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Attualità | 19 maggio 2026, 17:28

Una torre da 15 piani nel progetto Dora Park, esplode la protesta dei residenti

Il comitato cittadini Parco Dora chiede una revisione: "Impatto negativo sul quartiere"

Il cantiere della maxi torre

Il cantiere della maxi torre

Nuova ondata di tensioni in Spina 3 per il progetto edilizio “Dora Park”, che porterà alla realizzazione di una torre residenziale di 15 piani in via Verolengo 29, a pochi metri da altre abitazioni e soprattutto in prossimità del futuro polo d’infanzia 0-6 anni. A farsi carico di una protesta, raccogliendo le firme, è il  Comitato Cittadini Parco Dora, composto da decine di residenti in zona.

La segnalazione arriva da un gruppo di residenti che parla apertamente di “emergenza nel quartiere”, chiedendo un immediato stop o una revisione sostanziale del progetto, ancora in fase di autorizzazione finale. L’area che da via Borgaro a via Orvieto è destinata, da piano regolatore, a costruzioni edilizie. Sono previsti quattro lotti di case più una torre di 15 piani. Dei quattro lotti ne è stato realizzato uno di sei-sette piani, ma è dal 2010 che è prevista la realizzazione degli altri lotti. E ora qualcosa si sta muovendo.

Il nodo della torre: “A pochi metri dal polo d’infanzia”

Il punto centrale della contestazione riguarda la collocazione dell’edificio, che secondo i residenti sorgerebbe in adiacenza al nuovo polo scolastico per l’infanzia. Una vicinanza giudicata problematica sia per l’impatto del cantiere sia per le conseguenze a regime dell’intervento edilizio. Tra le criticità segnalate vengono indicati il rumore, le polveri generate dalle lavorazioni e la possibile interferenza con le attività del polo educativo.

Secondo i promotori della protesta, la presenza di un edificio così alto altererebbe in modo significativo l’assetto del quartiere, soprattutto in relazione agli spazi pubblici e alle aree dedicate ai bambini.

“Addio luce e sole” 

Tra le principali preoccupazioni espresse dai cittadini c’è l’impatto della torre sull’ombreggiamento delle abitazioni e del cortile del polo d’infanzia.

La costruzione, sostengono i residenti, rischierebbe di ridurre drasticamente l’esposizione alla luce naturale, con conseguenze sulla vivibilità degli spazi e sul cosiddetto “diritto al sole”.

Accanto a questo, viene evidenziato anche l’aumento del traffico in un’area già considerata sotto pressione, con l’arrivo di nuovi residenti e cantieri in un tessuto urbano che i comitati definiscono “non preparato a un carico edilizio di questo tipo”.

Timori economici e urbanistici

Nel dossier dei residenti rientrano anche le ricadute sul mercato immobiliare. La presenza della torre da 15 piani viene indicata come un possibile fattore di svalutazione degli appartamenti esistenti, soprattutto per quelli esposti direttamente sul cantiere o privati dell’illuminazione naturale.

Il progetto viene inoltre contestato perché ritenuto datato, risalente a una pianificazione del 2010 e quindi non più coerente, secondo i cittadini, con l’attuale configurazione del quartiere e con la presenza del nuovo polo educativo.

I cittadini: “L’istruttoria è ancora aperta, si può intervenire”

La mobilitazione si concentra anche sul piano amministrativo. I residenti sottolineano come l’iter autorizzativo non sia ancora concluso e come, a loro avviso, vi sarebbe ancora margine per bloccare o modificare il progetto. “Possiamo ancora fermarli o costringerli a cambiare il progetto, ma dobbiamo farlo ora”, è la posizione riportata dai promotori della protesta, che chiedono un intervento delle istituzioni prima della chiusura definitiva delle procedure.

La contestazione sulla torre si inserisce in un quadro già acceso attorno all’intero comparto di Parco Dora, dove negli ultimi giorni erano emerse anche preoccupazioni legate alle bonifiche dell’area ex industriale e alla gestione ambientale del cantiere “Dora Park”.

"A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di preoccupazione - precisano -. Il 14 maggio 2026, nell’area dei lotti 4 e 5, risulta essere stato eseguito un taglio di alberature in pieno periodo riproduttivo dell’avifauna. Anche su questo punto, con il sostegno dell’Associazione Task Force Animalista, realtà impegnata nella tutela degli animali e dell’ambiente, vengono chiesti chiarimenti agli enti competenti, per verificare se siano stati effettuati i necessari controlli preliminari sulla presenza di nidi attivi e se l’intervento sia stato autorizzato ed eseguito nel rispetto della normativa a tutela della fauna selvatica e del Regolamento del Verde pubblico e privato della Città di Torino".

Philippe Versienti

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