Un torinese ogni 10 ha al suo fianco un amico fedele: sono quasi 90 mila i cani stimati in città, in aumento negli ultimi anni. E di conseguenza aumentano le richieste di aree di sgambamento, dove Fido e Rex possono giocare liberi dal guinzaglio e senza infrangere la legge.
Le richieste contrapposte
Ma alle richieste di aggiungerne di nuove, soprattutto in alcune zone più sguarnite, si somma chi vorrebbe toglierle o almeno regolamentarne l'utilizzo. E così la città si trova a dover fare i conti con richieste contrapposte, spese notevoli di gestione, problemi di deiezioni canine in giro per le strade e una normativa stringente per accontentare i proprietari che ne vorrebbero di nuove.
Il centro città è il quartiere con meno aree cani: ha appena aperto la prima in corso Galileo Ferraris, la seconda della Circoscrizione 1 e i padroni che ne vorrebbero ancora sono numerosi. Ma, oltre al problema del costo, le zone dove poterle costruire non sono così abbondanti.
Una sola area cani in centro
La nuova area è infatti frutto di una sponsorizzazione di Arcaplanet, che ha finanziato la sua realizzazione con 15 mila euro e la possibilità di mantenere il pannello con nome e logo per tre anni. Il comune ha aggiunto il resto, compresa la manutenzione che ne seguirà, e questa potrebbe essere una soluzione che piace alla Giunta per la realizzazione di eventuali prossime. "Un'area cani costa sui 25-30 mila euro e seguono interventi periodici di pulizia, taglio erba e ripristino del suolo, che è un impegno importante" ha spiegato Ezio De Magistris, dell'ufficio Divisione Verde e Parchi del comune di Torino, durante una seduta della commissione Ambiente.
"Il 50% circa del costo di realizzazione è per la recinzione - ha proseguito l'architetto della Divisione Verde e Parchi Vanda De Giorgis - e 10mila euro l'anno sono spesi dal comune per la manutenzione ordinaria settimanale e altri 8000 per quella straordinaria con cadenza annuale". Dato che a Torino ci sono 56 aree cani, la manutenzione di ognuna costa circa, ogni anno, il 10% del suo costo di realizzazione.
La questione dei limiti normativi
Oltre ai costi, però, si aggiungono limiti normativi, come spiegato da De Magistris. Le aree cani dovrebbero avere una superficie minima di 1000 metri quadrati, anche se sono ammesse deroghe, e una distanza di 100 metri dalle abitazioni. Inoltre, non possono essere realizzate in alcuni parchi di interesse storico. In centro, infatti, si era parlato della possibilità di realizzare un'area cani nei Giardini Reali, ipotesi poi scartata. Il Comune non ha voluto creare un precedente che avrebbe permesso ad altre realtà di chiedere di recintare parchi storici per altri motivi.
L'ipotesi delle Porte Palatine, invece, aveva avuto l'ok dalla Città ma a preferire l'opzione di corso Galileo Ferraris è stata proprio Arcaplanet, per motivi di visibilità della targa della sponsorizzazione.