosciamo".

Di Maulo: "Colmare il gap per giovani e donne"

Il nostro è un congresso di rinnovamento e di celebrazione, considerando che siamo il primo sindacato grazie al voto dei lavoratori in Stellantis e non solo - aggiunge Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic - La transizione rischia di lasciare indietro molti strati del Paese e il ruolo del sindacato sarà sempre più quello di non ostacolare il cambiamento ma di fare in modo che nessuno resto fuori”.

Si stanno aggravando i gap a danno delle donne e dei giovani. Dovremo fare in modo che le risorse del PNRR siano indirizzate a colmare questo gap - conclude - Non sono il 110 per cento e il reddito di cittadinanza che possono colmare il gap, servono investimenti per la digitalizzazione, per energia alternativa, formazione professionale, aiuti alla nostra manifattura”.