Non si sono fatti attendere i commenti politici ai fatti che si sono verificati questo pomeriggio a Torino, in coda al corteo che a partire dalle 14 ha protestato contro lo sgombero del centro sociale di Askatasuna. Condanne bipartisan, a partire da chi guida Palazzo Civico e la Regione. Ma non solo.
Durissimi Lo Russo e Cirio: "Torino non merita quanto accaduto". "Assurdo parlare di partigiani"
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Esprimo una ferma e inequivocabile condanna per i gravi disordini verificatisi, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Torino esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità nel contenere i disordini e tutelare i cittadini. Esprimo inoltre sincera solidarietà e vicinanza agli operatori dell’informazione e agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti nello svolgimento del loro lavoro. Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile. Le scene raccapriccianti viste oggi confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità. Torino non merita quanto accaduto. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”.
ll governatore del Piemonte, Alberto Cirio, accusa: "Oggi, ancora una volta, abbiamo assistito a bande organizzate di violenti che, in maniera strutturata e premeditata, hanno messo sotto assedio la città lanciando pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine a cui va la nostra piena solidarietà, in particolare agli agenti feriti, così come ai commercianti che hanno tenuto chiuse le attività per paura dei danneggiamenti e a tutti i torinesi che hanno vissuto ore di paura, ostaggio di quei delinquenti che si pongono al di fuori delle regole della convivenza civile e della democrazia. Askatasuna in lingua basca vorrà pure dire libertà, ma a Torino invece, e oggi ne abbiamo visto l’ennesima conferma, vuol dire solo delinquenza, illegalità e violenza. Usare poi lo slogan “Torino partigiana”, per esprimere solidarietà ad un centro sociale che da 30 anni non rispetta minimamente i valori fondanti della nostra Costituzione violando la legge e quei principi democratici che sono nel Dna della nostra società proprio grazie al sacrificio dei partigiani, è un’assurdità folle e una profonda distorsione storica e sociale che fa ancora più male in una città, come Torino, che è medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza e la lotta di Liberazione”.
Condanne bipartisan
"La violenza premeditata andata in scena oggi a Torino strappa ogni velo: i militanti di Askatasuna si confermano per ciò che sono sempre stati, un gruppo di delinquenti che usa la piazza come strumento di intimidazione e mira deliberatamente a sovvertire l’ordine democratico - dice Elena Chiorino, vicepresidente della Regione -. Qui non c’è dissenso, non c’è protesta: ci sono solo odio organizzato e terrorismo politico. Perché sì, quella di oggi è violenza di matrice terroristica. Chi ha scelto di sfilare accanto a chi aveva apertamente annunciato scontri e devastazioni porta una responsabilità politica e morale gravissima, senza alibi. Alle forze dell’ordine, presidio insostituibile di legalità e sicurezza, va la nostra piena e totale solidarietà: lo Stato è dalla loro parte, oggi come sempre, e non arretrerà di un solo millimetro di fronte alla violenza antagonista".
A Chiorino fa eco anche Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: "Quello a cui stiamo assistendo è l’ennesimo, intollerabile attacco allo Stato e a chi lo rappresenta nelle strade. Gli antagonisti di Askatasuna e le frange violente che gravitano attorno a queste realtà hanno trasformato ancora una volta il cuore della nostra città in un campo di battaglia. Ed è gravissimo che l'Università, luogo per eccellenza di cultura e confronto, sia stata ridotta a un bivacco per individui giunti a Torino con l’unico obiettivo di dare sfogo alla violenza e devastare il bene pubblico".
“La guerriglia in corso a Torino é un’azione premeditata, organizzata e programmata, con un obiettivo chiaro: colpire lo Stato, le Forze dell’Ordine e ribaltare con la violenza l’ordine democratico. Questo ha un solo nome: terrorismo eversivo”. A dichiararlo Roberto Ravello, vice Capogruppo dí Fratelli d’Italia in Regione Piemonte. E la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio: “Quanto accaduto oggi a Torino durante il corteo contro lo sgombero di Askatasuna e contro il Governo Meloni è gravissimo e merita una ferma condanna”.

"Non fa più notizia, e questo è il problema più grave: scontri e atti di violenza contro le Forze dell'ordine e contro il patrimonio pubblico durante le manifestazioni sono diventate una routine. Ogni corteo diventa un'occasione per distruggere e scontrarsi: anziché essere un luogo di libera espressione del pensiero si trovano pretesti per trasformare le piazze in palchi per il dissenso violento, come sta succedendo oggi nuovamente a Torino, ormai sempre più bersagliata - dichiara il senatore piemontese della Lega, Giorgio Maria Bergesio -. Noi, invece, nelle piazze ci andiamo per sensibilizzare e raccogliere firme per il nuovo pacchetto Sicurezza a tutela dei cittadini e per protegge le nostre Forze dell'ordine che sono proprio coloro che tutelano gli italiani. Il tutto senza dimenticare la necessità di approvare anche la norma che preveda una cauzione prima di organizzare le manifestazioni, norma impellente più che mai".
“Quello che sta accadendo a Torino non ha nulla a che vedere con il sacrosanto diritto di manifestare. Bombe carta, razzi e volti coperti non sono forme di protesta ammissibili. Su questo non può esserci nessuna ambiguità, la violenza non è dissenso, è solo violenza”, dice la senatrice torinese di Italia Viva Silvia Fregolent, che aggiunge: “Piena solidarietà alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che stanno garantendo la sicurezza dei cittadini. Lo Stato - conclude - non può arretrare di fronte a chi usa la piazza come campo di battaglia”.
“Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Le immagini a cui stiamo assistendo in zona corso Regina Margherita dimostrano ancora una volta l’ambiguità della sinistra torinese e italiana. Da un lato un corteo pacifico di protesta, dall’altro quello stesso corteo che, fino a sera, copre e favorisce l’azione di violenti che assaltano la Polizia con fuochi d’artificio, bombe carta e oggetti contundenti”, dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario del partito in Piemonte e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.
Daniela Ruffino, segretaria regionale di Azione in Piemonte, aggiunge: "Solidarietà e vicinanza alle forze dell’ordine chiamate a fronteggiare la violenza cieca di chi non avendo idee e opinioni pensa di esprimersi con bombe carta e lancio di sassi contro le forze dell’ordine. Askatasuna e gli altri centri sociali convenuti a Torino sono i peggiori nemici di chi esprime il proprio dissenso politico con la forza delle idee e delle proposte. Voglio credere che le forze politiche della sinistra sapranno esprimere un giudizio di condanna per quanto è accaduto. Torino è una città con forti tradizioni liberali e democratiche e non merita lo spettacolo oltraggioso visto ancora oggi".
Anche dal PD arrivano ferme parole di condanna: Il dissenso non è violenza: "Gli scontri avvenuti oggi a Torino lungo corso Regina Margherita costituiscono un fatto di estrema gravità che condanniamo senza ambiguità e con la massima fermezza - dicono Marcello Mazzù, segretario Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Torino e Claudio Cerrato, capogruppo Partito Democratico in sala rossa -. Un corteo che si stava svolgendo in modo ordinato e pacifico è stato scientemente stravolto dall’azione di frange antagoniste che hanno scelto deliberatamente la violenza, il caos e lo scontro. Bombe carta, incendi e lanci di oggetti hanno trasformato quella che avrebbe potuto essere una protesta pacifica e di massa contro il Governo in un episodio di autentica guerriglia urbana, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e devastando il tessuto urbano. Chi ha alimentato questi disordini ha perso l’occasione di dimostrare attenzione al proclamato ruolo sociale, al dialogo e al rispetto della città. Quanto accaduto dimostra ancora una volta come per queste frange non vi sia alcun interesse per il dissenso democratico o il confronto politico. L’unico obiettivo è la provocazione sistematica, la violenza e la destabilizzazione, con un disprezzo totale per Torino, per chi la vive e per chi la amministra. Esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà alle forze dell’ordine, chiamate a operare in condizioni difficili per garantire la sicurezza pubblica e l’incolumità delle persone, di fronte a comportamenti irresponsabili e deliberatamente violenti. Torino non può e non deve essere ostaggio di chi usa la violenza come metodo politico. Il Partito Democratico continuerà a lavorare con determinazione per una città aperta e democratica, ma anche sicura, in cui il rispetto delle regole e della convivenza civile non sia negoziabile".
Anche il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza gli scontri avvenuti oggi in città. "La libertà di manifestare è un diritto costituzionale fondamentale e irrinunciabile, tuttavia, quanto accaduto oggi dimostra come questo diritto sia stato totalmente oscurato e coperto da atti di violenza deliberata che nulla hanno a che fare con il dissenso democratico. Bombe carta, incendi, lanci di oggetti e devastazioni hanno trasformato un corteo che si stava svolgendo in modo pacifico in un episodio di vera e propria guerriglia urbana, mettendo a rischio persone, lavoratori, residenti e l’intero tessuto della città. Siamo e saremo sempre dalla parte dei manifestanti pacifici, di chi sceglie il confronto civile, il dialogo e la partecipazione come strumenti di espressione politica e sociale. Allo stesso tempo, siamo e saremo sempre nettamente contrari a qualsiasi forma di violenza, che svilisce le ragioni della protesta, nega la libertà degli altri danneggiando l’intera comunità. Chi ha scelto la strada dello scontro ha scientemente cancellato la possibilità di una mobilitazione ampia e partecipata, tradendo anche le istanze che dichiarava di voler rappresentare. La violenza non è mai una scorciatoia per il cambiamento: è solo un ostacolo alla democrazia. Il Movimento 5 Stelle continuerà a lavorare per una città aperta, democratica e inclusiva, ma anche sicura, in cui il rispetto delle regole e della convivenza civile non sia negoziabile. Torino ha bisogno di partecipazione, non di devastazione. Di diritti, non di paura. Di dissenso civile, non di violenza", dicono Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte e Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte.
A difesa dell'agente picchiato dai manifestanti sono arrivate anche le parole dei sindacati di categoria. "Il Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (MOSAP) esprime la più ferma e totale condanna per la brutale aggressione subita da un poliziotto del Reparto Mobile a Torino, colpito e accerchiato da manifestanti durante una protesta. Un episodio gravissimo che rappresenta l’ennesimo punto di non ritorno nel clima di odio crescente contro le Forze dell’Ordine. Non siamo più davanti a episodi isolati o a degenerazioni improvvise della piazza. Qui c’è una violenza organizzata, legittimata e giustificata da anni di propaganda anti-polizia”, dichiara Fabio Conestà, segretario generale del MOSAP. “Quando un poliziotto viene picchiato mentre svolge il proprio servizio, lo Stato intero viene aggredito. E chi tace oggi non potrà dirsi innocente domani.”
“Una carneficina annunciata, mai più cortei del genere. Si vietino queste manifestazioni prima che succeda qualcosa di irreparabile!”. È l’appello lanciato dal Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, a seguito delle scene di guerriglia avvenute oggi a Torino durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. Tra le varie scene di violenza e devastazione, alcuni antagonisti hanno accerchiato e picchiato un poliziotto, rimasto senza casco dopo essere caduto a terra. “I violenti non meritano di manifestare”, ha aggiunto Paoloni, esprimendo la massima solidarietà a tutti i colleghi che oggi sono stati impegnati nel capoluogo piemontese.














