Prosegue il recupero di don Riccardo Robella, l'ex parroco di Nichelino da anni cappellano del Torino FC. Il padre spirituale granata è ancora ricoverato al Cto, dopo il drammatico incidente dello scorso novembre, nel quale ha rischiato di perdere la vita.
In una recente intervista alla Rai, aveva già dimostrato di aver recuperato il buon umore: "La prima domanda che ho fatto ai medici, quando mi sono risvegliato in ospedale, è stata: quanto ha fatto il Toro? Quando mi hanno risposto che aveva perso 3-2 ho pensato di dire loro: ok, riaddormentatemi un attimo. Ma non l'ho fatto", ha scherzato don Riccardo.
La messa officiata al Cto
Dopo settimane di coma, in lotta tra la vita e la morte, il parroco di Leinì era stato dichiarato fuori pericolo e da allora è iniziata una lunga convalescenza e il periodo di riabilitazione, che ha come obiettivo quello di (sperare di) essere presente il 4 maggio a Superga, nel giorno del ricordo del Grande Torino. Intanto, la domenica di Pasqua ha segnato un punto importante nella tabella di marcia per il recupero: nel pomeriggio di ieri il don ha celebrato la santa messa, dalla sala paralimpica dell’USU (Unità Spinale Unipolare, ndr) del Cto.
Capacità di far sorridere
Un momento importante, in una saletta piena di pazienti e dei loro familiari, con il padre spirituale del Toro che non senza emozione ha officiato la funzione: "Si riparte, è un altro segno di resurrezione", ha detto. Prima della benedizione finale, don Riccardo ha saputo regalare anche momenti di ironia, parlando di calcio e facendo sorridere tutti raccontando una barzelletta, che ha scatenato un sincero applauso. A conferma che lo spirito è tornato quello dei giorni migliori.