B. Vittoria / Vallette - 27 maggio 2026, 08:00

Non solo la torre da 15 piani, su Spina 3 è allarme anche per il cromo esavalente

Nel mirino contaminazione della falda e gestione dei terreni di scavo nell’ex Area Vitali

Lavori al parco Dora

Tra le preoccupazioni dei residenti dell’area di parco Dora per il nuovo cantiere edilizio “Dora Park”, nel comparto ex industriale Spina 3 / Area Vitali, non c'è solo il progetto della torre da 15 metri. A sollevare un nuovo caso è un neonato comitato di cittadini che ha presentato un’istanza di accesso agli atti agli enti competenti chiedendo massima trasparenza sulle condizioni ambientali del sito, in particolare sulla presenza di contaminazioni da cromo esavalente nelle acque di falda.

Il tema è già approdato anche in Sala Rossa con un’interpellanza del consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Russi, mentre dai documenti tecnici di Arpa Piemonte e Città Metropolitana emergono criticità ambientali ancora oggetto di monitoraggio e bonifica.

Il nodo del cromo esavalente

Nel mirino dei residenti c’è soprattutto la contaminazione da Cr(VI), il cromo esavalente, sostanza classificata come tossica e cancerogena. Secondo la documentazione tecnica relativa al sito “Area Vitali - Spina 3”, le operazioni di bonifica delle acque sotterranee proseguono ma vengono definite dagli enti come una “gestione temporanea” del problema.

Nel parere di febbraio 2026, Arpa Piemonte evidenzia infatti che gli interventi oggi in corso consistono nella prosecuzione delle iniezioni di reagente nella falda per contenere la contaminazione, ma sottolinea anche la necessità di valutare tecnologie più efficaci ed estese, comprese eventuali rimozioni delle sorgenti inquinanti presenti nel terreno sovrastante la falda.

L’Agenzia osserva inoltre che l’attuale strategia di bonifica sarebbe legata anche a esigenze di contenimento dei costi, in attesa di un nuovo progetto complessivo di riqualificazione dell’area da parte della proprietà.

I dubbi sul cantiere Dora Park

Il nuovo intervento edilizio non ricade formalmente nei lotti 4 e 5, quelli per cui il Comune ha già stabilito il divieto di nuove edificazioni fino all’approvazione di un nuovo progetto di bonifica della falda. Tuttavia il comitato sottolinea come il cantiere sorga comunque nello stesso comprensorio ex industriale delle Ferriere Fiat, storicamente interessato da attività produttive pesanti.

Per questo i residenti chiedono chiarimenti su quali indagini ambientali siano state effettuate specificamente sul lotto di Dora Park, quali verifiche abbiano riguardato suolo, sottosuolo e acque sotterranee e come verranno gestite eventuali terre da scavo.

La trasparenza sugli accertamenti ambientali non è un dettaglio”, spiegano i referenti del comitato. “Chi vive accanto al cantiere ha diritto di sapere se le opere previste siano compatibili con la storia industriale e ambientale del sito”.

Il nuovo polo per l’infanzia

Ad aumentare la tensione nel quartiere è anche la prevista apertura, nel settembre 2026, di un polo per l’infanzia 0-6 anni a pochi metri dall’area interessata dai lavori. Secondo il comitato, proprio la presenza di una struttura destinata ai bambini rende necessario chiarire quali garanzie ambientali siano state acquisite prima dell’avvio delle trasformazioni urbanistiche.

Un tema che i residenti chiedono venga affrontato pubblicamente dalle istituzioni, non solo sul piano tecnico ma anche politico. Tra le contestazioni avanzate dai cittadini compare anche il taglio di alberature avvenuto il 14 maggio nei lotti 4 e 5, in pieno periodo di nidificazione dell’avifauna.

Sul punto il comitato, sostenuto dall’associazione Task Force Animalista, chiede di verificare se siano stati effettuati controlli preventivi sulla presenza di nidi e se gli interventi siano stati autorizzati nel rispetto delle norme sulla tutela della fauna selvatica e del regolamento del verde della Città di Torino.

Il tema idrocarburi

Tuttavia nei documenti trasmessi durante la conferenza dei servizi, sia Arpa Piemonte sia Città Metropolitana non rilevano “elementi ostativi” alla prosecuzione temporanea della bonifica della falda, pur ribadendo la necessità di ulteriori approfondimenti.

La Città Metropolitana segnala inoltre il riscontro di superamenti del parametro “idrocarburi totali come n-esano” in diversi piezometri dell’area, chiedendo che il fenomeno venga monitorato nelle prossime campagne e che vengano approfondite le possibili origini della contaminazione. Elementi che, sempre secondo il comitato, indicano la necessità di maggiore chiarezza sull’intero comparto di Spina 3.