È stato reintegrato il lavoratore che era stato lasciato a casa dopo non aver superato il periodo di prova arrivato a seguito del passaggio di appalto presso la Asl Città di Torino. Un fatto che aveva destato scalpore visto che l’addetto in somministrazione era ormai da dieci anni che si occupava di quelle mansioni. Al suo fianco, si era schierata sia la Nidil che la Cgil di Torino.
“A seguito del confronto con l’Agenzia per il lavoro, è stata annullata la precedente comunicazione di cessazione del rapporto lavorativo - dicono i sindacati - ristabilendo così la piena validità del contratto fino alla sua naturale scadenza. È stato inoltre garantito la retribuzione per il periodo intercorso dal licenziamento alla data odierna”.
La soddisfazione dei sindacati
Un esito che soddisfa i rappresentanti dei lavoratori. “Il passo indietro dell’agenzia di somministrazione ci conferma quanto sia necessario vigilare sul sistema degli appalti. L’importante risultato ottenuto rende giustizia a un lavoratore che da dieci anni presta la propria attività per un servizio pubblico”, dice Danilo Bonucci, segretario generale del Nidil Torino.
“Purtroppo questa vicenda, che questa volta ha avuto un lieto fine, dimostra la condizione di precarietà in cui versano decine di lavoratrici e lavoratori del nostro territorio impiegati negli appalti pubblici, molti dei quali in somministrazione”, aggiunge Federico Bellono, segretario generale della Cgil Torino. “L’ente pubblico non può essere spettatore passivo dei propri affidamenti, ma deve vigilare ed intervenire garantendo il rispetto delle norme contrattuali, la salute e la sicurezza, la dignità dei lavoratori impiegati”.