"Venerdì vi aspettiamo dalle 20 a Palazzo Nuovo per un evento di musica e socialità per la campagna “Aska è la mia città”! Creiamo spazi in cui la musica sia strumento di incontro, partecipazione e relazione, fuori dalle logiche del consumo e del profitto. Concerti live e DJ set daranno voce a gruppi e artistз che da sempre sostengono una musica libera, indipendente. Torino è partigiana!". L’annuncio di una festa serale del centro sociale Askatasuna, in programma venerdì 23 gennaio all’interno di Palazzo Nuovo, storica sede dell’Ateneo torinese, è stato pubblicizzato sulla pagina Facebook del collettivo universitario autonomo.
Tanto è bastato per far esplodere l'ennesima polemica politica. Un evento che Fratelli d’Italia definisce senza mezzi termini “gravissimo e inaccettabile”. A intervenire è Raffaele Marascio, esponente di FdI, che punta il dito contro quella che definisce una vera e propria recidiva. Solo pochi giorni prima, infatti, l’Università aveva già concesso la Palazzina Einaudi per un’assemblea di Askatasuna, organizzata in vista della manifestazione del 31 gennaio. Un precedente che, secondo Marascio, rende ancora più pesante la scelta dell’Ateneo.
Nel mirino della critica c’è la gestione degli spazi universitari, accusata di essere permissiva e ideologicamente orientata. “Si sta trasformando l’università pubblica in una succursale di Askatasuna”, afferma Marascio, sottolineando come questa linea sia in aperto contrasto con l’azione del Governo, impegnato nello sgombero degli immobili occupati illegalmente e nel ripristino della legalità.
Il riferimento è diretto al profilo del centro sociale, noto - secondo FdI - per episodi di violenza, illegalità e antagonismo. Una presenza che, per il partito di Giorgia Meloni, non ha nulla a che fare con il confronto democratico e con la missione educativa dell’università. “L’Ateneo dovrebbe essere un luogo di studio, crescita culturale e dibattito libero, non uno spazio a disposizione di gruppi che si sono distinti per atteggiamenti intimidatori e per il disprezzo sistematico delle regole”, conclude il consigliere della Circoscrizione 4.
"Abbiamo appreso tramite alcune locandine che gli antagonisti si starebbero dando appuntamento per un concerto a Palazzo Nuovo alle ore 20 dal titolo “Qui viva Askatasuna”. Confidiamo che l’Ateneo non abbia assegnato locali per questa attività, che risulta incompatibile non solo dal punto di vista della mission di un’istituzione accademica, ma che, dopo le minacce pronunciate durante l’incontro di sabato scorso ospitato al Campus Einaudi, risulterebbe anche avallare la mission di un gruppo eversivo. Abbiamo difeso in modo chiaro la scelta di assegnare l’aula per l’incontro di venerdì scorso, perché lo chiedeva un collettivo studentesco, confidando nel loro senso di responsabilità; dopo aver chiaramente chiamato alla rivolta il mondo anarchico insurrezionalista, è evidente che ci aspettiamo una presa di distanza da parte di un’istituzione come l’Ateneo, che non può prestare locali a chi fa del delinquere la propria mission": ad affermarlo in una nota il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.






