Attualità - 21 gennaio 2026, 18:33

Feste a Palazzo Nuovo, l'Università non può impedirle ma avverte: "Non sono autorizzate"

La rettrice Prandi spiega che non è possibile usare la forza per fare uscire gli studenti che rimangono dopo l'orario di chiusura

Feste a Palazzo Nuovo, l'intervento della rettrice Prandi e del prorettore Cuniberti

L'Università non può impedire le feste a Palazzo Nuovo ma avverte: "Non sono autorizzate". La prossima è in programma per venerdì 23 gennaio, lanciata dal Collettivo Universitario Autonomo (CUA) per sostenere Askatasuna, e prevede ospiti di rilievo come gli Africa Unite e Cosmo. Ma, ricorda la rettrice Cristina Prandi durante la conferenza stampa sulle strategie future dell'Università, gli eventi nella hall di Palazzo Nuovo non rispettano nessuno standard di sicurezza e sarebbero vietati.

"Se rimangono dentro, non possiamo farli uscire"

Viene ribadito inoltre che, qualora l’iniziativa di venerdì (non autorizzata da Unito) dovesse comunque avere luogo, "sarà effettuata una opportuna segnalazione alle autorità competenti". Ma allora come mai le serate nell'università di via Sant'Ottavio sono sempre di più? "Quando chiude Palazzo Nuovo, alcuni rimangono dentro e non possiamo farli uscire - spiega la rettrice - Il nostro contratto con la sicurezza non prevede contatti fisici. Molti ragazzi che frequentano le feste sono minorenni e abbiamo messo in campo azioni informative nei confronti dei presidi delle scuole superiori torinesi e delle loro famiglie per informarli che le feste a Palazzo Nuovo non sono autorizzate".

Intanto è già esplosa la polemica politica, con alcuni esponenti di Fratelli d'Italia e Forza Italia che chiedono all'ateneo di prendere le distanze e impedire questo tipo di manifestazioni.

La recente assemblea nazionale di Askatasuna

Le nuove azioni di sensibilizzazione dell'università si inseriscono in un'ottica di dialogo con i collettivi studenteschi più "movimentati", ma con la legalità come primo obiettivo. Un esempio recente è stato la gestione dell'assemblea nazionale di Askatasuna del 17 gennaio, quando l'Università ha concesso un'aula al Campus Einaudi dopo regolare richiesta di movimenti degli studenti.

"È arrivata una richiesta formale di utilizzo degli spazi firmata da cinque organizzazioni studentesche e da alcuni colleghi, con nomi e cognomi - ha precisato Prandi - Per tutelare la sicurezza l'incontro è stato spostato da Palazzo Nuovo".

Cuniberti: "Condanniamo ogni forma di violenza"

"Condanniamo fermamente l'uso della violenza - ha aggiunto il prorettore Gianluca Cuniberti - ma non guardiamo i contenuti dell'incontro bensì le sue modalità di svolgimento, che sono state regolari. Gli incontri con gli studenti hanno avuto riscontri positivi: il nostro obiettivo è ricostruire un rapporto di fiducia con le comunità studentesche che vivono queste manifestazioni e abbassare livello di agitazione".