Economia e lavoro - 12 gennaio 2026, 17:32

Stangata da 14 mila euro per un piccolo bar di Barriera: "Rischia di chiudere subito"

La denuncia di Giancarlo Nardozzi del Goia: "Se avesse saputo di questi presunti costi per i parcheggi non avrebbe neppure aperto. Servono sgravi per le attività, non solo tasse, in certe zone sono presidi di legalità"

Giancarlo Nardozzi con il negoziante di Barriera e i bollettini da pagare

In Barriera di Milano l’apertura di una nuova attività commerciale dovrebbe rappresentare un segnale di speranza e rinascita per un quartiere da anni alle prese con degrado, insicurezza e abbandono. E invece, ancora una volta, la realtà racconta tutt’altro. E' la denuncia che arriva da  Giancarlo Nardozzi, Presidente del Goia Fenapi, che parla di una situazione inaccettabile e profondamente ingiusta nei confronti dei piccoli imprenditori.

"Negoziante disperato"

All’inaugurazione di un nuovo bar non sono mancate le presenze politiche, le fotografie di rito e i proclami sulla rigenerazione urbana. Ma a distanza di pochi giorni, al titolare dell’attività è arrivata una richiesta di pagamento di circa 14.000 euro da parte del Comune, relativa ai costi "per parcheggi che di fatto non esistono", sottolinea Nardozzi. "Qui si rischia di farlo chiudere subito... Questo signore oggi è disperato, con i bollettini in mano è venuto a trovarci, non sapendo cosa fare. Non avrebbe nemmeno aperto, se avesse saputo tutto questo".

Il presidente del Goia fa notare come, trattandosi di Barriera, "una zona già difficile di suo, con questa cosa invece di dargli una medaglia gli rifilano una mazzata". Di qui la richiesta: "Ci aspettiamo, non solo per il bar ma per l'intera zona di Barriera di Milano, che il Comune dimostri concretezza: servono sgravi, non obblighi e gabelle. Bisogna ridurre i tributi da pagare, come succede in altre realtà della provincia, altrimenti si lasciano le piazze in mano a spacciatori e disperati. Negozi come questo sono presidi di legalità per tutta la zona".

La richiesta al Comune

“Barriera di Milano non ha bisogno di passerelle politiche, ma di interventi reali. Chi decide di investire e aprire un’attività in una zona ormai al limite dell’invivibilità dovrebbe essere sostenuto, non colpito da richieste economiche che rischiano di far chiudere tutto nel giro di pochi mesi", ha detto ancora Nardozzi. "Aprire oggi un’attività in Barriera di Milano è un atto di coraggio civile. Senza agevolazioni, ascolto, sostegno reale ai piccoli imprenditori. Barriera resterà un quartiere dimenticato, buono solo per le foto durante le inaugurazioni, ma abbandonato nella realtà della vita quotidiana".