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Economia e lavoro | 15 aprile 2026, 16:41

Periodo di prova dopo 10 anni di lavoro, non lo passa: licenziato. L'ira dei sindacati

Romeo (Nidil Cgil): "Fatto gravissimo e inaccettabile, dimostra l'estrema precarietà nella sanità pubblica in Piemonte"

Problemi occupazionali nel cambio appalto dei servizi informatici della Asl Torino

Problemi occupazionali nel cambio appalto dei servizi informatici della Asl Torino

Licenziato dopo un periodo di prova arrivato a dieci anni di distanza dall'inizio del lavoro. Sembra un controsenso, ma è successo nel mondo della Sanità torinese, in particolare all'interno di quei meccanismi non sempre lineari che regolano il cambio di appalti.

Il caso viene sollevato e denunciato dalla NIdil Cgil, che racconta quanto avvenuto presso l’Asl Città di Torino, nell’ambito dell’appalto della gestione dei servizi informatici. "Al cambio appalto - dice una nota ufficiale del sindacato - un lavoratore impiegato da molti anni come assistente tecnico informatico è stato sottoposto a un periodo di prova. Un “esame” che il lavoratore, secondo l’agenzia di somministrazione, non ha superato e quindi è stato lasciato a casa".

“ È gravissimo, oltre che inaccettabile, il trattamento riservato al lavoratore che, impiegato per oltre 10 anni sempre nello stesso settore e con le stesse mansioni - obbligato a passare da un’azienda all’altra ogni cambio di appalto - oggi si veda interrompere il proprio contratto di lavoro perché, secondo l’agenzia di somministrazione, non avrebbe superato il periodo di prova. Una decisione, quella presa dall’Agenzia, che cancella le tutele previste dalla clausola di salvaguardia, aggravando le condizioni di precariato a cui sono sottoposti i somministrati in appalto - sottolinea Luigi Romeo, funzionario del NIdiL Cgil di Torino -. Ma a rendere questa situazione ancor più paradossale, se è possibile, è il fatto che il lavoratore non ha diritto alla NASPI. Diritto cancellato perché, per poter continuare a lavorare all’Asl sotto un altro “padrone”, si è dovuto licenziare dalla vecchia azienda e per la recente norma introdotta dal Governo, non ha maturato i requisiti di anzianità lavorativa presso il nuovo datore di lavoro. Chiediamo all’Agenzia di somministrazione e all’Asl di intervenire con urgenza di reintegrare il lavoratore restituendogli la sua mansione, il suo stipendio”.

Massimiliano Sciullo

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