Cronaca - 31 gennaio 2026, 19:46

Guerriglia al corteo per Aska, un quartiere in ginocchio. Lo Russo: "Torino non merita quanto accaduto". Cirio: "Assurdo parlare di partigiani"

Condanna bipartisan da parte del centrodestra e del centrosinistra durante gli scontri che hanno messo a ferro e fuoco Aurora e le vie nei dintorni del centro sociale

Condanne bipartisan dopo gli scontri al corteo

Non si sono fatti attendere i commenti politici ai fatti che si sono verificati questo pomeriggio a Torino, in coda al corteo che a partire dalle 14 ha protestato contro lo sgombero del centro sociale di Askatasuna. Condanne bipartisan, a partire da chi guida Palazzo Civico e la Regione. Ma non solo.

Durissimi Lo Russo e Cirio: "Torino non merita quanto accaduto". "Assurdo parlare di partigiani" 

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Torino esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità nel contenere i disordini e tutelare i cittadini. Esprimo inoltre sincera solidarietà e vicinanza agli operatori dell’informazione e agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti nello svolgimento del loro lavoro. Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile. Le scene raccapriccianti viste oggi confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità. Torino non merita quanto accaduto. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”.

ll governatore del Piemonte, Alberto Cirio, accusa: "Oggi, ancora una volta, abbiamo assistito a bande organizzate di violenti che, in maniera strutturata e premeditata, hanno messo sotto assedio la città lanciando pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine a cui va la nostra piena solidarietà, in particolare agli agenti feriti, così come ai commercianti che hanno tenuto chiuse le attività per paura dei danneggiamenti e a tutti i torinesi che hanno vissuto ore di paura, ostaggio di quei delinquenti che si pongono al di fuori delle regole della convivenza civile e della democrazia. Askatasuna in lingua basca vorrà pure dire libertà, ma a Torino invece, e oggi ne abbiamo visto l’ennesima conferma, vuol dire solo delinquenza, illegalità e violenza. Usare poi lo slogan “Torino partigiana”, per esprimere solidarietà ad un centro sociale che da 30 anni non rispetta minimamente i valori fondanti della nostra Costituzione violando la legge e quei principi democratici che sono nel Dna della nostra società proprio grazie al sacrificio dei  partigiani, è un’assurdità folle e una profonda distorsione storica e sociale che fa ancora più male in una città, come Torino, che è medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza e la lotta di Liberazione”.

Condanne bipartisan

"La violenza premeditata andata in scena oggi a Torino strappa ogni velo: i militanti di Askatasuna si confermano per ciò che sono sempre stati, un gruppo di delinquenti che usa la piazza come strumento di intimidazione e mira deliberatamente a sovvertire l’ordine democratico - dice Elena Chiorino, vicepresidente della Regione -. Qui non c’è dissenso, non c’è protesta: ci sono solo odio organizzato e terrorismo politico. Perché sì, quella di oggi è violenza di matrice terroristica. Chi ha scelto di sfilare accanto a chi aveva apertamente annunciato scontri e devastazioni porta una responsabilità politica e morale gravissima, senza alibi. Alle forze dell’ordine, presidio insostituibile di legalità e sicurezza, va la nostra piena e totale solidarietà: lo Stato è dalla loro parte, oggi come sempre, e non arretrerà di un solo millimetro di fronte alla violenza antagonista".

A Chiorino fa eco anche Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: "Quello a cui stiamo assistendo è l’ennesimo, intollerabile attacco allo Stato e a chi lo rappresenta nelle strade. Gli antagonisti di Askatasuna e le frange violente che gravitano attorno a queste realtà hanno trasformato ancora una volta il cuore della nostra città in un campo di battaglia. Ed è gravissimo che l'Università, luogo per eccellenza di cultura e confronto, sia stata ridotta a un bivacco per individui giunti a Torino con l’unico obiettivo di dare sfogo alla violenza e devastare il bene pubblico".

La guerriglia in corso a Torino é un’azione premeditata, organizzata e programmata, con un obiettivo chiaro: colpire lo Stato, le Forze dell’Ordine e ribaltare con la violenza l’ordine democratico. Questo ha un solo nome: terrorismo eversivo”. A dichiararlo Roberto Ravello, vice Capogruppo dí Fratelli d’Italia in Regione Piemonte. E la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio: “Quanto accaduto oggi a Torino durante il corteo contro lo sgombero di Askatasuna e contro il Governo Meloni è gravissimo e merita una ferma condanna”.
 



"Non fa più notizia, e questo è il problema più grave: scontri e atti di violenza contro le Forze dell'ordine e contro il patrimonio pubblico durante le manifestazioni sono diventate una routine. Ogni corteo diventa un'occasione per distruggere e scontrarsi: anziché essere un luogo di libera espressione del pensiero si trovano pretesti per trasformare le piazze in palchi per il dissenso violento, come sta succedendo oggi nuovamente a Torino, ormai sempre più bersagliata - dichiara il senatore piemontese della Lega, Giorgio Maria Bergesio -. Noi, invece, nelle piazze ci andiamo per sensibilizzare e raccogliere firme per il nuovo pacchetto Sicurezza a tutela dei cittadini e per protegge le nostre Forze dell'ordine che sono proprio coloro che tutelano gli italiani. Il tutto senza dimenticare la necessità di approvare anche la norma che preveda una cauzione prima di organizzare le manifestazioni, norma impellente più che mai".

Quello che sta accadendo a Torino non ha nulla a che vedere con il sacrosanto diritto di manifestare. Bombe carta, razzi e volti coperti non sono forme di protesta ammissibili. Su questo non può esserci nessuna ambiguità, la violenza non è dissenso, è solo violenza”, dice la senatrice torinese di Italia Viva Silvia Fregolent, che aggiunge: “Piena solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che stanno garantendo la sicurezza dei cittadini. Lo Stato - conclude - non può arretrare di fronte a chi usa la piazza come campo di battaglia”.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Le immagini a cui stiamo assistendo in zona corso Regina Margherita dimostrano ancora una volta l’ambiguità della sinistra torinese e italiana. Da un lato un corteo pacifico di protesta, dall’altro quello stesso corteo che, fino a sera, copre e favorisce l’azione di violenti che assaltano la Polizia con fuochi d’artificio, bombe carta e oggetti contundenti”, dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario del partito in Piemonte e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.

Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte, aggiunge: "Solidarietà e vicinanza alle forze dell’ordine chiamate a fronteggiare la violenza cieca di chi non avendo idee e opinioni pensa di esprimersi con bombe carta e lancio di sassi contro le forze dell’ordine. Askatasuna e gli altri centri sociali convenuti a Torino sono i peggiori nemici di chi esprime il proprio dissenso politico con la forza delle idee e delle proposte. Voglio credere che le forze politiche della sinistra sapranno esprimere un giudizio di condanna per quanto è accaduto. Torino è una città con forti tradizioni liberali e democratiche e non merita lo spettacolo oltraggioso visto ancora oggi".

Anche dal PD arrivano ferme parole di condanna: Il dissenso non è violenza: "Gli scontri avvenuti oggi a Torino lungo corso Regina Margherita costituiscono un fatto di estrema gravità che condanniamo senza ambiguità e con la massima fermezza - dicono Marcello Mazzù, segretario Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Torino e Claudio Cerrato, capogruppo Partito Democratico in sala rossa -. Un corteo che si stava svolgendo in modo ordinato e pacifico è stato scientemente stravolto dall’azione di frange antagoniste che hanno scelto deliberatamente la violenza, il caos e lo scontro. Bombe carta, incendi e lanci di oggetti hanno trasformato quella che avrebbe potuto essere una protesta pacifica e di massa contro il Governo in un episodio di autentica guerriglia urbana, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e devastando il tessuto urbano. Chi ha alimentato questi disordini ha perso l’occasione di dimostrare attenzione al proclamato ruolo sociale, al dialogo e al rispetto della città. Quanto accaduto dimostra ancora una volta come per queste frange non vi sia alcun interesse per il dissenso democratico o il confronto politico. L’unico obiettivo è la provocazione sistematica, la violenza e la destabilizzazione, con un disprezzo totale per Torino, per chi la vive e per chi la amministra. Esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà alle forze dell’ordine, chiamate a operare in condizioni difficili per garantire la sicurezza pubblica e l’incolumità delle persone, di fronte a comportamenti irresponsabili e deliberatamente violenti. Torino non può e non deve essere ostaggio di chi usa la violenza come metodo politico. Il Partito Democratico continuerà a lavorare con determinazione per una città aperta e democratica, ma anche sicura, in cui il rispetto delle regole e della convivenza civile non sia negoziabile".

Anche il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza gli scontri avvenuti oggi in città. "La libertà di manifestare è un diritto costituzionale fondamentale e irrinunciabile, tuttavia, quanto accaduto oggi dimostra come questo diritto sia stato totalmente oscurato e coperto da atti di violenza deliberata che nulla hanno a che fare con il dissenso democratico. Bombe carta, incendi, lanci di oggetti e devastazioni hanno trasformato un corteo che si stava svolgendo in modo pacifico in un episodio di vera e propria guerriglia urbana, mettendo a rischio persone, lavoratori, residenti e l’intero tessuto della città. Siamo e saremo sempre dalla parte dei manifestanti pacifici, di chi sceglie il confronto civile, il dialogo e la partecipazione come strumenti di espressione politica e sociale. Allo stesso tempo, siamo e saremo sempre nettamente contrari a qualsiasi forma di violenza, che svilisce le ragioni della protesta, nega la libertà degli altri danneggiando l’intera comunità. Chi ha scelto la strada dello scontro ha scientemente cancellato la possibilità di una mobilitazione ampia e partecipata, tradendo anche le istanze che dichiarava di voler rappresentare. La violenza non è mai una scorciatoia per il cambiamento: è solo un ostacolo alla democrazia. Il Movimento 5 Stelle continuerà a lavorare per una città aperta, democratica e inclusiva, ma anche sicura, in cui il rispetto delle regole e della convivenza civile non sia negoziabile. Torino ha bisogno di partecipazione, non di devastazione. Di diritti, non di paura. Di dissenso civile, non di violenza", dicono Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte e Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte.

"Quella di oggi è stata una manifestazione di massa, con quasi 50.000 persone in piazza a difesa degli spazi sociali e di Askatasuna nonostante il clima di tensione montato ad arte per settimane. Non avrebbe mai dovuto finire con una guerriglia urbana senza controllo che non serve a nessuno, danneggia chi prova a resistere a repressione e militarizzazione e fa male a tutta la città. Quella del poliziotto a terra colpito ripetutamente è un'immagine che non avremmo mai voluto vedere e che ci disgusta, così come l'aggressione ai giornalisti della Rai. Questi fatti non devono cancellare la risposta unica di oggi della cittadinanza e una grande giornata di partecipazione, con un corteo enorme che ha resistuito a un contesto anomalo di militarizzazione di un intero quartiere e a un Governo che progetta di distruggere tutti i luoghi di alterità che esistono e resistono in Italia, luoghi che possono diventare bene comune, trasformarsi ed essere parte di nuovi percorsi come stava avvenendo a Torino, ma che non si possono cancellare dalle nostre mappe culturali, solidali e sociali", dicono Marco Grimaldi, Vice Capogruppo AVS alla Camera dei Deputati, Alice Ravinale Capogruppo AVS in regione e 
Sara Diena Capogruppo SE.

"Gli episodi di violenza che si sono verificati oggi a Torino sono gravissimi. Le immagini del poliziotto aggredito a terra sono impressionanti, così come quanto successo alla troupe Rai e la devastazione che ha subito la città. Solidarietà alle forze di polizia. Bene ha fatto il sindaco Lo Russo ad annunciare da subito che la Città di Torino si costituirà parte civile", dice la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.

Quanto accaduto a Torino non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Non può esserci alcuna ambiguità: esprimiamo la nostra vicinanza umana e politica a chi è stato oggetto di attacchi squadristi da parte di violenti codardi a volto coperto. Ci auguriamo che la stessa solidarietà venga espressa anche dai rappresentanti delle istituzioni, dai partiti di sinistra e dalle associazioni che oggi hanno manifestato pacificamente a Torino, ma che finora tacciono. Metodi che richiamano pratiche di terrorismo politico, del tutto incompatibili con una società democratica e con i valori costituzionali, vanno condannati senza se e senza ma”. Lo dichiarano in una nota Filippo Blengino e Patrizia De Grazia, segretario e tesoriera di Radicali Italiani.

La Rettrice e il Prorettore dell’Università di Torino, "nel ritenere di interpretare i valori portanti delle università tutte e dell’Università di Torino, condannano le violenze che ieri hanno segnato la città e la convivenza democratica in modo indelebile. Le condannano senza alcuna esitazione e con determinazione, nel segno della legalità e del contrasto non violento".

I sindacati di categoria

A difesa dell'agente picchiato dai manifestanti sono arrivate anche le parole dei sindacati di categoria. "Il Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (MOSAP) esprime la più ferma e totale condanna per la brutale aggressione subita da un poliziotto del Reparto Mobile a Torino, colpito e accerchiato da manifestanti durante una protesta. Un episodio gravissimo che rappresenta l’ennesimo punto di non ritorno nel clima di odio crescente contro le Forze dell’Ordine. Non siamo più davanti a episodi isolati o a degenerazioni improvvise della piazza. Qui c’è una violenza organizzata, legittimata e giustificata da anni di propaganda anti-polizia”, dichiara Fabio Conestà, segretario generale del MOSAP. “Quando un poliziotto viene picchiato mentre svolge il proprio servizio, lo Stato intero viene aggredito. E chi tace oggi non potrà dirsi innocente domani.”

“Una carneficina annunciata, mai più cortei del genere. Si vietino queste manifestazioni prima che succeda qualcosa di irreparabile!”. È l’appello lanciato dal Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, a seguito delle scene di guerriglia avvenute oggi a Torino durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. Tra le varie scene di violenza e devastazione, alcuni antagonisti hanno accerchiato e picchiato un poliziotto, rimasto senza casco dopo essere caduto a terra. “I violenti non meritano di manifestare”, ha aggiunto Paoloni, esprimendo la massima solidarietà a tutti i colleghi che oggi sono stati impegnati nel capoluogo piemontese.

“Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti, ma il conto continua a salire di ora in ora. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti sono ancora lì a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare una guerriglia più che annunciata, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia. Con tutta la determinazione di cui siamo capaci ribadiamo che chiunque oserà manifestare un qualsiasi atteggiamento che ‘comprenda’, giustifichi, spieghi o addirittura legittimi questo scempio confermerà di essere mosso dalla stessa identica insofferenza e odio verso la Polizia, verso lo Stato e verso la democrazia e la libertà che abbiamo visto nelle strade di Torino stasera, soprattutto in quella mano che impugnava un martello con cui veniva colpito il nostro eroico collega”. Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato.

"Esprimiamo massima solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi feriti e alle loro famiglie, augurando loro una pronta guarigione. Ribadiamo con forza che la divisa non è un bersaglio: chi indossa la casacca dello Stato non è nemico di nessuno, ma garante dei diritti di tutti, compresi quelli di chi oggi ha scelto la violenza come forma di protesta. Chiediamo alla Magistratura di procedere celermente nell’individuazione dei responsabili di questi gravissimi atti di guerriglia urbana, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare pacificamente", commenta il segretario generale Uil Polizia, Vittorio Costantini.

Quanto accaduto - dichiarano i segretari generali della Cisl Torino e Piemonte, Giuseppe Filippone e Luca Caretti - rappresenta l’ennesimo e inaccettabile episodio di violenza e guerriglia a cui assistiamo da mesi in città, episodi che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare. Siamo solidali e vicini agli agenti feriti negli scontri e in modo particolare al poliziotto linciato in modo barbaro. Torino non merita questo clima di violenza e tensione. Chiediamo a tutte le istituzioni e alle parti sociali un impegno comune per riportare serenità e convivenza civile nella nostra città”.

"Quella di sabato è stata un'enorme e pacifica manifestazione, con tanti giovani e tantissimi torinesi, che non può essere cancellata dalla violenza di pochi. Violenza che condanniamo fermamente, e che peraltro oscura le ragioni di tutti i manifestanti. Il tema degli spazi sociali non può essere ridotto ad un problema di ordine pubblico, scaricato sui lavoratori delle forze del ordine, né strumentalizzato a fini elettorali da una destra incapace di affrontare le crescenti diseguaglianze sociali", commenta la segreteria della CGIL Torino.