Il 22 maggio, alle ore 16,30, presso la Sala Biblioteca del Centro Incontro di corso Casale 212, si terrà la presentazione del libro “Il PD tra presente e futuro. Evoluzione di una metamorfosi identitaria”. Interverranno Francesco Garzone, Luca Deri e Giovanni Mierolo. Modera Jessica Pasqualon, giornalista.
Il volume affronta una questione centrale della politica italiana contemporanea: l’identità del Partito Democratico e la sua capacità di trasformarsi senza perdere una direzione riconoscibile. Non un semplice commento sulla vita interna di un partito, ma una riflessione sulla crisi delle appartenenze, sulla complessità del presente e sulla necessità di costruire senso politico, comunità e futuro.
Nella prefazione, Giovanni Mierolo individua il nodo decisivo: in una società segnata da riferimenti liquidi e appartenenze fragili, un partito non può limitarsi al programma o alla gestione del potere. Deve diventare comunità di senso, luogo simbolico in cui le inquietudini individuali si traducono in linguaggio politico e le solitudini trovano riconoscimento collettivo.
Francesco Garzone sviluppa una lettura scientifica e umanistica della crisi identitaria del PD. Il partito viene osservato come organismo vivo, attraversato da dinamiche psicosociali, culturali e organizzative. L’identità politica non può essere un monumento immobile: deve diventare processo dinamico, capace di tenere insieme memoria, educabilità cognitiva, responsabilità collettiva e apertura al cambiamento.
Luca Deri porta il tema dell’identità sul terreno concreto dell’amministrazione locale. Dalla sua esperienza nella Circoscrizione 7 di Torino emerge una politica che non rincorre soltanto emergenze, ma prova a prevenire i problemi di domani, costruendo reti, partecipazione e pianificazione condivisa. Il Piano di Sviluppo Locale dei quartieri Aurora, Rossini e Valdocco diventa così esempio di amministrazione capace di coniugare presente e futuro.
Il libro propone una diagnosi severa ma non rinunciataria: per essere ancora utile, la politica deve riconoscere le proprie fragilità, trasformarle in metodo e restituire ai cittadini una prospettiva comune.